La mappa delle preferenze ai candidati regionali del Pd: il flop dei “portatori di voti”

March 8, 2018

La migliore fotografia per comprendere il fallimento della politica politicante a Rocca di Papa è quella che si è vista il giorno dello spoglio delle schede per la Regione Lazio, dove i due avversari di ieri, Emanuele Crestini e Silvia Sciamplicotti, contavano i voti presi dai candidati Pd alla Regione: guancia a guancia.

 

Uno spettacolo più unico che raro. È accaduto al seggio n. 3 di corso Costituente e, a giudicare da chi ha visto le loro facce dopo lo scrutinio, i risultati per loro devono essere stati più che deludenti. La conferma arriva non solo dal pessimo risultato del Pd che colloca Rocca di Papa, roccaforte della sinistra castellana, al risultato peggiore tra i comuni dei Castelli Romani, ma anche dai risultati ottenuti dai singoli candidati al consiglio regionale del Lazio. Vediamoli.

 

Il più votato nel Pd è stato Marco Vincenzi (252 preferenze) ma se consideriamo che l’ex sindaco di Tivoli (unitamente a Marietta Tidei: 92 voti) era portato da Crestini, dalla giunta e da gran parte della maggioranza consiliare, oltre che dalla dirigente Pd Linda Boccanera e dal delegato Giorgio Serafini, si comprende che i voti mancanti sono davvero tanti. Significa che oggi alcuni consiglieri comunali di Crestini non hanno nemmeno il loro voto. E lo stesso Crestini ha poco seguito, forse perché il suo ingressio nel Pd non è ben visto.

 

Al secondo posto tra i candidati Pd alla Regione si è piazzato Massimiliano Valeriani (140 voti), portato da Silvia Sciamplicotti e Andrea Croce (dirigente provinciale del Pd e fedelissimo della consigliera), ma anche da Margherita Silvestrini (ex Italia dei Valori). Sciamplicotti e Croce, con l’aggiunta di altri esponenti del Pd (tra tutti Alberto Cardinali), portavano ufficialmente anche Eleonora Mattia che alla fine ha potuto contare su appena 103 voti. Per lei ne mancano almeno 40. Il dato che permette di capire il crollo del Pd a Rocca di Papa sta proprio nel risultato di Valeriani il quale, nel 2013, ottenne 203 voti. Cinque anni dopo ne ha lasciati per strada più di sessanta.

 

Il presidente del consiglio regionale uscente, Daniele Leodori, ha ottenuto 83 preferenze. Anche questo dato fa capire il calo del Pd visto che Leodori era portato dagli ex Margherita (Cotichini, Sellati, Castri e Calicchia) e da qualche esponente del Pd ex Ds (Taggi). Nel 2013 a Leodori andarono 80 voti, praticamente gli stessi di oggi. Con Leodori in tandem c’era la moglie dell’ex ministro Franceschini, Michela Di Biase, a cui sono andate 73 preferenze.

 

Quelli che controllano oggi il partito a Rocca di Papa, Maurizio De Santis (e figlio), Nicola Pagliuca e il segretario locale Litta, portavano il duo Andrea Ferro/Cristiana Avenali: il primo ha avuto 125 voti, la seconda 132. Anche questo un risultato al di sotto delle aspettative.

 

Al candidato alla Regione Rodolfo Lena sono andati 45 voti, frutto soprattutto del lavoro di Emanuela Trinca, dirigente locale del Pd, estromessa prima delle elezioni da vice-segretaria dopo la sue critiche all'entrata di Crestini nel partito.

 

Per finire Simone Lupi, l’ex sindaco di Ciampino, ha potuto contare solo su 29 preferenze da parte dell’altra dirigente Pd Mariachiara Cecilia. Lupi, cinque anni fa, era il candidato di Carlo Ponzo alla Regione e ottenne addirittura 492 voti. Però se consideriamo che la corazzata messa in piedi da Crestini a favore di Vincenzi ha ottenuto solo 250 voti, ecco che le preferenze di Lena e Lupi assumono un peso diverso.

Ora si tratterà di capire come si comporterà il Pd a Rocca di Papa: farà finta di niente oppure vorrà finalmente chiarire il suo posizionamento nella politica roccheggiana nel tentativo di recuperare elettori? Il silenzio del segretario Massimo Litta, anche di fronte al minimo storico raggiunto dal suo partito, è tutto dire: non cambierà nulla.

 

 

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