L'INCIUCIO LITTA-CRESTINI SI ARRICCHISCE DI NUOVI PARTICOLARI

October 23, 2017

 

Tra luglio e agosto si è consumato uno dei più palesi inciuci politici degli ultimi vent’anni, con il sindaco Crestini che ha chiamato a lavorare in Comune niente di meno che il segretario cittadino del Partito democratico, Massimo Litta. Inciucio bello e buono visto che Litta si era presentato in lista a sostegno della candidata Pd Silvia Sciamplicotti, andata al ballottaggio proprio contro Crestini. Intanto i due mesi sono passati e Litta è tornato in forza al Comune di provenienza: Grottaferrata. Ma se la vicenda si è conclusa resta il troppo fumo su cui nessuno dei protagonisti, fino a oggi, ha dato spiegazioni plausibili. Il sindaco di Rocca di Papa dovrebbe dire semplicemente perché ha ritenuto di chiamare a lavorare, peraltro in posizione di comando nel settore urbanistica, il segretario del Pd, mentre Litta dovrebbe spiegare perché si è trovato al centro di quello che pian piano si è trasformato in un vero scandalo di natura politica.


La recente interrogazione del consigliere comunale Massimo Grasso ha ulteriormente arricchito le informazioni sull’argomento. Intanto siamo venuti a conoscenza che il primo a mostrarsi perplesso circa la decisione del sindaco Crestini, fu proprio Massimo Litta, il quale il 21 agosto scriveva al sindaco di Grottaferrata dicendo che, dopo la chiamata di Crestini, «immediatamente si rendeva conto che il ruolo di dipendente, seppur a comando per la sola durata di mesi due, avrebbe comportato una incompatibilità politica in quanto lo scrivente è attualmente il segretario del principale partito di opposizione nel Comune di Rocca di Papa e tale incompatibilità avrebbe avuto ripercussioni sulla propria attività». Litta, quindi, scarica le responsabilità dell’accaduto sul sindaco di Rocca di Papa, reo di avergli teso un tranello finalizzato a provocare un putiferio all’interno del Pd locale. Il segretario del Pd, infatti, dice di aver appreso informalmente della richiesta avanzata da Crestini, ma la lettera del Comune di Grottaferrata, a firma della segretaria generale Stefania Calcari, lo smentisce clamorosamente, scrivendo che fu Litta a sollecitare «verbalmente sia la scrivente che l’ufficio personale sulla richiesta di assegnazione temporanea presso il Comune di Rocca di Papa». Chi mente?


La vicenda, quindi, resta ingarbugliata con una sola certezza: il sindaco di Rocca di Papa, Crestini, e il segretario cittadino del Pd, Litta, hanno messo su un inciucio tale da rendere indefinibile la diversità di ruoli tra maggioranza e opposizione. Il disappunto sull’intera vicenda mostrato in consiglio comunale dall’esponente di centrodestra Massimo Grasso, lo facciamo nostro.

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