Inciucisti di tutta Rocca unitevi!

May 21, 2018

Le ultime vicende amministrative del nostro paese hanno visto la giunta Crestini perdere tre membri della maggioranza ma salvarsi dalla prematura fine grazie alla stampella di un consigliere di opposizione di centrodestra, Danilo Romei, che già in passato avevamo chiamato “stampella” di Boccia.

 

Trascorso l’imbarazzante e pietoso spettacolo di un consiglio comunale non più “casa del popolo” ma “casa loro” perché preso “d’assedio” da parenti e sodali del sindaco, una strana pacificazione pervade la politica rocchiggiana. Da un’intervista del sindaco veniamo a sapere che i dissidenti dentro la maggioranza (passati all’opposizione) erano solo due, Lorenzo Romei e Roberta Carnevali, non a caso nell’intervista accusa solo loro, mentre Massimiliano Calcagni, colui che ha ricevuto gli attacchi più duri dalla giunta, sembra rientrato nelle “grazie” di Crestini.

 

Voci di popolo raccontano strane storie, ma essendo voci non sarò io a dargli credito. Certo, se il presidente del consiglio comunale dopo la strana intervista del sindaco avesse almeno scritto un comunicato ribadendo la sua contrarietà all’amministrazione, si sarebbe tolto dall’imbarazzo e avrebbe tolto noi dal dubbio sull’ennesimo inciucio.

 

Questa strana “pacificazione” sembra coinvolgere tutti i politici, sia quelli dentro l’assise comunale sia quelli fuori. Dopo il silenzio degli ultimi mesi dovuto ai candidati regionali condivisi un po’ da tutti, centrosinistra ufficialmente, centrodestra ufficiosamente, sembra che la politica nostrana abbia siglato un patto di non belligeranza. Di più, tra loro si nota un’armonia mai vista prima. Maggioranza e opposizione, centrodestra e centrosinistra uniti come mai era mai accaduto: caffè, pranzi, cene, foto, abbracci e baci tra loro si sprecano. Se prima c’era soltanto la scappatella elettorale tra Sciamplicotti e Crestini, oggi c’è un vero e proprio tripudio di amorosi triangoli politici.

 

Tutti si sono perdonati tutto e tutti perdonano tutti... proprio tutti? Non proprio, un politico imperdonabile c’è, è una persona che ultimamente è invisa a tutti i politici... la ex vicesindaco Veronica Giannone. Dovrei essere la prima a felicitarmi di questa ostilità nei suoi confronti, un “burrascoso” passato tra noi e ben due cause in corso! In realtà la faccenda mi lascia sconcertata e molto dubbiosa, tante domande mi affollano la mente: come mai nessun consigliere di opposizione l’ha sostenuta? Come mai molti di loro ripetono da mesi che non è credibile? Sanno qualcosa che noi cittadini non sappiamo? Perché non credono alle sue denunce? E poi le accuse: perché non ha parlato prima? Perché c’è stata un anno in giunta? È solo vendetta la sua per essere stata cacciata? Eppure i messaggi tra lei e il sindaco risalgono a marzo 2017, ancora prima del nostro scoop sul suo presunto conflitto di interessi. Messaggi dove lei si dice costretta a rivolgersi alle autorità. Messaggi dove Crestini risponde: «Riposati e non inviarmi più messaggi del cazzo! (testuale)». Ciò che mi lascia perplessa è il perché le stesse accuse non vengono rivolte ai tre dissidenti usciti dalla maggioranza che hanno raccontato le stesse cose: pressioni e intimidazioni (ricatti?) da parte della giunta per farli dimettere, una politica dittatoriale, poco trasparente e senza collegialità, cioè decisioni prese tra pochi fedelissimi del sindaco, immobilismo amministrativo su temi importanti per la città.

 

Ma mentre con loro molti si congratulano invitandoli a continuare la “carriera” politica, la ex vicesindaco viene tacciata di carrierismo politico, di sindrome da primadonna, ricerca di visibilità e brama di potere. Perché una cosa è normale per gli altri e sbagliata per lei? O i rocchiggiani sono tutti misogini, cioè odiano le donne, le donne stesse odiano altre donne... oppure è vero ciò che racconta la piazza: l’inciucio ormai abbraccia tutta la politica rocchiggiana e lei sta rompendo le uova nel paniere: la casta protegge sempre la casta, anche quando la casta è locale.

 

Imprenditori e politici passati e presenti sono “riuniti” in un comitato d’affari? Ah saperlo! I “vecchi affari” ci sono stati? I “nuovi appetiti” sono ancora in corso? Dare spazio a chi ha cose da dire e farsi domande non è un obbligo ma un dovere morale se si vuole informare i cittadini.

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Andrea Sebastianelli
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