L’area Costarelle, che ospita il traliccio Acea, è di un privato. Lo dice un atto del Comune ma il consiglio comunale ha approvato il contrario. Siamo di fronte a un «falso materiale»?

February 14, 2017

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Nel consiglio comunale del 31 gennaio 2017 l’amministrazione Crestini ha approvato un atto dal titolo misterioso: «Permuta e sdemanializzazione di un comprensorio terriero del demanio civico in località Costarelle e compensazione con altro comprensorio di maggior consistenza in località Campi d’Annibale». Un modo come un altro per non far capire nulla ai cittadini.

 

Cerchiamo quindi, come è nostro solito, di fare chiarezza. L’area delle Costarelle si trova a ridosso di via Monte Cavo campagna, la stradina che dalla piazza dei Campi porta a monte Cavo, area che da decenni ospita alcuni tralicci per ponti-radio, tra cui quello di Acea. Fino al 2005 questo ripetitore si trovava sulla Fortezza.

 

(LEGGI QUI UN ARTICOLO DEL 1991)

 

Successivamente, un accordo tra l’allora sindaco Ponzo e Acea sancì lo spostamento a Costarelle, prevedendo anche un canone mensile di circa 9mila euro (dal 1957 il canone era di 30mila lire, sì lire, all’anno). L’area di Costarelle in questione, però, non era del Comune ma di un membro della famiglia Fondi (Polentone) che risultava in verità occupare tale terreno privato la cui proprietà era di un certo Ascanio Branca.

 

A COSTARELLE ESISTE UN VINCOLO

Così l’amministrazione fece un altro accordo oltre a quello con Acea, cioè con l’occupante del terreno, in base al quale il Comune avrebbe dovuto entrare in possesso dell’area. Ma su questo terreno vigeva l’uso civico, cioè l’esistenza di un diritto collettivo di far legna. Una situazione intricata che, di fatto, ha impedito di incassare il canone.Meglio rinunciare al canone che togliere l’uso civico, hanno sempre pensato al Comune. Almeno fino a ieri.

 

La legge, infatti, consente di spostare un uso civico da un’area a un’altra, svincolando così la prima. Ed è questo l’oggetto misterioso della delibera approvata a maggioranza nel consiglio comunale del 31 gennaio.

 

(LEGGI QUI LA PROPOSTA DI DELIBERA

PRESENTATA IN CONSIGLIO COMUNALE).

 

Sono molti però i dubbi che permangono, a cominciare da una domanda: perché il Comune ha voluto togliere questi vincoli all’area delle Costarelle? Solo per incassare il canone? Una decisione rischiosa visto che, se il tentativo andasse in porto, come è probabile, Rocca di Papa avrebbe un’area, posta a ridosso del sottostante centro storico, legittimata ad ospitare tralicci di ripetitori considerato che tale particella non solo non è inserita nel Piano di assestamento forestale ma viene anche definita “compromessa” dal perito demaniale Cosimo Pica.

 

(LEGGI QUI LA PERIZIA DELL’ARCHITETTO PICA).

 

Ma non è tutto: quando nel 2004 il sindaco Ponzo sottoscrisse il contratto con Acea per lo spostamento dell’antenna dalla Fortezza a Costarelle, questo ottenne anche il via libera del Parco dei Castelli Romani. Insomma, l’area delle Costarelle, venendo meno anche l’ultimo vincolo rimasto sulla particella, potrà ospitare tralicci senza che nessuno lo possa più impedire, avendo anche il nulla-osta del Parco. Vincolo che la giunta Crestini vuole togliere a tutti i costi.

 

Siamo proprio sicuri che tale area adesso sia di proprietà pubblica? O piuttosto il vincolo di uso civico verrà tolto a un proprietario privato che a sua volta potrebbe rivendicare il canone in questione? E Acea, vedendo la situazione ingarbugliata, non essendone chiara la proprietà, potrebbe decidere di non pagare l’affitto (ricordate la vicenda relativa al Condominio Monte Cavo?).

 

VIA IL VINCOLO. MA DI CHI È L’AREA

CHE OSPITA IL PONTE-RADIO ACEA?

