Rocca di Papa esce dalla rete delle biblioteche dei Castelli Romani. Crestini ha scelto la strada dell’isolamento culturale

April 23, 2018

 

Fondato vent’anni fa, il Sistema Bibliotecario Castelli Romani (SBCR)  raggruppa 20 Comuni per un totale di quasi trenta biblioteche, punto di riferimento della cultura castellana in senso generale. Un sistema che ha permesso a oltre 350mila utenti potenziali (100mila quelli che a oggi hanno usufruito dei suoi servizi) di andare oltre le divisioni campanilistiche che per tanti anni hanno condizionato le relazioni tra cittadini e Comuni. Rocca di Papa è stato uno dei Comuni che fin dall’inizio ha creduto alla nascita del Sistema Bibliotecario, diventando nel corso degli anni una delle biblioteche più apprezzate a livello comprensoriale.

 

Una crescita accompagnata passo dopo passo dal Consorzio, almeno fino al 13 aprile scorso, quando il sindaco Emanuele Crestini ha comunicato in appena 8 righe il «recesso del Comune di Rocca di Papa dal Consorzio Sistema Bibliotecario Castelli Romani». Proprio così: recesso.

 

È il primo effetto dell’approvazione di un bilancio fallimentare che si è limitato a tagliare in settori importanti, tra cui cultura e sociale, puntando tutto sull’incasso da multe stradali (autovelox soprattutto) e sulla vendita di beni pubblici. Non solo i beni già messi in vendita dal precedente sindaco Boccia (l’ex scuola di via del Vallone, il magazzino di via Cavour, ecc.) ma aggiungendovene di nuovi (il parcheggio sotterraneo di fronte alla sede del Parco dei Castelli).

 

L’uscita dal Consorzio Bibliotecario è avvenuta in modo repentino e inaspettato, senza alcun confronto con le opposizioni, con le associazioni e con i cittadini che sono i frequentatori abituali della biblioteca di viale Enrico Ferri. Un isolamento culturale di Rocca di Papa dagli altri paesi dei Castelli Romani. Oggi sono tanti i servizi che offre il Consorzio per una spesa abbastanza irrisoria (11.000 euro l’anno, cioè 900 euro al mese): dalla catalogazione dei libri al servizio di consegna dei libri richiesti, dalla stampa di due riviste diventate ormai punto di riferimento della cultura castellana (Vivavoce e Castellinforma) alle pubblicazioni turistiche (tra cui la guida in italiano Borghi e vie dei Castelli Romani, la mini-guide dei Castelli Romani in lingua inglese, francese, spagnola, portoghese, tedesca, russa, e la mappa turistica Le vie e i cammini dei Castelli Romani).

 

Il Sistema Bibkiotecario Castelli Romani oggi conta su oltre 350mila documenti tra libri e audiovisivi (72.300 e-book, circa 6.000 fra giornali e riviste, 8.000.000 di tracce musicali e migliaia di altri documenti digitali) che qualsiasi utente, di qualsiasi Comune consorziato, può consultare. Se un cittadino roccheggiano va nella biblioteca del suo Comune e il libro di cui ha bisogno si trova a Frascati, un servizio di navetta gestito dal Consorzio consente a quel libro di arrivare a destinazione in poche ore. Da gennaio anche questo servizio non sarà più possibile.  

 

La decorrenza del recesso deciso dal sindaco Crestini, infatti, avverrà a partire dal 1° gennaio 2019 e, da questa data, cesseranno sia l’inserimento della biblioteca del Comune di Rocca di Papa nelle rete delle biblioteche dei Castelli Romani, sia qualsiasi rapporto convenzionale stabilito tra quest’ultimo e il Comune di Rocca di Papa. E dire che nel 2012 quando l’allora sindaco Boccia decise di sostituire il personale impiegato del Consorzio con quello locale, noi del Segno cercammo di contrastare quella scelta perché rischiava di ridimensionare il ruolo del nostro paese all’interno dell’unico Consorzio improntato sulla cultura e sul turismo culturale dei Castelli. Ma mai avremmo pensato che qualcuno potesse fare di peggio.

 

Non vorremmo che tale scelta sia stata presa come una sorta di sgambetto al Partito democratico, reo di non aver portato i voti al candidato del Pd scelto da Crestini per la sua campagna alle regionali (LEGGI QUI). Uno sgambetto fatto al presidente del SBCR, Giuseppe de Righi, esponente di primo piano del Pd dei Castelli. Ma se così fosse ci troveremmo di fronte a un regolamento di conti tutto politico, con i cittadini/utenti a pagarne le spese.

 

La decisione è ormai presa ma ci auguriamo che il sindaco di Rocca di Papa possa tornare sui propri passi per il bene dei suoi concittadini e della cultura in generale.

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Dalla parte dei lettori
Andrea Sebastianelli
Direttore Responsabile
Il Segno, che non ha mai usufruito
di finanziamenti pubblici, nasce
nel 2002 per riempire un vuoto:
far conoscere ai cittadini tutte quelle notizie altrimenti destinate a rimanere chiuse nei cassetti dei politici.
Questo è l'impegno che
portiamo avanti ancora oggi.
Leggi qui l'ultimo numero
Il segno ottobre 2019 prima pagina.jpg
Consulta l'archivio online
Il Segno su Facebook
Sostieni la nostra libertà
Inviaci un contributo
Associazione Culturale
Editoriale il Segno
Via dei Monti, 24
00040 Rocca di Papa (Roma)
Banca di Credito Cooperativo
dei Castelli Romani e del Tuscolo
N. IBAN:
IT-12-Q-07092-39230
0000-0011-0977

Also Featured In

    Like what you read? Donate now and help me provide fresh news and analysis for my readers   

© 2023 by "This Just In". Proudly created with Wix.com