ELEZIONI 2018 - PER IL PD UN CROLLO STORICO A ROCCA DI PAPA, ANCHE GRAZIE ALL’INGRESSO DI CRESTINI

March 5, 2018

Con le ultime elezioni politiche a Rocca di Papa la logica della matematica è andata in tilt. Malgrado decine di esponenti politici, a cominciare dal sindaco Crestini, abbiano deciso di sostenere il partito di Renzi, il crollo è stato inarrestabile, ben al di sotto della media nazionale. Evidentemente l’appoggio di Crestini ha portato male al Pd che, rispetto al 2013, ha perso il 7% alla Camera e addirittura il 9% al Senato. Circa mille voti in meno per quello che una volta era il primo partito incontrastato a Rocca di Papa. Se poi guardiamo alle elezioni del 2008 il crollo diventa una catastrofe. Dieci anni fa il Pd prese il 43,8% alla Camera e il 44,4% al Senato. In pochi anni ha perso circa il 28% dei consensi (cioè circa 3.000 voti).

 

La domanda è: come mai decine di politici navigati (dalla Sciamplicotti a Maurizio De Santis, da Crestini e Litta, da Cardinali a Sellati, ecc.), insieme a decine di politici di primo pelo (capeggiati da Andrea Croce), sono riusciti in questa epica impresa? La risposta sta tutta in questo modo arruffone di fare politica, ritenendo che i cittadini siano degli idioti pronti a seguire la loro forsennata ricerca di poltrone. Così i cittadini roccheggiani, che solo un anno e mezzo fa avevano scelto Crestini per spazzare via il «Pd male assoluto» (parole di Crestini e dei suoi), hanno punito anche l’attuale sindaco che con prepotenza ha preteso di entrare nel Pd. Se già il partito di Renzi stava in difficoltà, l’entrata di Crestini (che pochi anni fa si candidò con Berlusconi a Grottaferrata) gli ha dato il colpo di grazia.

 

 

Ora sarebbe il momento che i politicanti della sinistra locale se ne andassero definitivamente lasciando alle nuove leve la responsabilità di rifondare questo partito.

 

 

 

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