IL TERREMOTO SEMBRA DIMENTICATO MA SULL'EDIFICAZIONE DELLE "CALCARE" RESTA LA NEBBIA

March 30, 2018

Sul Piano particolareggiato delle Calcare si è giocata l’ultima grande battaglia all’interno della giunta di Rocca di Papa tra chi voleva puntare il riflettore sull’intera questione (la ex vicesindaco Veronica Giannone) e chi vedeva nel progetto edificatorio una nuova opportunità, per la politica, di gestire ciò che ancora ne rimane (il sindaco Crestini). E ciò che rimane da gestire, in termini di amministrazione delle autorizzazioni e dei progetti, è ancora tanto.

 

A vincere, come sappiamo, è stata la seconda corrente di pensiero ed era anche facilmente immaginabile considerati gli intrecci tra affari, politica e mediatori che spesso si sovrappongono nella più grande pianificazione urbanistica degli ultimi trent’anni. La situazione appare chiara leggendo i nomi dei politici che il 27 febbraio 2003 approvarono all’unanimità in Consiglio comunale il “Piano particolareggiato località Calcare/Valle San Lorenzo”.

 

LEGGI QUI LA DELIBERA CONSILIARE DEL 2003

Alcuni consiglieri di allora, di maggioranza e di opposizione, non poterono partecipare alla seduta perché direttamente interessati al provvedimento. É il caso, per esempio, di Gino Ferri, all’epoca consigliere comunale di minoranza (centrodestra) e zio dell’attuale sindaco. In quel consiglio comunale, però, sedevano politici che ancora oggi occupano ruoli chiave nella politica roccheggiana, come Gianluca Zitelli (ieri consigliere di maggioranza e oggi assessore), Pasquale Boccia (all’epoca vicesindaco e oggi consigliere comunale che alle Calcare ha realizzato alcuni appartamenti con la cooperativa Lorenzo I), Massimo Litta (ieri consigliere comunale e oggi segretario cittadino del Pd), Maurizio De Santis (all’epoca esponente di maggioranza e oggi politico con il suo peso all’interno del Pd, da molti ritenuto l’inventore dell’ingresso di Crestini nel Pd), Vincenzo Eleuteri (oggi delegato di Crestini e nel 2003 consigliere comunale già assessore all’urbanistica). Potevano questi politici rimettere in discussione il Piano? Appare difficile.

 

Senza tener conto poi di quei politici che, direttamente o indirettamente, hanno assunto anche il ruolo di costruttori. Uno su tutti: Enrico Fondi, il quale può vantare di aver avuto per primo, già verso la metà degli anni Novanta quando ricopriva il ruolo di sindaco, l’idea del Piano particolareggiato delle Calcare, ripresa poi da Ponzo (a cui va il merito di non aver mai avuto interessi di alcun tipo nel progetto) e approvata nel 2003. Enrico Fondi rappresenta anche, simbolicamente, il filo conduttore dell’intero progetto edilizio delle Calcare, da ieri a oggi, visto che una delle prime delibere approvate dalla giunta di Crestini (n. 114 del 21 ottobre 2016) fu proprio l’«approvazione variante opere di urbanizzazione primaria dei comparti» edificatori «presentati dalla cooperativa edilizia La Comune nella persona del presidente Enrico Fondi».

 

L’intreccio alle Calcare tra chi autorizza, chi costruisce e chi controlla, insomma, è qualcosa che va oltre la più fervida immaginazione in un thriller urbanistico i cui contorni restano indefiniti e avvolti nella nebbia. Per comprendere il valore e l’ampiezza del Piano particolareggiato che ha dato vita a una città nella città, è sufficiente guardare la pianta dei progetti di edificazione composta da 89 comparti: 89 comparti con centinaia di edifici, strade, piazze e aree urbanizzate e da urbanizzare.

 

Ci tornano alla mente le parole dell’ex assessora all’urbanistica, Giannone: “Attualmente i comparti ancora in esecuzione sono 67. Un numero elevato, considerando che il Piano è decaduto tre anni fa (nel 2013, n.d.d.) e che la legge prescrive che i piani di lottizzazione debbano essere attuati entro il termine dei 10 anni, decorso il quale diventano inefficaci per la parte ancora da costruire. L’adozione di un nuovo piano diventa, quindi, l’unica strada per completare la realizzazione delle opere pubbliche, ma ciò non può avvenire senza una doverosa ricognizione, comunicando agli interessati l’eventuale mancata attuazione, parziale o totale”. Dichiarazioni che fanno emergere non solo il ruolo dei politici nel 2003, ma anche quello esercitato dalle nuove leve, a cominciare da Paolo Gatta, consigliere delegato di Crestini, che otto mesi fa (il 31 luglio 2017) firmò con la Giannone una richiesta d’incontro con il Procuratore della Repubblica di Velletri per riferire su questioni legate proprio alla gestione politica e amministrativa delle Calcare.

 

Un terremoto che avrebbe scardinato un sistema radicato da decenni! Basta leggere queste poche righe contenute nella lettera: «Detta richiesta scaturisce dalla necessità urgente di interloquire circa alcune vicende riguardanti sia l’esposto in premessa (quello presentato dalla Giannone un mese prima, n.d.d.) che altre questioni d’interesse pubblico afferenti condotte dei precedenti  Amministratori Pubblici e circa condotte passate di dipendenti comunali su provvedimenti di vari settori». Altroché terremoto, una bomba atomica: «Condotte dei precedenti Amministratori e condotte di dipendenti comunali».

 

LEGGI QUI LA SINTESI DELLA LETTERA SCRITTA

AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI VELLETRI

Perché il consigliere Paolo Gatta firmò un tale documento salvo poi restare in silenzio di fronte alle denunce pubbliche della Giannone che in un’intervista al Messaggero parlò chiaramente di “vecchi affari e nuovi appetiti”?

 

Perché Paolo Gatta nel consiglio comunale che doveva dare il benservito alla vicesindaco e assessore all’urbanistica Giannone, richiesto dalla consigliera di minoranza Silvia Sciamplicotti (assist formidabile al sindaco Crestini, preludio di futuri accordi), restò in silenzio senza rivelare l’esistenza di questa richiesta d’incontro fatta al Procuratore della Repubblica di Velletri?

 

Di quali amministratori Paolo Gatta voleva rivelare discutibili condotte? E di quali dipendenti comunali? Gli uni e gli altri ricoprono ancora incarichi pubblici e che ruolo giocano oggi nella questione Calcare?

 

Questo caos sta diventando sempre più un inestricabile e inquietante thriller, dove il bene e il male si confondono continuamente in un vortice di azioni lecite e illecite che a oggi nessuna lente d’ingrandimento è riuscita a districare. Almeno fino a oggi.

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