Rocca di Papa: paese fondato sul ricatto politico - TUTTI I DOCUMENTI

April 12, 2018

 

“L’Italia è una Repubblica fondata sul ricatto politico”. Queste le parole utilizzate recentemente dall’ex parlamentare dei 5 Stelle, Alessandro Di Battista, intervistato dal Fatto Quotidiano. Parole che calzano a pennello con quanto sta emergendo a Rocca di Papa con la fine precoce della maggioranza che sostiene il sindaco Emanuele Crestini, in queste ore alla ricerca di un salvagente (Danilo Romei) per approvare il bilancio di previsione.

 

Intimidazioni e pressioni già denunciate pubblicamente da quattro esponenti istituzionali di primo piano (la ex vicesindaco Veronica Giannone (GUARDA QUI), i consiglieri comunali Lorenzo Romei e Roberta Carnevali (LEGGI QUI), e il presidente del consiglio comunale Massimiliano CalcagniGUARDA QUI) e supportate da quanto scritto recentemente dall’assessore al bilancio Vincenzo Rossetti (LEGGI QUI) che, rispondendo proprio alla Giannone, si è lasciato scappare questa frase per spiegare l’addio dei tre membri della maggioranza Romei-Carnevali-Calcagni: «Ma a nessuno viene in mente che forse sul piatto della bilancia c’erano cose che non pesavano allo stesso modo? Ti do perché tu mi dai, e se non mi dai quello che voglio non ti appoggio più». Una frase che se non conoscessimo Rossetti per la sua buona fede e la sua correttezza, sia umana sia professionale, ci porterebbe a parlare di un vero e proprio messaggio cifrato, un pizzino da far arrivare ai tre consiglieri dissidenti.

 

Sulla stessa strada, ma in modo più azzardato, si è incamminato il sindaco Emanuele Crestini che ieri (11 aprile 2018) ha diffuso un comunicato stampa (LEGGI QUI) che definire cupo è poco. Crestini ha reso pubblica una comunicazione della Corte dei Conti (LEGGI QUI) nella quale si informa che la procura regionale, attraverso il presidente del collegio dei revisori del Comune, sta conducendo una verifica amministrativo-contabile sulla passata amministrazione. La verifica prende avvio dall’ispezione del Ministero delle Finanze che ha portato alla luce una decina di irregolarità.

 

LEGGI QUI LA RELAZIONE DEL MINISTERO

 

Nella lettera la Corte dei Conti chiede che venga ricostruito l’iter della vicenda, che venga indicata la normativa violata, che vengano individuate eventuali condotte illecite ascrivibili a presunti responsabili del danno (quindi non solo politici ma anche funzionari), indicando nomi e funzioni dei soggetti ritenuti responsabili e l’esatta quantificazione del danno. Insomma, una procedura tutt’altro che conclusa, tanto che gli ispettori del ministero sono in attesa di ricevere le controdeduzioni da parte degli uffici comunali rispetto alle irregolarità emerse.

 

Ma Crestini tirando fuori ora questa comunicazione, arrivata il 7 marzo 2018, ha legato due argomenti che tra loro non c’entrano nulla, almeno apparentemente: l’approvazione del suo bilancio di previsione e l’indagine della Corte dei Conti. Crestini sostiene che l’opposizione (cioè l’ex sindaco Boccia e la ex assessora all’urbanistica Sciamplicotti, gli unici esponenti della precedente giunta a sedere in Consiglio) ha volutamente votato no al suo bilancio perché venuta a conoscenza dell’indagine della Corte dei Conti. Sfugge (si fa per dire) a Crestini che già gli ispettori del Ministero avevano annunciato che la questione sarebbe stata girata alla Corte dei Conti del Lazio (LEGGI QUI), perché questa è la prassi.

 

Il sindaco va addirittura oltre affermando che: «Il vero motivo delle loro urla di contestazione è che stanno tentando così di salvarsi da responsabilità, non solo politiche, ma anche penali. Infatti la Procura sta facendo indagini su ciascuno di loro. E ciascuno di loro ha paura, paura che magari dovrà rifondere di tasca propria eventuali malversazioni, irregolarità o illegalità che portano le loro firme. Questa è la vera questione -ha scritto poi il sindaco- che ha spinto alcuni pezzi della minoranza a votare contro l’amministrazione, che ha voluto queste indagini» (LEGGI QUI).

 

Mentre la Corte dei Conti sta mettendo insieme le carte per valutare eventuali responsabilità dei passati amministratori, Crestini sembra già esprimere un giudizio di condanna penale per chi lo ha preceduto. Di più: Crestini sostiene nel comunicato che Boccia e Sciamplicotti, votando contro il suo bilancio, starebbero pensando di salvarsi dall’indagine in corso. Perché il sindaco di Rocca di Papa azzarda un’affermazione così grave? Che c’è sotto? A essere maliziosi si fa peccato ma spesso, come diceva Giulio Andreotti, si indovina: non è che Crestini ha fatto pressioni sulla minoranza affinché fosse malleabile nell’approvazione del suo bilancio, utilizzando come arma di convinzione la lettera della Corte dei Conti? Il dubbio è lecito visto il tono usato e le argomentazioni addotte dal sindaco. Ma altre domande sorgono spontanee: perché la lettera è rimasta nel cassetto del sindaco per più di un mese senza darne notizia ai cittadini? E perché solo oggi ha deciso di renderla pubblica?

 

Infine: perché, secondo Crestini, Boccia e Sciamplicotti si salverebbero da responsabilità amministrative e penali votando no al bilancio di previsione e mandando a casa la giunta?

 

In seguito alla relazione finale degli ispettori ministeriali la vecchia giunta diffuse un comunicato stampa ribadendo la correttezza delle cose fatte (LEGGI QUI) e la stessa consigliera del Pd, Silvia Sciamplicotti, sollecitò subito il sindaco a discutere della vicenda in Consiglio (LEGGI QUI) al fine di eliminare ombre e strumentalizzazioni. Sarebbe stata quella l’occasione per ribattere punto su punto in maniera decisa e invece la risposta di Crestini non ci fu  salvo poi oggi tornare a parlare di quest’argomento in modo aggressivo.

 

Come detto, l’indagine della Corte dei Conti e l’approvazione del bilancio di previsione sono due argomenti che tra loro non hanno alcuna affinità. L’indagine contabile andrà avanti sia se Crestini resterà sindaco sia se dovesse arrivare un commissario prefettizio. Per valutare se la diffusione pubblica della lettera avrà avuto i suoi effetti è sufficiente vedere presenze e assenze nel consiglio comunale convocato per domani (venerdì 13 aprile alle ore 17 - LEGGI QUI) e come voteranno i membri della minoranza.

 

Non si capisce perché Crestini ritenga che il bilancio di previsione fatto dalla sua maggioranza debba per forza essere approvato anche dalla minoranza. C'era forse qualche accordo in tal senso? E chi ha rotto questo accordo? Gli attacchi di Crestini di queste ore dipendono da questo? Se così stanno le cose i cittadini lo devono sapere.

 

Tale quadro ci fa dunque tornare alla mente le parole di Alessandro Di Battista: “L’Italia è una Repubblica fondata sul ricatto politico” e il comunicato stampa del sindaco è un ulteriore ingrediente che va a rendere ancora più torbida l’acqua in cui la politica roccheggiana sembra essersi impantanata. Questo è anche il momento del “chi sa parli” perché i linguaggi cifrati inducono a pensare che a Rocca di Papa si stia camminando su una sottile linea fatta di verità, mezze verità, menzogne, omissioni e segreti.

In una parola: ricatti.  

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