Il crollo di via Frascati e i monumenti che, dopo il muro, rischiano di venire giù

June 28, 2018

 

Dopo 180 giorni le macerie stanno ancora lì e i disagi per i cittadini, le attività artigianali presenti lungo via Frascati e per gli automobilisti non sembrano avere fine. L’amministrazione comunale nell’annunciare che nessun accordo è stato raggiunto con i proprietari dell’area sovrastante il muro, ha però detto che a questo punto sarà proprio l’ente pubblico a provvedere al rifacimento del muro in pietra senza specificare altro, né i tempi né i modi.

 

I tre crolli che dalla fine di dicembre 2017 hanno interessato la più importante strada di accesso a Rocca di Papa, riducendola a un’unica corsia con un servizio semaforico alternato che spesso crea lunghe file, hanno però portato alla luce un altro problema, fino a oggi completamente ignorato. Lungo quel muraglione ci sono ben due evidenze architettoniche catalogate dalla Soprintendenza per i beni artistici e storici di Roma una trentina di anni fa.

 

La prima è l’edicola a tempietto dedicata alla Madonna del Tufo, risalente al XIX secolo e realizzata in pietra, gesso e mattoni. Venne commissionata nel 1883 dai coniugi Ballatore come riconoscenza alla Madonna per essersi miracolosamente salvati in seguito alla frana che interessò la scarpata. Questa storia venne mirabilmente raccontata da Gabriele Novelli sul Segno di maggio 2011 (pag. 19), mentre il professor Massimo Introvigne ricostruì proprio la storia dei coniugi Ballatore, Carlo e Rina (Il Segno di marzo 2014, pag. 15). L'edicola è catalogata nei registri del Ministero con il n. 2/208960.

 

La seconda evidenza architettonica è rappresentata dai due pilastri che sorreggono altrettanti vasi in pietra sperone, mirabile esempio di lavorazione locale (N. di catalogo 2/209859). Questo era l’antico portale (che nell’800 aveva anche un cancello in ferro) da cui si entrava a Rocca di Papa provenendo da Squarciarelli. Nelle colonne, inoltre, sono incastonati due blocchi di basalto, lo stesso materiale delle basole della Via Sacra di monte Cavo. Un monumento nel monumento. Peccato che simili opere d’arte a Rocca di Papa sembrano dimenticate e nessuno ci faccia più caso. Le colonne dell’antico ingresso sembrano oggi un ingombrante arredo mentre necessiterebbero di un restauro e di una valorizzazione.

 

Qui emerge una delle questioni importanti su cui si sta discutendo perché nelle schede della Soprintendenza la condizione giuridica del monumento è classificata con la dicitura: «di pertinenza del Comune». Se l’edicola è di pertinenza del Comune, come ha scritto la Soprintendenza , verrebbe da pensare che anche il muro lo sia, ma questa è una discussione che non ci compete visto che va avanti da troppi mesi.

 

Fatto sta che i due monumenti catalogati corrono oggi il rischio, come l’intero muraglione, di venire giù, in assenza di interventi urgenti e risolutivi. Addirittura l’edicola di fine Ottocento è ancora in piedi grazie a un’improvvisata palettatura realizzata dopo il crollo di dicembre, altrimenti sarebbe venuta giù da un pezzo. Non sappiamo al momento se l’amministrazione comunale abbia messo al corrente il Ministero dei beni architettonici di quanto accaduto e se nel confronto nato con la Regione Lazio (tramite la società Astral che gestisce via Frascati) e i privati, sia stato affrontato il nodo del restauro dell’edicola votiva e delle stesse colonne le cui condizioni continuano a destare preoccupazione. Uno dei vasi sovrastanti, infatti, presenta da tempo delle crepe e chissà che il crollo del muro non ne abbia determinato un peggioramento. Infatti, affacciandosi da via Lucatelli si può notare che il muraglione appare slegato da questo piano stradale di qualche centimetro. Segno che l’emergenza è tutt’altro che superata visto il ritardo con cui si sta procedendo per il ripristino della sicurezza e della normalità. E un temporale estivo, di quelli copiosi e improvvisi, potrebbe avere conseguenze irrimediabili.

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