LE GIGANTOGRAFIE DELLA LETTERA DELLA CORTE DEI CONTI: LA BATTAGLIA POLITICA RISCHIA DI COMPROMETTERE L'INDAGINE DELLA PROCURA

April 16, 2018

 

In questi giorni il sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, ha affisso in tutta la cittadina decine di manifesti (alcuni addirittura in formato 3x2) con riprodotta la gigantografia della lettera inviata dalla Procura Regionale della Corte dei Conti (datata 7 marzo 2018 - LEGGILA QUI INTEGRALMENTE) riguardante una verifica amministrativo-contabile su atti compiuti dalle precedenti amministrazioni. Il primo cittadino, insomma, nel pieno della crisi politica scoppiata all’interno della sua maggioranza eletta nel 2016, che ha rischiato di interrompere l’avventura amministrativa anzitempo (GUARDA IL VIDEO QUI e ANCHE QUI), ha utilizzato l’arma della lettera della Procura per portare a conoscenza dei cittadini che “quelli che c’erano prima” ne hanno combinate di tutti i colori. Cosa che sarà sicuramente vera (basta andarsi a rileggere alcuni numeri del Segno degli anni passati) ma la questione è un’altra: essendoci un’indagine in corso da parte della Corte dei Conti, con il suo comportamento (cioè pubblicare una lettera altamente riservata) il sindaco ha provocato o no una sorta di inquinamento dell’indagine stessa?

 

La lettera, infatti, era indirizzata esclusivamente al Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Rocca di Papa (organo terzo rispetto alla Giunta comunale) e non si comprende come possa essere finita tra le carte del sindaco che ne ha fatto l'uso che ne ha voluto. Tanto più che la lettera è un “Decreto di delega istruttoria”, cioè il pubblico ministero ha dato mandato al Presidente del Collegio, tramite atto, di espletare una serie di procedure che vanno dall’acquisizione dei documenti all’individuazione di eventuali responsabilità illecite, fino alla quantificazione del danno erariale. Da questo si comprende che l’indagine è piuttosto delicata e il fatto che l’amministrazione comunale abbia deciso di renderla pubblica, utilizzandola come arma di lotta politica, potrebbe aver davvero rappresentato un problema serio alla sua prosecuzione.

 

Mettiamo il caso che le carte nascondano responsabilità non solo di politici ma anche di dipendenti comunali e che questi stessi dipendenti si trovino nella condizione di fornire al Presidente del Collegio le carte nelle quali potrebbero emergere alcune loro eventuali responsabilità. Il Presidente del Collegio, infatti, potrebbe aver avanzato una richiesta anonima sui motivi per i quali era a richiedere tali documenti. Oggi, invece, quegli stessi dipendenti ne sono venuti a conoscenza. E gli stessi ex amministratori (a cominciare dal sindaco Boccia) potrebbero essere venuti a conoscenza di un’indagine nei loro confronti proprio grazie alla notorietà data dal sindaco al caso. Al momento queste sono delle congetture, rafforzate però da un fatto: la lettera della Corte dei Conti non era indirizzata al sindaco nemmeno per conoscenza. Era indirizzata solo al Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Rocca di Papa. Qualcuno dunque ha aperto questa lettera all’insaputa del Presidente del Collegio? Oppure l’ha fatto dietro autorizzazione del Collegio dei Revisori? È una procedura normale nell’uno o nell’altro caso? Attendiamo anche da parte del Presidente del Collegio di saperne di più.

 

Dal contenuto della lettera, intanto, apprendiamo che il Vice Procuratore Generale, dott. Domenico Peccerillo (che firma la comunicazione), ha precisato che «l’attività svolta» (cioè ricostruire l’iter documentale della vicenda, individuare i responsabili e quantificare il danno, n.d.d.) deve essere condotta «secondo le prescrizioni di cui agli articoli 57, comma 1 […] del Decreto Legislativo n. 174/16». E che cosa dice quest'articolo del Codice di giustizia contabile, entrato in vigore il 7 ottobre del 2016? Che «le attività di indagine del pubblico ministero, anche se delegate agli organi di cui all’articolo 56, comma 1, sono riservate fino alla notificazione dell’invito a dedurre», cosa che, al momento, non ci risulta sia avvenuta ma siamo pronti a darne notizia.

 

Il fatto, dunque, appare piuttosto grave perché l’affissione pubblica di manifesti con la gigantografia della lettera della Corte dei Conti, ha reso noti dettagli delicati di un’indagine ancora in corso, utilizzati per punire le opposizioni che avevano votato no al bilancio di previsione determinando così la grave crisi politica della maggioranza guidata da Crestini. Non solo, il sindaco di Rocca di Papa nel comunicato stampa (LEGGI QUI) dice chiaramente che le opposizioni tentano di salvarsi dall'indagine amministrativo-contabile favorendo l'arrivo di un commissario prefetizio, concetto che aveva sollevato molte perplessità da parte nostra (LEGGI QUI). A questo punto tutto può succedere, anche che la Procura chieda la rimozione d'ufficio dei manifesti e il loro sequestro.

 

C’è un ultimo aspetto da chiarire: i manifesti sono stati pagati dal Comune, cioè da noi cittadini, oppure li ha pagati il sindaco di tasca propria? Un particolare non proprio insignificante.

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