Rifacimento via Roma, la Regione boccia il progetto di Crestini

September 13, 2016

La Regione Lazio ha ritenuto "irricevibile" il progetto di rifacimento di una delle strade più importanti e malridotte di Rocca di Papa, eppure il sindaco Crestini lo aveva annunciato con grande enfasi. Ad altri Comuni dei Castelli Romani è andata sicuramente meglio.

Addio via Roma addio, il finanziamento se ne va! Il progetto, inviato alla Regione, è infatti tornato al mittente. Eppure il sindaco Crestini lo aveva annunciato a squarciagola con tanto di comunicato stampa diffuso lo stesso giorno della presentazione della domanda, cioè il 18 luglio scorso. Ecco le sue parole: «Via Roma è una delle strade più importanti di Rocca di Papa e per questo dobbiamo fare di tutto per garantirne la massima sicurezza e decoro. Abbiamo predisposto questo importante progetto in tempi relativamente brevi, riuscendo ad ottenere comunque un buon risultato, grazie soprattutto agli uffici tecnici comunali». Il buon risultato in verità è la bocciatura della richiesta, visto che il nostro Comune, il 28 luglio, è stato inserito tra i 14 enti pubblici le cui domande sono state ritenute niente meno che “irricevibili” (questa la dicitura usata nella determinazione regionale n. 8691) perché inviate in ritardo.

Ora è probabile che l’amministrazione farà ricadere le colpe su qualche dipendente comunale scaricando di fatto le sue responsabilità, eppure deve ancora spiegare perché su tale progetto la giunta Crestini ha deliberato ben due volte. La prima il 7 luglio 2016, la seconda il 15 luglio 2016. La stranezza è che nella seconda delibera non si fa alcun riferimento alla prima riunione di giunta, come se non ci fosse mai stata. Perché? Se si fa una nuova delibera in tutta fretta, solo 48 ore prima della scadenza di un bando pubblico, può accadere che si possa commettere qualche errore, visto peraltro il numero rilevante di allegati e documenti, con timbri e firme apposti in modo corretto, che devono essere allegati alla domanda.

L’amministrazione comunale aveva chiesto alla Regione Lazio un finanziamento di 350.000 euro per “l’esecuzione degli interventi di sistemazione e messa in sicurezza della strada comunale Via Roma”. E il problema è che ora le condizioni di questa arteria che Crestini riteneva giustamente una delle strade più importanti di Rocca di Papa, potrebbero restare le stesse per i prossimi anni, anzi potrebbero peggiorare ulteriormente.

È andata sicuramente meglio agli altri Comuni dei Castelli Romani, le cui domande sono state inserite nella graduatoria. Tra questi si segnalano Velletri (contributo regionale: 250.000 euro), Frascati (344.000 euro), Ciampino (350.000 euro), Nemi (132.000 euro), Monte Porzio (350.000 euro), Ariccia (292.000 euro), Albano (346.000 euro) e Colonna (350.000 euro).

L’altra questione, non meno importante, riguarda il rispetto che si deve ai cittadini di Rocca di Papa e, nella circostanza, a quelli che risiedono in via Roma. L’amministrazione già dal 28 luglio 2016, cioè dieci giorni dopo la presentazione della domanda, era a conoscenza che il progetto era stato bocciato. Perché Crestini, sempre prodigo nel farsi vedere mentre asfalta via Frascati o mentre annuncia feste e matrimoni, non ha ritenuto di avvisare i cittadini? Forse farebbe bene a chiedere qualche consiglio in più al sindaco ombra di Rocca di Papa, quel Bruno Petrolati che magari qualche dritta potrebbe dargliela. Noi non vogliamo essere eccessivamente severi con Crestini, ma “se uno dice: farò quel che posso, quando sbaglia si è disposti a chiudere un occhio. Se invece dice: fatevi tutti da parte che arrivo io e sistemo tutto, quando inciampa il pernacchio è uno tsunami. Sono le regole, antichissime, della commedia” (by Michele Serra).

Il consiglio che ci sentiamo di dare a Crestini è di ricordare sempre ciò che diceva il grande allenatore di calcio Trapattoni: Non dire gatto se non l’hai nel sacco! Quindi, prima di annunciare progetti che potrebbero restare eterni sogni, è bene aspettare che abbiano superato almeno la prima fase o, meglio, che siano già finanziati. La malattia dell’annuncite è dura a curare ma, con un po’ di impegno, prima o poi si riesce a debellarla.

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