Innalzare i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici? I Comitati ambientali dei Castelli scrivono al governo e chiedono chiarimenti

June 29, 2018

 

Prevenire è meglio che curare. Quante volte abbiamo sentito ripetere questo slogan salvo poi rendersi conto che, quando c’è di mezzo la politica e le lobby più potenti, le cose accadono sempre prima che le si sappia? A confermare l’importanza di prevenire ci ha pensato uno dei comitati ambientalisti più attivi sulla scena dei Castelli Romani, il “Comitato di Tutela Monte Porzio Catone” che si occupa principalmente di elettrosmog grazie all’azione incisiva dei suoi membri e di Stefano Gallozzi in particolare.

 

Che cosa hanno scoperto?

 

Che presso il Ministero dell’Ambiente si starebbe lavorando su un documento (datato 18 aprile 2018) che innalzerebbe i limiti di esposizione alle onde elettromagnetiche passando dall’attuale limite dei 20/Vm ai 28/Vm per equiparare i limiti italiani a quelli europei.

 

LEGGI QUI LA BOZZA DEL DECRETO CHE INNALZA I LIMITI DI LEGGE

 

Per il momento ci troveremmo in una fase preparatoria di quello che, senza le opportune opposizioni, potrebbe ben presto diventare un DPCM, ossia un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che sostituirebbe quello firmato a suo tempo dall’ex premier Berlusconi (2003) e che stabiliva il limite attuale di 20/Vm. Scrivono i Comitati (una decina quelli che hanno aderito all’allarme): «Siamo venuti a conoscenza, alcuni giorni fa, che il Ministero dell’ Ambiente ad aprile aveva preparato una bozza di DPCM per l’innalzamento dei valori limite per i campi elettromagnetici e vi scriviamo per chiedervi di abbandonarla completamente perché gli attuali limiti di legge devono essere piuttosto significativamente abbassati per tutelare la salute pubblica e l’ambiente».

 

LEGGI QUI IL COMUNICATO STAMPA DEI COMITATI

 

Appena Stefano Gallozzi ha portato alla luce tale bozza si è ovviamente aperta una grande discussione, soprattutto tra gli attivisti 5 Stelle dei Castelli Romani che da anni si battono contro l’inquinamento elettromagnetico che diventa sempre più intollerabile a causa dell’aggiunta dei ripetitori della telefonia mobile che stanno invadendo anche aree già ad alta concentrazione come Rocca di Papa e Monte Compatri.

 

LEGGI QUI L’ARTICOLO SULLO STUDIO DEL DOTTOR MARINELLI (CNR)

 

 

LEGGI QUI L'ALLEGATO B DELLA BOZZA CHE PREVEDE L'AUMENTO DEI LIMITI DI LEGGE

 

Il consigliere regionale dei 5 Stelle, Marco Cacciatore, è intervenuto su Facebook in modo deciso sostenendo che «Chiunque io abbia sentito tra i parlamentari (dei 5 Stelle, n.d.d.) nega di aver sentito parlare di una simile soluzione, che come è evidente e avevo paventato, se esiste viene dal precedente governo. Pertanto mi sentirei di affermare che non mi pare all’orizzonte l’intenzione di cui sopra, auspicando di non esser smentito, garantendo impegno per monitorare, ma anche invitando alla maggior parsimonia possibile quando le informazioni non sono confermare né concretamente confermabili».

 

In attesa di sapere se effettivamente la bozza del decreto sia quella pubblicata da Gallozzi oppure no, gli attivisti dei Comitati ambientali però, forti del detto popolare “meglio prevenire che curare”, hanno comunque deciso di scrivere al Governo al fine di ricevere rassicurazioni in merito, affiancando la lettera con una petizione nella quale chiedono che «i valori limite di campo [vengano] drasticamente ridotti (non certo aumentati): un primo semplice passo che il Governo può intraprendere in questa direzione è cancellare immediatamente l’articolo 14 del Decreto Sviluppo “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (DL n° 179 del 18/10/2012 pubblicato sulla G.U. n° del 19/10/2012), che impone una misurazione dei campi elettromagnetici su una media di 24 ore (valore arbitrario), anziché su 6 minuti (valore basato su motivazioni biologiche). Per tutelare appieno la salute pubblica -concludono i Comitati di tutela ambientale- si rende indispensabile attuare quanto indicato dalla Raccomandazione 1815 dell’Assemblea Plenaria del Consiglio d’Europa del 2011, volta ad un abbassamento dei limiti di legge a 0,6 V/m nell’immediato e a 0,2 V/m sul lungo termine».

 

COME FIRMARE L'APPELLO

A TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA

Per chi volesse aderire all’appello firmando la petizione,

basta cliccare QUI

 

 

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