Oggi i politicanti scoprono che Costarelle potrebbe essere invasa dalle antenne. Ma dove eravate prima?

LO AVEVAMO ANTICIPATO GIÀ SUL NUMERO DI FEBBRAIO DEL SEGNO, LANCIANDO L’ALLARME SUL RISCHIO CHE LA LOCALITÀ COSTARELLE, SOPRA IL CENTRO STORICO, STESSE PER DIVENTARE LA NUOVA AREA DOVE POSIZIONARE TRALICCI E PARABOLE IN FUGA DA MONTE CAVO DOPO LE SENTENZE DEL TAR. OGGI, CHE L’ALLARME POTREBBE DIVENTARE REALTÀ, EMERGONO I SOLITI POLITICANTI CHE IERI TACEVANO.

 

I siti per i tralicci radiotelevisivi lasceranno la vetta di monte Cavo. Tra le destinazioni: Costarelle, l’area che si trova a ridosso di via Monte Cavo campagna, la stradina che dalla piazza dei Campi d'Annibale porta a monte Cavo. Lo avevamo scritto sul numero di febbraio del Segno, approfondendo proprio l’argomento sull’area delle Costarelle, una fascia di terreno che già oggi ospita dei ripetitori. L’allarme era stato portato alla luce da Silvia Sciamplicotti, attuale consigliera d’opposizione, che in consiglio comunale aveva manifestato diversi dubbi sulla scelta della giunta Crestini di togliere l’ultimo vincolo su quel fazzoletto di terreno.

 

Così concludevo il mio articolo sul Segno di febbraio: «Caro sindaco ma lei, le antenne, non le voleva abbattere? E adesso che fa, toglie i vincoli perfino dalle aree che ospitano i tralicci rendendoli di fatto regolari? Sta forse facendo le prove per regolarizzare anche le antenne di monte Cavo? Strano che nessun consigliere di maggioranza abbia avuto qualche dubbio su ciò che stava approvando. Una decisione che più che risolvere un vecchio problema sembra aprirne di nuovi». E i nuovi problemi oggi potrebbero diventare realtà.

 

Il Segno scrisse quest’articolo per mettere in guardia tutti, cittadini, associazioni e forze politiche ma, a parte la Sciamplicotti, nessuno raccolse l’allarme. A febbraio ancora si poteva evitare questo pasticcio della giunta Crestini, creando una grande pressione sull’amministrazione comunale. Oggi, a giochi forse già fatti, alcuni politici lanciano l’allarme e si dicono preoccupati quando ormai poco si può fare affinché il Comune torni sui suoi passi. Ma dove eravate quando a febbraio abbiamo portato alla luce la questione?

 

Ciò che emerge è anche l’assenza di memoria storica nello stesso Crestini e nella sua maggioranza. Trenta anni fa Rocca di Papa riuscì a far togliere le antenne che stavamo proprio sulla testa dei cittadini del centro storico. Ci riuscì conducendo battaglie e organizzando vere e proprie manifestazioni. Una pressione talmente forte e convinta che gli antennari dovettero rifugiarsi a monte Cavo. Oggi starebbe avvenendo il contrario: da monte Cavo starebbero per invadere di nuovo il centro storico, visto che Costarelle si trova proprio sopra il quartiere (una sua via infatti si chiama proprio via Costarelle, perché portava direttamente in quel punto). L’ignoranza storica di Crestini non ci sorprende essendo persona che non ha mai partecipato attivamente alle vicende roccheggiane. Ciò che ci sorprende è l’atteggiamento lascivo di chi fino a pochi mesi fa stava in prima linea nella lotta contro le antenne. Pensiamo soprattutto a quel Gianfranco Silvestrini che le battaglie per mandare via i tralicci dal centro storico se le ricorda bene visto che fu uno dei maggiori protagonisti della lotta. Oggi in consiglio siede il nipote Lorenzo Romei, che quella storia la conosce bene non fosse altro per aver ascoltato i racconti del nonno. E allora perché oggi si starebbe decidendo di fare un salto indietro di trent’anni? È mai possibile che pur di salvare un bilancio comunale si sia disposti a passare su tutto, compresa la tutela della salute e dell’ambiente?

 

Da diversi mesi il Comune e le aziende radiotelevisive che trasmettono da monte Cavo si stanno scambiando una serie di lettere finalizzate forse a ottenere il trasferimento dei loro tralicci a Costarelle, con tanto di autorizzazioni, evitando così anche quanto deciso dal Tar e dal Consiglio di Stato che in varie sentenze hanno dato ragione al Comune (giunta Ponzo) invitando gli antennari a trovare siti alternativi. E che cosa si inventano Crestini e antennari? Spostarsi a Costarelle in un’area resa regolare sotto tutti i punti di vista? A quelli che oggi si sbracciano e cominciano a scoprire "Costarelle", dico semplicemente che sono complici di quanto sta accadendo. Guarda caso sono gli stessi che spesso accusano il Segno di scrivere articoli troppo aggressivi. Di gente come voi, che grida allo scandalo dopo che i buoi sono scappati, e che non fa niente per evitarlo, Rocca di Papa ne ha le tasche piene. Il silenzio, lo abbiamo scritto tante volte, è complice. L’unica soluzione oggi sarebbe quella di occupare pacificamente l’aula consiliare e “costringere” il sindaco a rimangiarsi i suoi progetti di incassare soldi dagli antennari. Ma siamo sicuri che nessuno lo farà.

 

Non solo, nell'ultimo consiglio comunale, l'assessora all'urbanistica Giannone, sollecitata da Silvia Sciamplicotti circa i numerosi scambi di lettere tra Comune e antennari, aveva lasciato tutti perplessi perché si era detta completamente all'oscuro: "Io di questi protocolli non ne so niente". Chi ha dunque ideato questa bella idea? Crestini? L'ex delegato Petrolati? L'avvocato Anna Maria Fondi che da responsabile di settore del comune da decenni si occupa di monte Cavo? Attendiamo risposte.

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