L’avventura capitata a un automobilista di Rocca alle prese con i cinghiali

September 17, 2016

La questione della presenza di cinghiali continua a provocare discussione e polemiche. In una lettera inviata al "Segno" un cittadino roccheggiano racconta ciò che gli è capitato dopo aver urtato con l'automobile un grosso animali lungo via dei Laghi.

 

Sempre più spesso capita, specie percorrendo via dei Laghi, di incrociare dei cinghiali e a volte questi incontri ravvicinati sono anche causa di incidenti. A raccontarci una disavventura di questo tipo è Giorgio Grassi che, noto in città per il suo ruolo di esperto ambientale, oltre ad aver subito dei danni a causa di uno scontro con un ungulato ha anche dovuto subire gli effetti della burocrazia. La sua storia inizia il 23 ottobre quando, percorrendo via dei Laghi, subisce un incidente provocato da un cinghiale. Danno: 106 euro. Pochi giorni dopo scrive al Parco dei Castelli Romani per chiedere il risarcimento del danno subito dall’automobile. Ma l’ente di Villa Barattolo risponde solo sette mesi dopo, il 26 maggio scorso, mettendo in evidenza l’assenza di un verbale attestante quanto dichiarato dal signor Grassi. A questo punto lui non ci sta, ritenendo la risposta un’ulteriore “incidente di percorso”, e invia una nuova lettera al Parco, alla Regione e alla Forestale di Rocca di Papa, dove, tra l’altro, mette in evidenza che “a Rocca di Papa molti hanno visto e vedono i cinghiali sulla ex SS218 (via dei Laghi, n.d.r.). Ci sono due principali vie di transito dei cinghiali, tra il km 8,8 e il km 9,9: sono visti spesso -scrive Grassi- a tramonto avanzato, scendono da monte Cavo, attraversano tipicamente di corsa e in fila, si inoltrano nei terreni limitrofi alla casa di cura S. Raffaele”.

 

A quanto pare questo tipo di incidenti in quel tratto stanno diventando una consuetudine eppure riscontriamo l’assenza di segnaletica appropriata che metta in allarme gli automobilisti. E pare che proprio l’assenza di questi segnali determini l’inesistenza della problematica, almeno a giudicare da quanto asserito dal dottor Grassi che, a un certo punto, si domanda: “la mancanza di cartelli che segnalino transito di fauna lungo le strade, può mai essere ritenuta motivo per sostenere che un danneggiato da cinghiali dice il falso?”. “Quando riuscii a parlare telefonicamente alla Stazione Forestale -si legge nella missiva datata 30 maggio- mi rispose una signora che si stupì delle mie precise segnalazioni sui cinghiali della zona e le confutò; le espressi la mia incredula sorpresa e insistetti che prendesse nota e riferisse al comandante […]. Il comandante poi non confutò, mi disse solo che essendo mutate le norme dovevo rivolgermi al Parco”.

La lettera di Grassi termina con una domanda: “Esistono motivi per cui a Rocca di Papa la Forestale e il Parco siano contrari ad ammettere la presenza di cinghiali lungo la ex SS218?”. In attesa di sapere come tutta questa vicenda si concluderà, ci sembra utile informare i cittadini come comportarsi nel caso in cui dovessero subire dei danni dall’incontro coi cinghiali. La prima cosa da fare è chiamare senza indugio il numero unico delle emergenze (112) così da avviare ufficialmente l’apertura di un fascicolo di segnalazione dell’accaduto, elemento indispensabile per procedere con la richiesta di rimborso. Sempre che tra le pieghe della burocrazia non si nascondano altre sorprese inaspettate.

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