Anche il Consiglio di Stato dà ragione all’Ordinanza di Ponzo del 2003. Ora Crestini getti la maschera e dica ai cittadini se le antenne le vuole abbattere o legalizzare

LO SCORSO 11 MAGGIO IL CONSIGLIO DI STATO HA RESPINTO DEFINITIVAMENTE IL RICORSO DI R.T.I. (MEDIASET) PRESENTATO DOPO LA DECISIONE DEL TAR CHE AVEVA DATO RAGIONE ALL’ORDINANZA DI SGOMBERO E DEMOLIZIONE PER 22 TRALICCI DI MONTE CAVO EMESSA DAL SINDACO CARLO PONZO. ORA LA PALLA PASSA ALL’ATTUALE SINDACO CHE PIÙ VOLTE PERÒ HA RIBADITO LA VOLONTA DELL’AMMINISTRAZIONE DI ARRIVARE A UN ACCORDO CON GLI ANTENNARI PER SALVARE IL BILANCIO COMUNALE, TRASFERENDO LE ANTENNE SU AREE COMUNALI AUTORIZZATE. 

 

Il Consiglio di Stato, confermando le precedenti sentenze del TAR, ha scritto la parola fine alle pretese degli antennari: ora devono lasciare definitivamente monte Cavo. Una sentenza storica che non lascia dubbi e ribadisce la validità dell’Ordinanza emessa il 12 agosto 2003 dall’allora sindaco Carlo Ponzo che chiedeva il trasferimento di 22 tralicci radiotelevisivi e di 44 box presenti sulla vetta del monte.

 

(LEGGI QUI L'ORDINANZA DEL 2003)

 

Un’Ordinanza coraggiosa che seppe contrastare con determinazione lo strapotere fino a quel momento esercitato dai “padroni dell’etere” e che finalmente sanciva l’illegalità urbanistica degli impianti di trasmissione realizzati a danno del Comune di Rocca di Papa e dei suoi cittadini.

 

(LEGGI QUI LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO)

 

A questo punto gli antennari devono gettare la maschera e dire se è loro intenzione dare seguito oppure no alla sentenza del Consiglio di Stato. La maschera la dovrà gettare anche l’attuale sindaco Crestini che nei mesi scorsi ha perseguito un solo obiettivo: accordarsi con gli antennari garantendo loro un’area comunale urbanisticamente idonea da cui trasmettere in cambio di un affitto regolare da versare al Comune.

 

Caro Crestini, il suo progetto di legalizzare le antenne a Rocca di Papa, a Costarelle o nell’ex cava di lapillo di via Rocca Priora o magari ancora su un’area pubblica di monte Cavo vetta, deve subito essere fermato perché ora il Consiglio di Stato ha detto che i tralicci sono abusivi e non possono stare dove hanno trasmesso per 40 anni, bombardando con le loro onde, 24 ore su 24, i roccheggiani.

 

L’amministrazione comunale deve uscire allo scoperto e fare la sola cosa che deve: chiedere agli antennari di fare i bagagli senza se e senza ma e, in caso contrario, dare avvio agli abbattimenti. Adesso la vittoria definitiva è a portata di mano e non può essere vanificata per la necessità del sindaco di fare cassa con i soldi degli antennari con il solo scopo di salvare il bilancio comunale.

 

Le parole di Crestini (LEGGI QUI IL COMUNICATO STAMPA) a commento della decisione del Consiglio di Stato ci hanno lasciato di stucco, perché secondo il primo cittadino la sentenza: «cambia i rapporti di forza tra Comune e gestori televisivi. Questo significa che da domani dovranno essere riviste le condizioni della loro presenza su Monte Cavo e su tutto il territorio di Rocca di Papa». Parole gravi che confermano l’intenzione dell’amministrazione comunale di arrivare a un accordo con gli antennari al fine di trovare un sito idoneo da cui continuare a trasmettere da Rocca di Papa. Caro sindaco, l’unica condizione che dovrà essere rivista con gli antennari è quella sulla data del loro trasferimento. E non si azzardi a individuare un’area per legalizzare i tralicci dopo la storica sentenza del Consiglio di Stato: in caso contrario metteremo in campo tutte le iniziative opportune, compresa la mobilitazione di associazioni, movimenti e cittadini, affinché ciò non avvenga. Non ultima la richiesta di un referendum cittadino per ribadire un NO collettivo all'ulteriore permanenza degli antennari sul nostro territorio dopo che anche la giustizia amministrativa ha detto NO.

 

L’atteggiamento dell’attuale giunta, inoltre, appare del tutto fuori legge visto che il Consiglio Comunale di Rocca di Papa il 31 gennaio 1998 (delibera consiliare n. 4) deliberò all’unanimità, cioè maggioranza e opposizione insieme, che Rocca di Papa, Monte Cavo ed in particolare Monte Cavo Vetta, non possono essere individuate come siti per l’installazione di antenne.

 

Caro Crestini, se intende continuare sulla strada intrapresa, cioè ottenere soldi dagli antennari in cambio di un sito comunale attrezzato e urbanisticamente autorizzato, abbia il coraggio di convocare un Consiglio Comunale per annullare la precedente deliberazione del 1998. Lei in quell’anno forse non c’era, e se c’era era distratto, ma NOI C'ERAVAMO, e ricordiamo che fu una giornata importante perché fino a quel momento nessun Consiglio Comunale si era ancora espresso contro le antenne.

 

Fu uno dei primi atti di un giovane sindaco, Carlo Ponzo (pensi Crestini: eletto solo due mesi prima!) e di un intero Consiglio Comunale che non si fecero intimidire dal potere degli antennari ma lo contrastarono con ogni mezzo istituzionalmente lecito.

 

Caro Crestini, si dimostri altrettanto coraggioso e cominci a firmare anche lei nuove ordinanze contro le antenne che successivamente al 2003 sono arrivate a Rocca di Papa. Non è difficile, basta fare un copia-incolla con l’Ordinanza di sgombero e demolizione fatta da Ponzo, un’Ordinanza che andrebbe incorniciata perché è solo grazie a quest’atto che a distanza di 14 anni, TAR e Consiglio di Stato hanno sancito che «il quadro normativo di riferimento in materia di esercizio dell’attività di diffusione radio-televisiva, sebbene autorizzata a livello ministeriale, postula comunque che tale attività venga esercitata attraverso strutture idonee che non contrastino con la normativa urbanistica, e tale valutazione è rimessa ai Comuni interessati».

 

La valutazione, caro Crestini, spetta dunque a lei in quanto sindaco pro-tempore: le antenne le abbatte o vuole che rimangano a Rocca di Papa a vita in cambio di un misero obolo?

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