ORMAI NEL CONSIGLIO COMUNALE DI ROCCA DI PAPA C’É SOLO UN’UNICA MAGGIORANZA

March 30, 2018

Da due anni la nostra città vive sospesa tra verità e menzogna, il tutto condito dal silenzio dei diretti interessati: la giunta e le opposizioni. Passate le elezioni comunali subito nel paese si rincorrevano le voci di accordi fatti tra il Pd (almeno una parte) e il suo diretto avversario, il sindaco Crestini. Per molti mesi, oltre alla pessima amministrazione, la questione divise Rocca di Papa, senza conferme o smentite ufficiali, solo qualche comunicato che non chiariva nulla.

 

Poi arrivò novembre 2017 e una nube nera irruppe prepotentemente nell’indifferente cittadina. La vicesindaco e assessora all’urbanistica Veronica Giannone con una video-denuncia squarciò il velo di omertà che ricopriva la politica amministrativa. Quella sera raccontò a cittadini stupefatti che gli accordi non solo c’erano stati, ma erano anche firmati da Crestini e Mauro Fei (che contese alla Sciamplicotti la candidatura a sindaco del Pd), e tutta la coalizione ne era a conoscenza. Raccontò di minacce e pressioni note alla sua maggioranza per farla dimettere, raccontò di continuità tra la passata amministrazione e la nuova, solo apparentemente divisa, parlò di “vecchi affari e nuovi appetiti” tra la politica di ieri e di oggi con imprenditori locali, parlò di “piani particolareggiati” in odor di irregolarità, parlò soprattutto di accordi tra Crestini e gli antennari, insomma rivelò ciò che tutti sospettavamo.

 

Ci furono tentativi di smentite poco convincenti da parte del sindaco, querele e contro querele. Poco dopo ci fu l’uscita dalla coalizione di maggioranza di due consiglieri, Lorenzo Romei e Roberta Carnevali, e del presidente del consiglio comunale, Massimiliano Calcagni che, pur non lasciando la maggioranza, formarono all’interno dell’assise il gruppo “Voi con Noi”. In quel di novembre ci fu rivelato tutto questo e anche di più, ma mentre il paese si poneva domande specialmente nella piazza virtuale, la politica in quel preciso istante smetteva di parlare, in primis i consiglieri di opposizione.

 

Per mesi la minoranza ha taciuto, l’unica nota, ma una nota stonata, veramente assurda è stata del consigliere di minoranza di centrodestra Massimo Grasso, fino a quel momento molto battagliero in consiglio: smette di dedicare le sue attenzioni al sindaco e inizia una vera caccia all’uomo, i suoi obiettivi stranamente diventano l’ex vicesindaco e il presidente del consiglio di cui chiede addirittura le dimissioni. Poi calò di nuovo il buio. Crestini annunciò il suo appoggio al Pd e a Zingaretti, i consiglieri di opposizione Pucci e Boccia (LeU) fecero altrettanto, la Sciamplicotti si ritrovò in piena sintonia con l’ex “nemico” Crestini e la cittadina si stupì della nascita di un nuovo amore politico tra i due (mai negato).

 

Il sindaco nominò il nuovo assessore all’urbanistica, caso volle che fosse amica e coautrice di un libro con la Sciamplicotti. Per altri mesi i due “amanti di partito” imposero il negazionismo su tutta la vicenda, nemmeno i fedelissimi dell’uno o dell’altra proferirono parola. Poco più di una settimana fa, dopo il tracollo del Pd, nazionale e locale, c’è stato il fatidico direttivo, dove tutti si aspettavano le dimissioni del segretario Massimo Litta e l’uscita di scena di Crestini, invece è accaduto il contrario, Crestini è stato lodato per l’apporto dato al partito, la Sciamplicotti è salita di grado o scesa fate voi, non farà più opposizione in consiglio ma solo proposte... insomma il Pd è uscito dalla porta per rientrare in comune dalla finestra.

 

Come ha dichiarato Teresa Cammarata, portavoce dei 5 Stelle di Rocca di Papa, “con questa dichiarazione la consigliera di minoranza Silvia Marika Sciamplicotti ha messo a rischio la democrazia dell’Assise, all’interno della quale esiste una maggioranza eletta dai cittadini e una minoranza nata dal voto espresso dai cittadini. La sua posizione di proponente -ha concluso l’esponente grillina- non collima con il mandato affidatole dai suoi elettori. Credo che le dimissioni della consigliera siano un atto dovuto!”.

 

Allo stesso modo Mario Gatta, del centrodestra, si chiede: “Ormai è evidente che il voto dei cittadini è stato tradito e allora perché non interviene un organo di controllo? Quando si fanno le elezioni si chiede il voto per un programma, se poi viene letteralmente tradito chi deve far rispettare la volontà dei cittadini? I programmi sono solo pezzi di carta?”.

 

I cittadini sono giustamente imbufaliti per l’ennesima presa in giro, il loro voto è stato tradito, ora in comune c’è solo maggioranza e maggioranza Pd e un’altra minuscola, timida minoranza. La democrazia a Rocca di Papa è stata sospesa in nome del più grosso imbroglio politico che il paese ricordi, un immenso inciucio che viene da lontano, da prima delle elezioni comunali e che ormai è sotto gli occhi di tutti, un inciucio che comprende centrodestra e centrosinistra. Poi ci si chiede il perché del boom del 5stelle anche da noi, che è ormai il primo partito della città con il 35% dei voti.

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