La BCC di Frascati finisce anche nello studio Mediobanca sui crack bancari

LA FILIALE DI FRASCATI DEL CREDITO COOPERATIVO È FINITA NELLO STUDIO DI "R&S MEDIOBANCA" SUI BILANCI DEL 2015, DA CUI È EMERSA UNA LISTA DI BANCHE CON I CONTI IN DISORDINE. TRA LE ALTRE, APPUNTO, ANCHE QUELLA DI FRASCATI CHE RECENTEMENTE HA VISTO LA BANCA D’ITALIA EMETTERE SANZIONI NEI RIGUARDI DEL CDA E DEL COLLEGIO SINDACALE PRESIEDUTO DA VINCENZO ROSSETTI, ATTUALE ASSESSORE AL BILANCIO DI ROCCA DI PAPA.

 

Una recente inchiesta pubblicata da L’Espresso (LEGGI QUI) ha portato alla luce il rischio-crack per alcuni istituti bancari medi e piccoli. L’approfondimento si basa sullo studio condotto da R&S Mediobanca sui bilanci relativi al 2015, da cui è emersa una prima lista di banche con i conti in disordine. Tra queste figura anche Banca di Frascati di Credito Cooperativo (che chiuse il bilancio 2015 con una perdita di 612.638 euro), la banca cioè già soggetta a due provvedimenti sanzionatori da parte della Banca d’Italia (LEGGI QUI IL PRIMO PROVVEDIMENTO - LEGGI QUI IL SECONDO PROVVEDIMENTO) che, tra l’altro, hanno visto coinvolto l’ex presidente del Collegio Sindacale, Vincenzo Rossetti, oggi assessore al bilancio del Comune di Rocca di Papa, condannato a pagare 22.000 euro per i mancati controlli.

 

Poiché Rossetti in un recente consiglio comunale, di fronte alla richiesta di dimissioni della consigliera Silvia Sciamplicotti, ha dichiarato che le notizie pubblicate sulla stampa (Il Segno in primis – LEGGI QUI), erano puramente strumentali, chissà che cosa dirà oggi che a occuparsi della vicenda, nell’ambito di un’inchiesta più ampia, è uno dei periodici italiani più importanti, L’Espresso, e uno dei giornalisti economici più autorevoli, Giuseppe Oddo. L’inchiesta si sofferma sui cosiddetti “strumenti ibridi” utilizzati troppo spesso dalle banche che, tra l’altro, prevedono anche i bond subordinati, il cui eccessivo utilizzo può mettere a rischio proprio il capitale di vigilanza, cioè  il capitale minimo che una banca deve avere per soddisfare i requisiti di vigilanza prudenziale stabiliti dalla Bce.

 

Spiega Oddo: «Secondo lo studio R&S Mediobanca, l’incidenza di strumenti ibridi è altissima nel caso di Cassa di Cesena, il 54 per cento. Supera il 30 per cento nei casi di Credito salernitano, Cassa di San Miniato, Banca di Frascati, Bcc di Cagliari, Ubae e Banca di Castel Goffredo». Ed è il motivo per cui la BCC di Frascati, come ha spiegato Mauro Pastore, direttore generale di BCC Roma (che a gennaio ha acquisito la consorella frascatana) «aveva chiuso l’esercizio 2015 con una perdita e senza un prevedibile futuro ritorno all’utile».

 

Si chiede poi Oddo, centrando appieno la questione del sistema bancario territoriale: «Come si sono potute infrangere soglie di rischio così elevate? Il governatore Visco addebita la crescita dei crediti deteriorati alla recessione che ha colpito il paese tra il 2009 e il 2013 con una caduta del 10 per cento del Pil e di un quarto della produzione industriale. Le banche territoriali (cioè quelle piccole come la Banca di Frascati, N.d.d.) hanno subìto in particolare gli effetti della crisi edilizia, che ha portato al fallimento molti debitori. La verità, però, risiede anche nei metodi di erogazione del credito: nei finanziamenti alle imprese vicine alla politica, nell’uso spregiudicato del denaro da parte di amministratori legati alle cricche affaristiche locali». E ancora: «La vigilanza ha denunciato le irregolarità? Alcune banche locali sono state ispezionate più volte, ma a far scattare l’allarme sono stati spesso gruppi di piccoli azionisti. Altre volte è stata la magistratura a scoprire il marcio».

 

Insomma, il tema della tutela dei risparmiatori è sempre più centrale nelle questioni che riguardano il sistema bancario italiano, soprattutto nelle piccole banche dove il ruolo degli azionisti è spesso decisivo per far emergere le zone d’ombra, unitamente a quello di chi è chiamato a controllare affinché tutto funzioni nel rispetto delle norme. Tornando alla BCC di Frascati, contro la sanzione comminata dalla Banca d’Italia a Vincenzo Rossetti, l’ex presidente del Collegio sindacale ha presentato ricorso. A breve se ne dovrebbero conoscere gli esiti.

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Dalla parte dei lettori
Andrea Sebastianelli
Direttore Responsabile
Il Segno, che non ha mai usufruito
di finanziamenti pubblici, nasce
nel 2002 per riempire un vuoto:
far conoscere ai cittadini tutte quelle notizie altrimenti destinate a rimanere chiuse nei cassetti dei politici.
Questo è l'impegno che
portiamo avanti ancora oggi.
Leggi qui l'ultimo numero
Il segno ottobre 2019 prima pagina.jpg
Consulta l'archivio online
Il Segno su Facebook
Sostieni la nostra libertà
Inviaci un contributo
Associazione Culturale
Editoriale il Segno
Via dei Monti, 24
00040 Rocca di Papa (Roma)
Banca di Credito Cooperativo
dei Castelli Romani e del Tuscolo
N. IBAN:
IT-12-Q-07092-39230
0000-0011-0977

Also Featured In

    Like what you read? Donate now and help me provide fresh news and analysis for my readers   

© 2023 by "This Just In". Proudly created with Wix.com