Antenne monte Cavo, i soldi prima di tutto. La salute può attendere

February 13, 2017

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Abbiamo dovuto tirare fuori una vignetta del 1990 del compianto delpi (Piero Del Nero) per descrivere ciò che sta avvenendo oggi intorno alle antenne di monte Cavo. Ieri era Enrico Fondi, nelle vesti di sindaco, a voler monetizzare le antenne. Oggi in quelle stesse vesti c’è Crestini, attratto dallo stesso business. Infatti la battaglia (solo presunta) contro le antenne di monte Cavo sta diventando sempre più una chance di tipo finanziario. Ormai si parla esclusivamente di trattativa economica tra l’amministrazione comunale e gli “antennari” per definire quanti soldi il Comune debba percepire per tollerare sul suo territorio i tralicci televisivi. Già, perché le antenne non lasceranno mai Rocca di Papa, né ora né mai.

 

A rivelarlo è stato Bruno Petrolati, delegato comunale alla questione antenne, durante una riunione convocata dalla responsabile del settore bilancio, Anna Rita D’Andrea, il 15 novembre 2016. Petrolati fa mettere a verbale che “il Capo Gabinetto della Regione Lazio (Andrea Baldanza, n.d.d.) ha anticipato che sul territorio del Comune di Rocca di Papa permarranno comunque le emittenti televisive mentre verranno delocalizzate quelle radiofoniche».

 

(LEGGI QUI IL VERBALE INTEGRALE DELLA RIUNIONE

DEL 15 NOVEMBRE 2016)

 

A queste parole ci saremmo aspettati una pronta replica dell’amministrazione comunale, visto che diverse sentenze, del Tar prima e del Consiglio di Stato poi, hanno dato ragione al Comune ordinando il trasferimento proprio di alcune emittenti televisive.

 

(LEGGI QUI ALCUNE DELLE SENTENZE DI TRASFERIMENTO DEI RIPETITORI TELEVISIVI DI MONTE CAVO:

SENTENZA TAR SU RAIWAY

SENTENZA TAR SU MEDIASET

SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SU MEDIASET)

 

Invece niente di tutto ciò, anzi. Il sindaco Crestini ha ribadito che per l’amministrazione è prioritario “raggiungere un accordo stragiudiziale (con gli antennari, n.d.d.), e di accertare l’entrata riportata nel Bilancio di previsione”. Tradotto: le antenne devono fruttare perché è necessario riportare in equilibrio il bilancio comunale a rischio default.

 

Il sindaco Crestini e il delegato Petrolati, insomma, pongono la questione economica come unica strategia per trattare con le società che da decenni occupano abusivamente le postazioni di monte Cavo vetta. Qualora non fosse chiaro, Crestini aggiunge: “l’obiettivo di cui sopra (incassare i soldi il prima possibile, n.d.d.) è diventato quello sul quale l’amministrazione comunale sta puntando in via principale onde garantire sia l’equilibrio del bilancio corrente, sia quello dei bilanci futuri”.

 

SULLA SALUTE DEI CITTADINI NEMMENO UNA PAROLA.

Eppure ecco che cosa scriveva Crestini quando era un consigliere d’opposizione combattivo, a proposito della sentenza che autorizzava l’allora sindaco Boccia ad abbattere le antenne: “Considerato che dopo una lunga attesa di decenni, la popolazione è stanca di attendere altro tempo per vedere riconosciuto un proprio diritto fondamentale, quello alla salute, chiede che l’amministrazione comunale esegua la sentenza del Tar per abbattere immediatamente le antenne di monte Cavo”.

 

(LEGGI QUI L'INTERROGAZIONE DI CRESTINI QUANDO ERA CONSIGLIERE D'OPPOSIZIONE

E LEGGI ANCHE QUESTA SECONDA INTERROGAZIONE)

 

Ora che al comando c’è lui se ne guarda bene dall’abbattere le antenne, preferendo farci affari. Altri tempi, altri interessi. Prima contavano i cittadini ora no.

 

Prendere soldi dagli antennari per raddrizzare il bilancio è la strada più facile, e per far vedere che l’amministrazione non scherza, si è affidata a un legale di nota fama, professore ordinario di diritto costituzionale all’Università “RomaTre”, Alfonso Celotto. E infatti il professor Celotto ha predisposto un’azione perfetta dal punto di vista giuridico, visto che sempre nella riunione del 15 novembre, Petrolati conferma che “è all’esame dei legali incaricati da tutte le parti una bozza di accordo nella quale il Comune ha chiesto espressamente che venga inserito un impegno da parte della Società IDA Srl (la società riconducibile a Edoardo Caltagirone, proprietaria di parte della vetta di monte Cavo) al versamento immediato a favore del Comune di almeno 1.000.000 di euro”.

 

(LEGGI QUI L'INCARICO AFFIDATO DAL COMUNE

ALL'AVVOCATO PROF. CELOTTO)

 

Ma non è finita, perché Petrolati si spinge oltre. Parlando dell’affitto annuale che gli antennari dovranno corrispondere al Comune, “precisa che il canone, del quale si chiederà di stabilire l’importo fin da subito, potrà essere corrisposto al Comune una volta risolte tutte le questioni urbanistiche comunali e sovra comunali”.

 

Cioè il Comune non prende neppure in considerazione le sentenze di abbattimento emesse dai tribunali ma parla addirittura di “risolvere” le questioni urbanistiche rimaste aperte così da spianare la strada agli antennari che, a quel punto, potranno pagare un affitto regolare. Eppure soltanto tre anni fa le indagini scientifiche condotte dal Centro Nazionale delle Ricerche (CNR) all’interno della scuola media di Rocca di Papa avevano certificato il danno prodotto dalle onde elettromagnetiche alle cellule esposte. Il comunicato ufficiale (LEGGI QUI) emesso congiuntamente dall’Arpa (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale) e dal CIRPS dell’Università di Roma “La Sapienza” parlava chiaro: «Il Dott. Marinelli del CNR di Bologna ha collaborato alla campagna con un interessante esperimento di bio-monitoraggio per verificare gli effetti sulle cellule umane dei campi elettromagnetici presenti nei territori già citati: avendo concretamente verificato la presenza di danni alle cellule esposte, anche quando l’intensità dei campi era al di sotto della soglia di attenzione, suggerisce di compiere un approfondito studio epidemiologico a tutela della salute dei cittadini».

 

(LEGGI QUI I RISULTATI DELLO STUDIO CONDOTTO

DAL CNR PRESSO LA SCUOLA MEDIA DI ROCCA DI PAPA)

 

Un allarme rimasto completamente inascoltato e che oggi vale meno di zero.

Oggi quello che conta è incassare soldi per salvare il bilancio, perché i soldi, si sa, non hanno odore. E in più aprono carriere politiche a volte inaspettate.

Qualche anno fa l’ex presidente del fu Comitato di quartiere dei Campi d’Annibale, Gianfranco Silvestrini, aveva lanciato uno slogan che portava in ogni riunione sulle antenne: «La salute dei cittadini al primo posto».

 

(LEGGI QUI CHE COSA SCRIVEVA IL COMITATO DI QUARTIERE

DEI CAMPI D'ANNIBALE A PROPOSITO DEI DANNI PROVOCATI

DALLE ANTENNE ALLA SALUTE DEI CITTADINI)

 

Oggi di salute dei cittadini non parla più nessuno e Silvestrini ha anche smesso di portare quello striscione alle assemblee.

 

Andrea Sebastianelli

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