Il dopo Crestini e il ruolo di Danilo Romei

April 8, 2018

 

Con l’uscita dalla maggioranza di tre consiglieri la situazione appare chiara: la coalizione uscita vincente dalle elezioni di due anni fa non c’è più e Crestini è alla ricerca di una stampella che possa far passare il bilancio di previsione. Quali scenari si prospettano? Cominciamo dal primo: l’arrivo di un commissario prefettizio.

 

Come sempre accade, la maggioranza, con l’acqua alla gola, sta usando lo spauracchio del commissario per dire ai cittadini: l’arrivo di un commissario per voi sarebbe la peggior soluzione. I commissari prefettizi, come i sindaci, sono organi dello Stato ed entrambi devono far rispettare le leggi. Far credere che i commissario applicano la legge mentre i sindaci la possono aggirare è una bufala. Sindaci e commissari si muovono nell’ambito delle norme che regolano la vita dei Comuni. Questa cosa la ribadì lo stesso Crestini durante un’assemblea organizzata per la questione delle acquisizioni al patrimonio comunale delle case abusive. Il sindaco disse che lui doveva applicare la legge, perché questo è il suo ruolo, e non poteva quindi non approvare la delibera con cui ha chiesto che una trentina di abusivi pagassero al Comune una specie di affitto. Lo ha fatto Crestini e lo avrebbe fatto sicuramente un commissario. Certo, se un cittadino ha realizzato due-tre-quattro case abusive e ci percepisce un affitto in nero. Fa bene a essere preoccupato per l’arrivo di un commissario che cercherà di fare chiarezza nel delicato settore. Se un cittadino ha realizzato attività commerciali in strutture abusive, fa bene a essere preoccupato per l’arrivo di un commissario. Se un cittadino, grazie magari ai soliti amici degli amici, ha realizzato case abusive senza accatastarle perché nessuno le ha viste oppure perché qualcuno ha fatto finta di non vedere, le cosiddette case fantasma, fa bene a essere preoccupato per l’arrivo di un commissario. Ma se un cittadino ha realizzato una casa per viverci, pur commettendo un’irregolarità, e quella è la sua unica casa, trovo difficile che un commissario possa decidere di abbatterla. Un commissario deve innanzitutto fare chiarezza sui conti pubblici e, se come dice Crestini, dopo la sua cura i bilanci sono in regola, non deve temere nulla.

 

Ci si dimentica che la crisi è nata nell’ambito della maggioranza che ha sostenuto Crestini alle ultime elezioni e che a oggi i numeri parlano chiaro: la maggioranza in Consiglio può contare su 8 voti. La minoranza al momento ha 9 consiglieri, uno in più di Crestini. Stando alle ultime voci di piazza sembra che il più probabile salvatore di Crestini possa essere proprio Danilo Romei, consigliere di centrodestra. Ma perché Romei dovrebbe salvare Crestini? Tanto più dopo che alle ultime elezioni Crestini si è schierato apertamente con un candidato regionale del partito democratico? Le voci ovviamente parlano d’altro, cioè di accordi che si muoverebbero sulla linea sottile della legalità. Qualcuno vocifera che a Romei sarebbe stato promesso il ruolo di presidente del Consiglio Comunale, oggi ricoperto da Massimiliano Calcagni, passato in minoranza. Ma se fosse vera questa voce appare evidente che si tratterebbe di un tranello vero e proprio perché Calcagni non può essere rimosso da nessuno. Ormai le sentenze della Cassazione hanno sgombrato il campo da ogni dubbio: il presidente del consiglio comunale è un ruolo di garanzia istituzionale e che appartenga alla maggioranza o alla minoranza è irrilevante. Quindi se Romei aspira a tale poltrona secondo noi dovrà aspettare nuove elezioni. E se qualcuno ha effettivamente avuto l’ardire di promettergliela ha promesso una cosa che non si può verificare.

 

Poi c’è un’altra voce, la più insistente, che si basa sul fatto che la moglie del consigliere Danilo Romei è dipendente del Comune di Rocca di Papa. Secondo questa voce insistente a cui, sia chiaro, noi non diamo alcuna credibilità perché conosciamo sia Romei come persona e politico serio, sia la moglie che è una dipendente integerrima, competente e professionalmente preparata. Secondo questa voce, dicevo, la moglie di Danilo Romei potrebbe essere promossa da dipendente di categoria C a dipendente di categoria D, cioè con possibilità di assumere il ruolo di Responsabile di settore. Come dicevo, siamo di fronte a una voce che secondo noi è stata diffusa ad arte per portare discredito nei riguardi del consigliere.

 

Noi a questa voce non avremmo dato alcun risalto se non fosse che si inserisce in un clima di intimidazioni, pressioni e minacce, molto probabilmente basati su notizie personali che riguardano politici e familiari di politici, in una parola: attività di dossieraggio, che ci riportano a quanto denunciato cinque mesi fa dalla ex vicesindaco di Crestini, Veronica Giannone, e a quello che ha detto il consigliere Lorenzo Romei che, ricordiamolo, parlava anche a nome di un altro consigliere e del presidente del consiglio comunale. Tutti hanno denunciato pubblicamente di aver subito ripetutamente intimidazioni. Questo clima, insomma, favorisce la diffusione di voci, chiacchiere e supposizioni tese a far passare la politica come fosse un banco di mercato: si offre e si compra di tutto e di più, anche un voto in consiglio. Questo, ripeto, va verificato perché la situazione è davvero delicata e il rischio di incappare nel reato di voto di scambio, in questo clima surreale, sarebbe davvero dietro l’angolo. Infatti, la legge n. 62 del 27 aprile 2014, ha ulteriormente ampliato la gamma dei fatti punibili, includendovi l’accettazione della promessa di voti in cambio della promessa, oltre che di denaro, anche di altra utilità. Un favore, l’ottenimento di un vantaggio, una promozione, ecc.

 

Siamo ovviamente di fronte a chiacchiere da bar, a cui noi non crediamo. Riteniamo invece, molto più semplicemente, che il consigliere Danilo Romei debba decidere se salvare Crestini, e con lui due anni di nulla, due anni nei quali non ha risolto uno che sia uno dei problemi che tutti conosciamo, a parte forse qualche attraversamento pedonale che a Rocca di Papa, pensate un po’, diventa motivo di servizi fotografici e video superlativi, oppure decidere se salvare Rocca di Papa da un’amministrazione che ha campicchiato lasciando tutto come prima. Rocca di Papa è una cittadina di 18mila abitanti in grado di affrontare ogni crisi politica grazie all’esistenza di persone di qualità e di buonsenso, quello che è mancato di più a Crestini, in grado di potersi far carico della pubblica amministrazione anche in tempi brevi. Persone che hanno a cuore davvero il paese e che soffrono nel vederlo ridotto in questo stato comatoso. Solo Crestini poteva ritenere, dovendo formare la sua giunta, che Rocca di Papa non avesse al suo interno competenze e professionalità. Noi i nostri concittadini li conosciamo e sappiamo che i roccheggiani di fronte alle difficoltà sanno tirare fuori sempre il proprio meglio. E questo ci tranquillizza sulle crisi politiche che, per quelli che stanno per andare a casa, sembra sempre l’ultima spiaggia. Come disse Obama in previsione delle elezioni, non succederà niente di drammatico, il sole continuerà a sorgere. Per dirla con Ennio Flaiano, la situazione politica è grave ma non è seria.  

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