Sito Internet oscurato. Così Crestini cancella la sua scomoda memoria politica

March 30, 2018

Da qualche giorno il sito Internet (www.roccadipapa.org) attraverso cui il sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, impostò la sua campagna elettorale per conquistare la poltrona di primo cittadino non è più visibile. Saranno stati i continui riferimenti ai suoi vecchi slogan anti-Pd, sarà stato il desiderio di eliminare gli articoli contro Silvia Sciamplicotti, sua avversaria al ballottaggio del 2016 e oggi a lui molto vicina, oppure sarà stato il bisogno di non rendere più visibili le promesse fatte in campagna elettorale... insomma, sarà come sarà, il sito Internet del gruppo politico "Insieme per Rocca di Papa" non è più accessibile e i cittadini non possono andarsi a rileggere ciò che Crestini per mesi andava scrivendo in vista delle elezioni che poi lo avrebbero incoronato sindaco.

 

Riteniamo che cancellare da Internet la memoria politica non sia un comportamento corretto da parte di un amministratore che, anche in virtù della sua aggressiva campagna elettorale veicolata sui social, ha ottenuto un certo numero di voti da parte dei cittadini. E si sa quanto i messaggi, i post e gli articoli a effetto prodotti dal suo staf politico in campagna elettorale, abbiano influito sulla scelta finale degli elettori.

 

 Cancellare il proprio sito Internet come se non fosse mai esistito è dunque un gesto che contrasta con le promesse di trasparenza e chiarezza che Crestini e i suoi candidati al consiglio comunale fecero a ridosso delle elezioni.

 

Che cosa teme il sindaco di Rocca di Papa? Che possano emergere altre frasi e altre accuse rivolte ai precedenti amministratori, oggi ritenute scomode? Che possano essere tirate fuori le sue fotografie ritoccate dove alcuni esponenti del Pd venivano descritti come diavoli rossi? Cambiare idea su persone e argomenti è lecito, basta semplicemente spiegarlo e motivarlo. Farsi una nuova verginità usando facili scorciatoie è la strada prediletta dai politici navigati. Ma lei, Crestini, non era un semplice cittadino?

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