Reddito e patrimonio... quello che i politici non vogliono far sapere o che dicono solo parzialmente

March 24, 2017

PUBBLICARE I DATI SU REDDITO E PATRIMONIO

È UN OBBLIGO PREVISTO DALLA LEGGE MA A ROCCA

DI PAPA NON TUTTI LO RISPETTANO, A COMINCIARE

DAL SINDACO EMANUELE CRESTINI.

 

La legge (decreto legislativo n. 33/2013 come modificato dal d.lgs. 97/2016) parla chiaro: sindaco, assessori e consiglieri comunali sono obbligati a pubblicare, oltre all’atto di nomina e al curriculum, anche le dichiarazioni dei redditi e dei patrimoni (comprese quote azionarie, di partecipazione in società e la titolarità di imprese), e pure quelli dei familiari stretti se gli stessi non si oppongono ma in questo caso, dice la legge, «deve essere data evidenza del mancato consenso». Solo l’assessora Cimino ha presentato la dichiarazione di non consenso da parte del coniuge e dei parenti fino al secondo grado. Tutti gli altri no.

 

Rocca di Papa, insomma, è quasi del tutto fuorilegge, a cominciare dal sindaco Crestini che sul sito comunale ha pubblicato una dichiarazione dei redditi parziale (il modello deve essere pubblicato integralmente anche se alcune pagine risultano bianche) mentre la certificazione sul patrimonio e su eventuali quote azionarie è completamente assente. Alla faccia della trasparenza sbandierata in campagna elettorale.

 

Ma non è il solo. C’è anche chi ha fatto di meglio non pubblicando né redditi né patrimonio. È l’assessore al bilancio Vincenzo Rossetti. Anche tra i consiglieri di maggioranza c’è chi non rispetta la legge. Ci sono quelli che hanno reso noti i propri redditi ma non il patrimonio: Gian Luca Zitelli (poco più di 4.700 euro dichiarati ma sulle proprietà nessuna notizia); Mario Santoro (27.000 euro dichiarati –riferiti peraltro all’anno 2013!- ma silenzio sul patrimonio); Lorena Gatta (12.600 euro ma il documento sul patrimonio non c’è). Anche i consiglieri di minoranza non spiccano per trasparenza: né Pasquale Boccia, né Ottavio Atripaldi, né Elisa Pucci hanno reso noti il loro redditi e il patrimonio, mentre Danilo Romei ha pubblicato solo il 730 (quasi 30.000 euro l’anno) ma non le proprietà.

 

Hanno invece rispettato la norma la vicesindaco Veronica Giannone, gli assessori Pier Paolo Montalto e Veronica Cimino, il presidente del consiglio comunale Massimiliano Calcagni e i consiglieri comunali Lorenzo Romei (nessun reddito in quanto studente anche se in campagna elettorale si era presentato come studente-lavoratore), Annarita Rufini, Bruno Fondi, Roberta Carnevali, Paolo Gatta, Laura Fico, Silvia Sciamplicotti e Massimo Grasso.

 

Il più “ricco”, in base al reddito, risulta l’assessore ai servizi sociali, Montalto (59.000 euro), seguito dalla Sciamplicotti (46.000), e da Danilo Romei. Sotto i diecimila euro risultano due assessori, Cimino (9.000 euro) e Giannone (appena 2.788 euro all’anno), e il consigliere Zitelli. Senza reddito, infine, risultano Lorenzo Romei, Annarita Rufini e Roberta Carnevali. La legge prevede anche delle sanzioni amministrative (da 500 a 10.000 euro) per la mancata pubblicazione dei dati.

Ma la trasparenza non era il punto forte del programma di Crestini?

 

POSTILLA

Dalla consigliera comunale d’opposizione Elisa Pucci riceviamo e volentieri pubblichiamo:

«Caro direttore, in merito all'articolo pubblicato sulla Sua rivista che mi vede "accusata" di poca trasparenza, volevo portala a conoscenza della circostanza che in data 30.12.2016 (prot. n. 29523), ho provveduto personalmente, come previsto dalla normativa, a comunicare all'ufficio comunale competente la mia dichiarazione dei redditi e la mia situazione patrimoniale riferita all'anno richiesto. Le motivazioni per cui tale dato non è stato correttamente reso noto, cosa che rilevo dalla Sua testata, saranno oggetto di una mia pronta verifica presso gli uffici comunali competenti al trattamento di tali dati. Un caro saluto!»

Elisa Pucci

 

La nostra risposta:

Gentile consigliera Pucci, grazie per la precisazione. La legge (all’art. 14, c. 1, lett. f, del d.lgs. n. 33/2013) dice chiaramente che non è sufficiente il mero deposito della dichiarazione dei redditi. Cioè, i documenti vanno pubblicati e non solo depositati. Quindi, nel Suo caso, deve essere l'amministrazione a scusarsi per non aver pubblicato quanto da Lei depositato. Il Segno si è limitato a verificare i dati pubblicati sul sito Internet del Comune di Rocca di Papa che, ricordo, sono un obbligo previsto dalle attuali normative in materia di trasparenza. Spero che le scuse nei Suoi riguardi arrivino presto., unitamente alla precisazione sul perché accadano queste disattenzioni piuttosto gravi. Saluti.

Andrea Sebastianelli

 

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