Tassa rifiuti, l’amministrazione comunale si arrampica sugli specchi: arriva la solita smentita che non smentisce

March 31, 2017

L’ASSESSORA ALL’AMBIENTE, CIMINO, DICE DI SMENTIRE QUANTO DA NOI SCRITTO MA POI CONFERMA CHE L’AUMENTO IN BOLLETTA PER IL 2017 SARÀ DI CIRCA 10 EURO A CONTRIBUENTE. MA PERCHÉ CI PRENDETE IN GIRO?

 

Siamo alle solite, l’amministrazione comunale guidata da Crestini dice di smentire ma poi, leggendo bene le precisazioni, conferma tutto ciò che abbiamo scritto a proposito degli aumenti della tassa dei rifiuti (LEGGI QUI IL COMUNICATO DEL COMUNE DI ROCCA DI PAPA).

 

Addirittura l’assessora all’ambiente Veronica Cimino quantifica gli aumenti: circa 10 euro a contribuente, giustificando tale rincaro con un ragionamento a dir poco imbarazzante: «Il Comune di Rocca di Papa è tenuto per legge a rispettare l’adeguamento Istat […]. Tali variazioni comporteranno un aumento medio della bolletta di 9 euro a utente».

 

Cioè, il Comune di Rocca di Papa deve rispettare l’adeguamento stabilito dall’Istat, e lo fa mettendolo in bolletta a carico dei roccheggiani. Se tanto mi da tanto, se ogni anno i contribuenti di Rocca di Papa dovranno accollarsi gli adeguamenti Istat, significa che fra cinque anni le bollette aumenteranno di 50 euro (10 euro per ogni anno). A Monte Compatri (dove la tassa sui rifiuti è scesa dell’1%) il sindaco è un mago; ad Albano Laziale (dove la Tari è diminuita) il sindaco è un genio. In altri Comuni (la maggior parte) dove la tassa è rimasta inalterata, evidentemente sono dei talenti nati. Strano che solo il Comune di Rocca di Papa non riesca ad assorbire i costi dell’adeguamento Istat. E siamo andati pure a pescare gli assessori a Frascati per questo bel risultato?

 

L’assessora smentisce inoltre che ci siano stati costi aggiuntivi nel servizio. Cioè, ha spiegato la Cimino, la Cosvega garantirà maggiori servizi a parità di costo. Nel leggere la proposta della Cosvega (protocollo del Comune n. 20.438 del 23 settembre 2016 - LEGGI QUI IL DOCUMENTO COMPLETO) viene scritto il contrario.

 

A pagina 8, nel paragrafo “tabelle riepilogative”, viene presentato il “quadro di raffronto delle principali voci interessate dalla proposta di variante” poi approvato dalla giunta. La tabella riporta le diverse voci di intervento (tra cui: distributori automatici di sacchi, ecocompattatori, consegne dotazioni, ecc.) e, per ciascuna di esse, la differenza di costo tra il vecchio Capitolato Speciale d’Appalto (CSA) e la nuova proposta. L’aggiornamento sul totale dei costi ci dice che nel Capitolato in vigore il costo per i servizi elencati era di 833.742 euro, mentre il costo aggiornato con i nuovi servizi introdotti è pari ad € 863.426. Cioè: 29.684 euro in più. Lo dicono i numeri. Che poi questo aumento possa essere stato “coperto” in altro modo dall’amministrazione comunale è possibile ma nessuno, al momento, ce lo ha spiegato nei dettagli.

 

Che la Cosvega debba essere pagata il giusto per i servizi che fa è ovvio ma che l’assessora ci voglia far credere che garantirà maggiori servizi a parità di costo è smentito dalle carte. Se poi il Comune è in possesso di documenti che dicono il contrario siamo pronti a pubblicarli perché il nostro intento è solo quello di fare chiarezza sulla gestione dei rifiuti e sulle relative bollette, niente di più. Bollette che sono aumentate. Punto.

 

Visto poi che la smentita non smentisce nulla, restano valide le considerazioni fatte nell’articolo pubblicato il 28 marzo: a loro stipendi più alti, ai cittadini più tasse da pagare.   

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