Crestini e l’agibilità del teatro. Così il sindaco disinforma e tarocca le lettere della Regione Lazio

November 29, 2016

LA VERITÀ SULL’AGIBILITÀ DEL TEATRO COMUNALE: ECCO LA VERA LETTERA DELLA REGIONE LAZIO CHE INCHIODA CRESTINI E CHE LUI HA PUBBLICATO DOPO AVERLA MANOMESSA.

 

La propaganda del sindaco Crestini non trova freni e adesso arriva addirittura a manomettere una lettera inviata dalla Regione Lazio pur di coprire le sue responsabilità. È accaduto con l’agibilità del teatro civico, notizia lanciata a tutta pagina sul nuovo periodico “Il sindaco informa”, distribuito a Rocca di Papa durante l’ultimo fine settimana. In prima pagina, infatti, figurano due lettere pubblicate per dimostrare i meriti di Crestini nell’aver redatto l’agibilità del teatro, senza la quale la Regione Lazio avrebbe tolto il finanziamento concesso in precedenza. Nell’articolo, rigorosamente non firmato anche se lo stile ricorda quello del periodico di “Insieme per Rocca di Papa” e, prima ancora, quello di quando Crestini era un semplice consigliere comunale (“Informazione ai cittadini”), si accusa la precedente amministrazione di non aver risposto alle sollecitazioni regionali circa la comunicazione dell’agibilità del teatro. Nel contempo si esalta la prontezza dell’amministrazione comunale, brava nell’aver risposto dopo appena un giorno dall’arrivo della missiva.

 

Ma sul periodico “Il sindaco informa” è stata pubblicata una lettera taroccata. Proprio così: una lettera manomessa. Infatti se guardiamo quella originale inviata dalla Regione Lazio il 7 novembre 2016, ci accorgiamo che in quella pubblicata da Crestini due righe sono state eliminate del tutto. Due righe che avrebbero fatto cadere inesorabilmente il castello di carte costruito dal sindaco. Un vero e proprio falso che ha cambiato il senso di quella stessa lettera.

 

Leggendo queste due righe presenti nel documento originale, si apprende che la Regione Lazio aveva già scritto al Comune il 10 agosto 2016 (prot. n. 423629). E chi era sindaco il 10 agosto? Ovviamente Crestini. La dirigente regionale, infatti, il 7 novembre 2016 scrive testualmente al sindaco di Rocca di Papa, Crestini: «Con riferimento all’intervento indicato in oggetto (cioè: Opere di adeguamento e ristrutturazione  dell’edificio adibito a Teatro Civico Comunale) si rappresenta che la scrivente struttura (cioè la Regione Lazio) è in attesa di ricevere la documentazione già richiesta nella nota prot. 423629 del 10 agosto 2016».

 

Avete capito? La Regione sollecita a Crestini l’invio della documentazione già richiesta allo stesso Crestini, visto che non aveva ancora risposto alla lettera del 10 agosto 2016. La Regione chiede l’agibilità il 10 agosto proprio a Crestini, il quale invece di rispondere prontamente fa passare addirittura tre mesi esatti, fino a quando la Regione, evidentemente spazientita, scrive di nuovo sollecitando l’atto di agibilità e minacciando di riprendersi i soldi elargiti.

 

Scrive Crestini sul suo giornalino: “Il 7 novembre scorso abbiamo ricevuto una nota della Regione con la quale si chiede, entro 15 giorni, l’agibilità del Teatro Comunale. Pena la revoca del contributo regionale di oltre 116mila euro per lo stesso Teatro Comunale”. Ma come? E la lettera ricevuta il 10 agosto? Perché il sindaco fa finta che non esista?

 

Pare proprio che il tanto solerte Crestini di quella lettera del 10 agosto se ne sia semplicemente dimenticato, e solo il 7 novembre, dopo l’ulteriore sollecito della Regione, pena il ritiro del contributo, si sia degnato di rispondere. Ma la cosa più grave è che per non far sapere ai cittadini che la Regione gli aveva già scritto il 10 agosto, ha completamente lavorato di forbici togliendo questa parte che, se pubblicata, lo avrebbe semplicemente sbugiardato.

 

LE TROPPE DIMENTICANZE DI CRESTINI

Ma Crestini, purtroppo per i roccheggiani, non è nuovo in questa sorta di manomissioni. Era accaduto già a luglio quando, a proposito della voragine creatasi in via Rocca Priora, ai Campi d’Annibale, aveva scritto un comunicato in cui diceva che, visti i tempi lunghi di risposta della Regione Lazio per i lavori da eseguire per ripristinare il manto stradale, sarebbe stato il Comune ad accollarsi i costi. Salvo omettere che invece la Regione aveva già risposto dicendo che quel tipo di lavori non potevano essere messi a carico dell’ente regionale ma spettavano proprio al Comune. Fu Il Segno, come al solito, a smascherarlo.

 

Stessa cosa per i lavori di rifacimento di via Roma. Se non ci fosse stato Il Segno a dire ai cittadini come stavano effettivamente le cose, cioè che il progetto era stato rigettato dalla Regione Lazio, ancora oggi ci avrebbero fatto credere che si era in attesa del finanziamento per cominciare i lavori.

 

Mentono sapendo di mentire. Non sappiamo se queste sviste siano frutto dell’opera diretta di Crestini. Forse sì, forse no. È più probabile che siano frutto di uno dei suoi comunicatori, quelli che non hanno il senso della misura e vogliono sempre strafare. Riuscendoci perfettamente. E chissà, la realtà potrebbe addirittura superare l’assurdo: e se queste manomissioni fossero state fatte proprio da qualche dipendente regionale? Allora sì che ci sarebbe da divertirsi.

 

Intanto consigliamo al sindaco di cambiare nome al suo organo d’informazione, invece di chiamarlo “Il sindaco informa” dovrebbe chiamarlo “Il sindaco disinforma”. E allora capite perché è importante che un giornale come Il Segno continui a vivere: per farvi conoscere le verità delle cose e per smascherare i falsi documenti fatti passare per veri da chi ormai ha le mani in pasta nella gestione della cosa pubblica.

 

Infine, sempre a proposito del giornalino del sindaco, Crestini dovrebbe sapere che la legge è uguale per tutti, e quindi anche il suo periodico informativo è soggetto alle regole sulla stampa (Legge n. 47/1948) che recita: «Ogni stampato deve indicare il luogo e l’anno di pubblicazione, nonché il nome e il domicilio, dello stampatore e, se esiste, dell’editore». Dati che non figurano sul giornalino. Non solo, dice sempre la legge che «nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale». Far passare un periodico come fosse un volantino è una furbata. E allora, caro sindaco, ci spieghi perché lei continua a calpestare le regole.

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