Sulle acquisizioni la giustizia è più veloce dei sindaci, mentre il Senato approva le linee guida per gli abbattimenti su cui vigileranno i prefetti

April 30, 2017

MENTRE I SINDACI SI BARCAMENANO TRA IL DOVER DARE SEGUITO ALLE ACQUISIZIONI E IL DARE SPERANZA AI CITTADINI INCAPPATI NELLA PROCEDURA, IL TAR PROSEGUE RESPINGENDO I RICORSI. INTANTO IL DECRETO LEGGE CHE STABILISCE I CRITERI PER ABBATTERE LE OPERE ABUSIVE, È ARRIVATO IN DIRITTURA D’ARRIVO.

Al momento in cui scriviamo (18 aprile 2017) abbiamo avuto modo di consultare oltre 40 sentenze della giustizia amministrativa sui ricorsi presentati da alcuni cittadini di Rocca di Papa incappati nella procedura di acquisizione delle loro case abusive. Sentenze che hanno respinto i ricorsi, compresi quelli per i quali qualche mese fa il TAR aveva deciso una sospensiva in attesa di valutare nuovi atti e documenti. Solo in un caso, un cittadino ricorrente ha avuto la meglio nei riguardi della richiesta di acquisizione formulata dal Comune.

 

Si tratta di una Ordinanza del Consiglio di Stato a cui il legale si era rivolto dopo la sentenza del Tar che aveva dato torto al ricorrente. In questo caso il Consiglio di Stato ha ribaltato le argomentazioni del primo grado e ritenute valide quelle del ricorrente poiché lo stesso non aveva impugnato solo il diniego di condono ma anche la determinazione di acquisizione dell’immobile. I magistrati hanno accolto il ricorso, «considerato che l’interesse dell’appellante può essere tutelato conservando alla medesima il possesso degli immobili […], fermo restando l’effetto acquisitivo derivante dai provvedimenti impugnati».

 

Insomma, la giustizia va avanti senza sosta mentre la politica continua a fare quasi soltanto chiacchiere. Tranne al Senato, dove è in discussione un disegno di legge, arrivato al suo ultimo passaggio, che prevede una procedura chiara di abbattimento degli abusi. Il disegno di legge, infatti, è già stato approvato in commissione giustizia ed è facile prevedere che presto diverrà legge.

 

Questi i punti salienti per determinare le priorità nell’esecuzione delle demolizioni che, si legge nel decreto, saranno affidate alla Procura della Repubblica: i primi immobili a dover essere abbattuti saranno quelli «di rilevante impatto ambientale o costruiti su area demaniale o su area soggetta a vincolo ambientale e paesaggistico, sismico, idrogeologico, archeologico o storico artistico»; il secondo criterio di valutazione saranno «gli immobili che per qualunque motivo rappresentano un pericolo per la pubblica o privata incolumità»; il terzo criterio per abbattere saranno «gli immobili nella disponibilità di soggetti condannati per reati di associazione mafiosa o di soggetti colpiti da misure di prevenzione». Tutti gli li altri immobili, quindi, passeranno in coda. Il decreto legge, inoltre, specifica che «l’esecuzione degli ordini di demolizione, emessi della magistratura, è affidata al prefetto» competente per territorio.

 

L’articolo 4, infine, prevede l’istituzione presso il ministero delle Infrastrutture, di una banca dati nazionale sull’abusivismo edilizio.

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