Perché dunque la decisione di Crestini e Petrolati di svincolare Costarelle, togliendole l’unico vincolo  che ancora esiste e che impedisce l’ulteriore proliferare di antenne? In consiglio comunale l’assessore all’urbanistica Giannone, rispondendo ad alcune giuste osservazioni di Silvia Sciamplicotti, ha dichiarato che l’area in questione è di proprietà pubblica mentre nel 2004 era chiaro a Ponzo (ma anche a Eleuteri che era assessore al bilancio e che oggi è un delegato di Crestini) che l’area apparteneva a un componente della famiglia Fondi. Chi ha ragione? Chi sbaglia? La cosa strana è che i tecnici comunali di ieri sono gli stessi di oggi e quindi o erano distratti ieri o lo sono oggi. E come è possibile allora che esistano versioni tanto contrastanti? Ci risulta addirittura che al Fondi sia stato riconosciuto dal tribunale il diritto alla proprietà Costarelle per usucapione.

 

Consultando diversi documenti abbiamo anche scoperto un elenco, dal titolo “Impianti radio e tv in località Madonna del Tufo-Costarelle”, redatto nel 2014 dall’ufficio tecnico del settore urbanistica del Comune, in cui il ponte-radio Acea viene indicato ricadente sulla proprietà del signor Branca Ascanio.

 

(LEGGI QUI L’ELENCO REDATTO DALL’UFFICIO TECNICO COMUNALE: ALLA FINE DELL’ATTO VI È LA SITUAZIONE DEL TRALICCIO ACEA)

 

Dunque era chiara all’amministrazione comunale la proprietà privata del terreno che ospita il traliccio Acea. Perché allora l’assessore all’urbanistica Giannone in consiglio comunale ha rassicurato chi poneva dubbi sulla proprietà dell’area in procinto di essere svincolata, che la stessa è di proprietà del Comune? Ha mentito la Giannone oppure non hanno detto nemmeno a lei la verità sulla proprietà di Costarelle?

 

Visto che nella delibera approvata, il consiglio comunale premette che «il Comune è PROPRIETARIO di 2 particelle», quella chiamata Costarelle (foglio 11 part. 365) e quella dove l’amministrazione intende spostare il vincolo (foglio 13 part. 139); e poiché i consiglieri di maggioranza hanno approvato di «richiedere alla Regione Lazio […] l’autorizzazione alla permuta e sdemanializzazione di un comprensorio terriero del demanio civico in località Costarelle», la faccenda si fa piuttosto seria, avendo basato questa delibera su un presupposto errato: la proprietà comunale dell’area di Costarelle su cui insiste il ponte-radio Acea.

 

ATTENZIONE AL FALSO MATERIALE

 

Non solo, in ballo vi è l’articolo 479 del codice penale, «falsità ideologica e materiale», che punisce i reati commessi nei riguardi della cosiddetta “pubblica fede documentale”. In questo caso si tratterebbe di falsità materiale, visto che ci troveremmo di fronte a una sorta di contraffazione di un documento, nel senso che fa esistere un atto, cioè il passaggio di proprietà dell’area Costarelle dal signor Branca al Comune, atto che, in base alle nostre carte, non esisterebbe. Ovviamente, se il Comune è in possesso di altri documenti che smentiscono queste ipotesi farebbe bene a renderli pubblici così da sgombrare il campo da ogni dubbio in merito. Altrimenti il consiglio comunale (soprattutto chi ha votato a favore) farebbe bene a sospendere in autotutela il provvedimento adottato il 31 gennaio.

 

IN ARRIVO IL TRALICCIO PER LA TELEFONIA?

A ben scavare, però, ci sorge qualche altro sospetto essendo noi molto maliziosi. Non è che svincolando dall’uso civico l’area di Costarelle, Crestini stia puntando a installare in realtà il mega traliccio di telefonia cellulare (alto 30 metri) che altrimenti dovrebbe sorgere in via Vecchia di Velletri, nei pressi dell’asilo dei Campi d’Annibale?

 

(LEGGI QUI IL CONTRATTO SOTTOSCRITTO

DAL COMUNE DI ROCCA DI PAPA CON VODAFONE)

 

Un mega traliccio che non sovrasterà più la scuola ma l’intero centro storico di Rocca di Papa. Dalla padella alla brace.

 

Caro sindaco ma lei, le antenne, non voleva abbatterle? E adesso che fa, toglie i vincoli perfino dalle aree che ospitano i tralicci rendendoli di fatto regolari? Sta forse facendo le prove per regolarizzare anche le antenne di monte Cavo? Strano che nessun consigliere di maggioranza abbia avuto qualche dubbio su ciò che stava approvando, essendo loro compito quello di verificare gli atti che vanno a deliberare. Una decisione che più che risolvere un vecchio problema sembra aprirne di nuovi.

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