Agibilità del teatro civico. Ecco l’altro documento che dimostra che Crestini, sul teatro, ha preso una cantonata pazzesca

December 1, 2016

La bufala lanciata da Crestini sul suo giornalino propagandistico, e rilanciata in queste ore dai suoi fedelissimi, sta assumendo proporzioni gigantesche. Il certificato di agibilità, firmato da Rocco Di Filippo, dimostra che le balle raccontate sono tante: una più grossa dell’altra.

Nella vicenda dell’agibilità del teatro civico di Rocca di Papa, in cui il sindaco per prendersi meriti non suoi ha addirittura manomesso un atto ufficiale della Regione Lazio (LEGGI QUI L'ARTICOLO), manca un nuovo capitolo: il documento di agibilità firmato dal responsabile dell’area tecnica settore urbanistica, Rocco Di Filippo. Un documento che parla più di ogni altra cosa e che dimostra, inconfutabilmente, che l’amministrazione Crestini, per quanto riguarda l’agibilità del teatro, non ha praticamente fatto nulla, zero, altroché -come ha scritto- “lavorando giorno e notte, insieme agli uffici tecnici, per trovare una soluzione per tappare la falla” come riportato sul giornalino Il sindaco informa.

 

Partiamo dunque dal documento di agibilità (prot. 24883 - LEGGI QUI L'ATTO INTEGRALE) datato 8 novembre 2016 che forse né Crestini, né la sua vicesindaca Giannone, né i suoi consiglieri, hanno mai letto.

 

Da tale atto apprendiamo intanto che i lavori al teatro civico non sono terminati dieci anni fa, come scritto dal sindaco sul suo bollettino disinformativo, e ribadito dai alcuni consiglieri comunali in queste ore, ma nel 2012, precisamente il 23 luglio, quando viene consegnato al Comune il certificato di ultimazione dei lavori. Quindi non dieci anni fa ma quattro. Non solo, il 12 ottobre del 2012 viene redatto il certificato di regolare esecuzione, sottoscritto anche dalla ditta appaltatrice. Certificato poi approvato dall’ufficio tecnico il 6 dicembre 2012. Quindi, se partiamo da questo momento, dicembre 2012, la fine dei lavori definitivi deve essere fissata a circa 3 anni e mezzo fa.

 

A questo punto, a leggere le dichiarazioni di alcuni consiglieri comunali di maggioranza, in primis di Gianluca Zitelli che ironicamente ringraziava il Segno per aver dimostrato che Crestini ha fatto in tre mesi quello che non era stato fatto in dieci anni, o di alcuni suoi soldatini sempre pronti a fare la parte dei servi sciocchi, possiamo dire senza possibilità di essere smentiti che non sono andati nemmeno a leggersi l’atto di agibilità firmato da Rocco Di Filippo, preferendo parlare a vanvera. Una nuova moda crestiniana: aprire bocca e dargli fiato.

 

Prima dei suddetti certificati, scrive sempre il responsabile dell’area tecnica settore urbanistica, erano stati regolarmente consegnati al Comune i seguenti documenti:

  1. il parere di conformità dei Vigili del fuoco (3 marzo 2010);

  2. l’iscrizione al catasto degli immobili (29 settembre 2011);

  3. l’attestazione di allaccio alla rete fognaria;

  4. il certificato di collaudo statico (19 ottobre 2003);

  5. la dichiarazione di corretta posa in opera dei materiali;

  6. la dichiarazione di conformità europea antincendio;

  7. la dichiarazione per gli estintori;

  8. il documento del Ministro dell’Interno per i servizi antincendio;

  9. la dichiarazione di conformità dell’impianto di rilevazione incendio;

  10. la dichiarazione di conformità per l’impianto di scorrimento del sipario;

  11. la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico.

A questi documenti vanno aggiunte altre 17 certificazioni, regolarmente consegnate al Comune, attestanti la buona esecutività di tutti i lavori fatti al teatro civico.

 

Il certificato che mancava, quindi, era soltanto l’elenco di tutte queste certificazioni che, tutte insieme, vanno a comporre l’agibilità. Il firmatario del certificato di agibilità, come detto, è Rocco Di Filippo, lo stesso tecnico che, insieme all'architetto Gambini, ha sempre seguito l’iter procedurale dei lavori al teatro sia quando sindaco era Boccia sia adesso che sindaco è Crestini.

 

Considerato che a stilare un elenco non è che ci voglia chissà quanto, è ancora più assurdo che Crestini abbia affermato di aver “lavorato giorno e notte, insieme agli uffici tecnici, per trovare una soluzione per tappare la falla”. Ma di quale falla parla il sindaco? Forse della sua visto che la Regione gli aveva detto di ultimare questo elenco il 10 agosto 2016. Lui, con i suoi bravi tecnici, dunque, ci ha messo tre mesi, cioè ci sono voluti quasi 100 giorni per stilare un elenco di documenti già regolarmente presenti nell’ufficio tecnico comunale. Un record di lentezza da far invidia al simpatico bradipo dell’Amazzonia.

 

Ora, lette le carte, possiamo dire con certezza che sul teatro civico la giunta Crestini non ha proprio fatto nulla. Niente che possa avere un peso politico rilevante. E adesso si capisce perché ha dovuto architettare la manomissione di una lettera della Regione che, peraltro, era diretta anche all'ufficio tecnico. Per la Regione, infatti, si trattava di una questione squisitamente tecnica che riguardava l’ufficio preposto. Dove hanno passato dunque le faticose notti, Crestini e i suoi, per tappare una falla inesistente?   

 

Il Segno, e i cittadini lo sanno bene, non ha mai fatto sconti alla passata amministrazione, a Boccia in particolare. Ma sul teatro civico abbiamo sempre elogiato sia Ponzo sia Boccia per come sono riusciti a dare al nostro paese una struttura culturale che oggi molti paesi ci invidiano. Un argomento ben noto peraltro sia a Enzo De Angelis sia ad Alberto Querini, persone che hanno fatto parte integrante della coalizione di Crestini alle ultime elezioni (uno è anche suo delegato), e che per anni hanno ricoperto ruoli dirigenziali nel teatro civico. Perché non consultarli? Gli avrebbero evitato una simile figuraccia.

 

E perché Crestini ha preso questa cantonata così paradossale, rilanciandola addirittura in prima pagina sul suo giornale propagandistico? È solamente questione di incapacità oppure, non sapendo proprio che pesci prendere, accetta passivamente i suggerimenti di quelli che gli stanno intorno senza battere ciglio e senza nemmeno verificare le cose farlocche che gli fanno dire e fare? In entrambe le circostanze si sta dimostrando sempre più inadeguato per il ruolo che sta ricoprendo.

 

Se un'amministrazione, per far vedere che fa qualcosa, si aggrappa a una balla gigantesca come quella dell'agibilità del teatro, ricorrendo anche a manomettere un atto pubblico, significa che sono arrivati alla frutta e che non hanno altri argomenti da vendere.

 

 

P.S. Sui certificati di agibilità non è la prima volta che Crestini toppa. Lo fece anche quando era un semplice consigliere comunale, accusando l’amministrazione Boccia di non aver mai dato l’agibilità alla scuola "Giardino degli ulivi" al quartiere Vigne. Fece un post pubblico subito smentito proprio da Rocco Di Filippo che, dopo qualche minuto, pubblicò l’agibilità.   

   

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