«Io sto con Gloria», dopo la mobilitazione arriva la riassunzione ma sono ancora molte le risposte che mancano

February 17, 2017

 

Più di diecimila persone raggiunte attraverso un articolo pubblicato sulla nostra pagina Facebook (LEGGILO QUI), oltre duemila messaggi di solidarietà, una raccolta firme promossa da alcuni cittadini di Rocca di Papa consegnata all’amministrazione comunale. Sono questi i risultati straordinari della mobilitazione cittadina, con lo slogan “Io sto con Gloria”, a sostegno della giovane appartenente alla categoria delle persone svantaggiate, licenziata senza un motivo plausibile dalla cooperativa che gestisce la classe comunale all’interno della scuola “Giardino degli ulivi”.


(LEGGI QUI L'AFFIDAMENTO DELLA GESTIONE

DELLA CLASSE MATERNA "GIARDINO DEGLI ULIVI"

ALLA COOPERATIVA AUXILIUM)

 

A indignare ulteriormente i cittadini il fatto che Gloria Pizzicannella, che svolgeva la  mansione di bidella, dopo sei anni di lavoro era stata sostituita da un’altra ragazza, per giunta non appartenente a categorie protette, ma parente di una neoeletta consigliera comunale di maggioranza, nonché amica dello stesso sindaco Crestini. Una parentela che può aver influito sull’assunzione? Non lo sappiamo. Sappiamo però che Gloria si è vista ricevere una lettera in cui gli veniva comunicato il licenziamento.

 

Dopo questa mobilitazione qualcosa è cambiato e Gloria ha riottenuto il suo lavoro a partire dal gennaio scorso. Dopo la notizia avevo ricevuto una bella lettera di Gloria in cui si diceva felice e ringraziava tutti coloro che l’avevano incoraggiata a non mollare, soprattutto sua madre Marina, che ha lottato affinché il diritto di Gloria a lavorare (sancito dalla legge) fosse rispettato fino in fondo. Ma quando sembrava che tutto si fosse risolto per il meglio, ecco la novità dell’ultimo momento: invece di lavorare tre ore al giorno (previste dal contratto) Gloria ne deve lavorare solo la metà, anche se qualcuno gli avrebbe assicurato che, di ore, gliene sarebbero state pagate tre.

 

Non sappiamo se sia vero, ma visto che la classe è pagata con i soldi dei cittadini, ci troveremmo di fronte a un danno erariale. La sensazione è che si sia voluto dare a Gloria un contentino, per levarsela dalle scatole. Caro sindaco, visto che la classe comunale è pagata dai roccheggiani, vogliamo sapere la verità, tutta la verità, su questa storia che definire vergognosa è poco.

 

Gloria ha il diritto di lavorare come prevede il suo contratto, né più né meno, perché non sta chiedendo elemosine o posti al sole, ma semplicemente che gli venga riconosciuto il diritto di lavorare per le ore previste. Nei mesi in cui è rimasta a casa, Gloria è stata soggetta a molte calunnie, alcune anche gravi, e ci saremmo aspettati una presa di posizione chiara e netta da parte dell’amministrazione comunale. Cosa che non è mai avvenuta.

 

Non solo, attendiamo ancora alcune risposte circa la composizione di questa classe comunale, a cominciare dall’idoneità professionale delle tre insegnanti che qui vi operano. Hanno tutte le abilitazioni e i titoli di legge necessari per insegnare?

 

L’idea che se ne ricava da quanto accaduto, ma speriamo di sbagliare, è che Gloria sia stata riassunta al fine di far ripiombare il silenzio su questa classe comunale. Evidentemente la mobilitazione cittadina deve avervi spaventato sul serio. Gloria ha riottenuto il lavoro, e anche l’altra ragazza assunta al suo posto ancora opera in quella classe. Il contratto prevede l’utilizzo di una seconda bidella per una sola classe? Vogliamo sapere come stanno le cose. E se qualcuno ha sbagliato vogliamo sapere perché lo ha fatto. Se per incapacità o altro.

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