Il sindaco di Rocca di Papa nega l’aula consiliare per parlare di antenne. Vergogna!

L’ASSEMBLEA PUBBLICA SI SAREBBE DOVUTA SVOLGERE DOMANI, 6 GIUGNO, ALLE ORE 16 IN MUNICIPIO. MA QUESTA MATTINA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE HA REVOCATO LA PRECEDENTE AUTORIZZAZIONE ADDUCENDO MOTIVI DI ORDINE PUBBLICO. UNA MOTIVAZIONE STRUMENTALE CHE DENOTA SOLTANTO LA PAURA DEL SINDACO CRESTINI RISPETTO ALLA RACCOLTA FIRME CONTRO LE ANTENNE PROMOSSA DA SEMPLICI CITTADINI E DA MOVIMENTI CIVICI SENZA BANDIERA DI PARTITO. E ORA LA MOBILITAZIONE DEVE ESSERE ANCORA PIÚ FORTE.

 

Aula consiliare vietata per parlare di antenne. È quello che è accaduto a Rocca di Papa dove l’amministrazione comunale, dopo aver autorizzato lo svolgimento di un’assemblea pubblica proposta da Gennaro Spigola (ex candidato sindaco della sinistra cittadina) in rappresentanza di cittadini, comitati e movimenti politici per domani, martedì 6 giugno, ha revocato l’autorizzazione per motivi di ordine pubblico.

 

Una motivazione che appare del tutto strumentale e che lascia perplessi poiché è la prima volta nella storia del paese che un’amministrazione nega l’aula per discutere del problema antenne. Un’assemblea importante, la cui organizzazione era stata decisa dopo la sentenza del Consiglio di Stato (LEGGI QUI LA SENTENZA COMPLETA) che, respingendo il ricorso del colosso Mediaset (Canale5, Italia 1 e Rete4) contro l’ordinanza di demolizione del 2003, ha stabilito illegali le postazioni radiotelevisive di monte Cavo vetta. Una sentenza chiara che non lascia spazio a dubbi e che sembra aver sorpreso la stessa amministrazione comunale che puntava a legalizzare sul proprio territorio le antenne al fine di ricavarci gli affitti. Un immobilismo talmente forte da parte del sindaco che cittadini e movimenti politici, spogliatisi per l’occasione di ogni bandiera partitica, hanno deciso di promuovere una raccolta firme per chiedere l’abbattimento senza se e senza ma dei tralicci abusivi e, contemporaneamente, un referendum cittadino per dire un no chiaro e netto alla presenza di tralicci sul territorio di Rocca di Papa.

 

PARTECIPA ALLA RACCOLTA FIRME! SCARICA QUI IL MODULO. DIAMO FORZA TUTTI INSIEME ALLA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO!

 

Pressato da più parti e preoccupato per la partecipazione che sta riscuotendo la raccolta forme, il primo cittadino ha evidentemente deciso di revocare la precedente autorizzazione per l’assemblea cittadina. Un atto autoritario che fa piombare Rocca di Papa ai tempi bui del ventennio, quando assemblee e riunioni erano vietate per legge. Parlare di ordine pubblico fa davvero ridere, visto che nel nostro paese, dagli anni Ottanta a oggi, sono state decine le assemblee contro le antenne. Il clima infuocato c’è sempre stato come è normale per un tema molto sentito dalla popolazione roccheggiana. Pensate che cosa sarebbe successo se i sindaci precedenti, Enrico Fondi, Carlo Ponzo e Pasquale Boccia, avessero negato l’aula consiliare al Comitato di quartiere dei Campi d’Annibale per parlare di antenne. Sarebbe accaduto il putiferio come è giusto che sia.


Negare l’aula consiliare deve spingere i cittadini e le forze politiche che hanno promosso la raccolta firme (e, a questo punto, anche quelle che non vi hanno ancora aderito!) a impegnarsi ancora di più, raggiungendo i roccheggiani casa per casa e spiegando a ognuno di loro quello che sta succedendo nel nostro paese. Sindaco, vergognati, negare l’aula consiliare per discutere di antenne non si era mai verificato a Rocca di Papa in quaranta anni di storia. Se lei pensa di essere il padrone anziché il sindaco, ha fatto male i suoi conti. E stia tranquillo: sulla questione antenne controlleremo ogni suo atto e ogni sua decisione perché Rocca di Papa non è più disposta a tollerare i giochi politici che hanno permesso agli antennari di colonizzare le aree più belle di Rocca di Papa.

 

Caro Sindaco Crestini, l'11 dicembre 2014 lei, in qualità di consigliere d'opposizione, partecipò a un'assemblea pubblica contro le antenne. Se lo ricorda? Fece anche un intervento contro l'immobilismo della giunta Boccia sulla vicenda antenne. Ora che ha conquistato la poltrona evidentemente ritiene che la democrazia abbia perso valore, ma le ricordo che la libertà di riunione è uno dei diritti costituzionali garantiti nella Costituzione repubblicana all’art. 17.

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