Tributi comunali: sale la TARI. A loro stipendi più alti, ai cittadini più tasse

March 28, 2017

IL SINDACO DI ROCCA DI PAPA HA ANNUNCIATO L'AUMENTO DELLA TASSA SUI RIFIUTI PER IL 2017. NON SAREBBE STATO MEGLIO RINUNCIARE ALL'AUMENTO DI STIPENDIO E LASCIARE INVARIATA LA TARI?

 

Scatta l’aumento della tassa sui rifiuti a Rocca di Papa. Ad annunciarlo è stato lo stesso sindaco Crestini durante l’assemblea sulle case abusive convocata dopo il consiglio comunale del 24 marzo scorso. Il primo cittadino ha infatti comunicato che il prossimo 31 marzo l’amministrazione voterà le nuove tariffe comunali. “La Tari resterà la stessa” ha esordito Crestini, ma quando i cittadini stavano tirando un sospiro di sollievo, il sindaco ha aggiunto: “quello che risulterà in più da pagare è la variazione dell’adeguamento annuale Istat”.

 

Ormai Crestini si sta specializzando nell’arrampicata sugli specchi, e chissà che non diventi una disciplina olimpica. Prima chiede l’aumento della sua indennità di funzione (lo stipendio da sindaco) e per giustificarsi dice che sei mesi di risparmio sono più che sufficienti; adesso aumenta la tassa sui rifiuti ma dice che l’aumento è per colpa dell’Istat!

 

Il sogno di un paese governato a misura di cittadini sta miseramente naufragando. Ma torniamo alla tassa sui rifiuti 2017, per la quale bisogna ora attendere l’iter di approvazione finale. La Tari, dice la legge, viene calcolata in base all’applicazione di tre fattori: adeguamento della perdita di superfici, imposta Istat e accantonamento di un fondo per i crediti di dubbia esigibilità. Per perdita di superfici si intende il rapporto tra il numero dei residenti (loro aumento o riduzione) e la quantità di negozi che, per esempio, vengono trasformati in magazzini. A seconda della superficie totale varia anche la Tari. Per quanto riguarda l’accantonamento di un fondo, l’amministrazione dovrebbe perseguire in modo deciso chi non paga il dovuto. Infine, vi è l’indice Istat che aggiorna la tariffa. La somma di questi tre fattori, se non opportunamente coperti dal bilancio di previsione, porta all’aumento della bolletta, cioè il costo è a carico dei cittadini. C’è un quarto fattore, però, che a Rocca di Papa determinerà l’aumento della Tari: l’assenza per il 2017 del finanziamento della Città Metropolitana (l’ex Provincia di Roma) che fino al 2016 ha versato un contributo finalizzato all’avvio del servizio di raccolta “porta a porta”. Non avendo l’amministrazione Crestini “coperto” con il suo bilancio tale cifra, saranno i roccheggiani a doversene fare carico, così come per la variazione dell’adeguamento Istat. 

  

A determinare un ulteriore aumento del costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti, sono anche le recenti novità introdotte dall'amministrazione comunale nel sistema di raccolta.

 

(LEGGI QUI LA NUOVA PROPOSTA DELLA COSVEGA, APPROVATA DALLA GIUNTA, PER IL NUOVO SERVIZIO. A PAG. 8 CI SONO I COSTI AGGIORNATI)

 

Le novità introdotte (che cominceranno dal prossimo 10 aprile) hanno causato ulteriori 30.000 euro di aumento. Non era meglio attendere il 2018 per apportare modifiche al servizio?

 

(LEGGI QUI LA DELIBERA DI GIUNTA N. 96 DEL 27 SETTEMBRE 2016 CON CUI LA GIUNTA APPROVA LA PROPOSTA DEL NUOVO SERVIZIO DI RACCOLTA DEI RIFIUTI)

 

A Rocca di Papa il servizio di igiene ambientale nel 2017 peserà sul bilancio comunale per quasi 3 milioni di euro mentre resta un problema serio la difficoltà a incassare il dovuto. A oggi il fondo crediti di dubbia esigibilità (che forse il Comune non incasserà mai) è stimato in euro 305.000. Cifra destinata ad aumentare ulteriormente. Quanto peserà l’aumento della Tari sui cittadini e sulle attività commerciali è difficile a oggi quantificarlo.

 

Insomma, l’amministrazione Crestini si trova nella necessità di dover coprire un “buco” della Tari tra i 90.000 e i 110.000 euro. Una cifra non proprio piccola se pensiamo ai problemi di bilancio del Comune. Ma tranquilli: ancora una volta saranno i cittadini ad accollarsi questa differenza. Così, mentre sindaco e giunta hanno deciso di tornare e riscuotere lo stipendio pieno (facendo passare le loro spese annuali da un totale di circa 53.000 euro a  oltre 122.000 euro), ai cittadini non resta che mettere mani al portafogli.

 

Facendo due conti, Crestini e la sua giunta (se avessero voluto) avrebbero potuto utilizzare i loro aumenti di stipendio per abbattere gli aumenti della Tari, lasciando le tariffe invariate. Invece no… E io pago! avrebbe esclamato il grande Totò!

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