Crestini fa scena muta all’assemblea dei sindaci del Sistema Bibliotecario. Tutti discutono ma lui non dice una parola. LEGGI L’INCREDIBILE VERBALE

C’è un documento che certifica l’inadeguatezza di Emanuele Crestini a ricoprire il ruolo di primo cittadino di Rocca di Papa. È il verbale dell’assemblea dei sindaci (reso noto in questi giorni) del Sistema Bibliotecario Castelli Romani (SBCR) tenutasi il 16 maggio 2018, poche settimane dopo la decisione dell’amministrazione roccheggiana di uscire dal consorzio che gestisce le biblioteche di circa venti comuni dei Castelli, tra cui quella di viale Enrico Ferri.

 

Per chi non conoscesse la vicenda facciamo un breve riepilogo. Il 13 aprile 2018 Crestini, senza che vi fosse stata una discussione in merito, scrive al Consorzio SBCR. Poche righe per comunicare la decisione del Comune di recedere dal Sistema consortile a partire dal 1° gennaio 2019, senza fornire alcuna motivazione. Nella stessa lettera Crestini avvisa che «seguirà la conferma del recesso, che sarà effettuata a mezzo di raccomandata inviata almeno sei mesi prima rispetto all’inizio del prossimo anno finanziario».

 

LEGGI QUI LA LETTERA INVIATA

DA CRESTINI IL 13 APRILE 2018

 

L'annunciata seconda comunicazione, quindi, sarebbe dovuta essere spedita entro lo scorso mese di giugno ma non sappiamo se effettivamente ci sia stata o se invece Crestini abbia deciso di tornare sui suoi passi. A giudicare dalla netta smentita a una nostra notizia circa il suo ripensamento (LEGGI QUI), ci verrebbe da dire di no ma con Crestini tutto è possibile, essendo colpito da una grande malattia, la “Fonzite acuta”. Ricordate Fonzie di Happy Days? Quando sbagliava non riusciva mai a dire: “Ho sbagliato”. Ci provava ma niente, non ci riusciva proprio. Stessa cosa fa Crestini: quando prende una cantonata non tollera che qualcuno glie lo faccia notare e pretende che sull’argomento cali il silenzio perché lui non può ammettere di aver sbagliato. Insomma, una lettera di scuse di Crestini sarebbe il minimo, soprattutto nei confronti dei tanti utenti della biblioteca di Rocca di Papa che usufruiscono dei buoni e utili servizi offerti dal SBCR per un costo tutto sommato irrisorio: circa 11.000 euro l’anno.

 

IL GIORNO DELL'ASSEMBLEA DEI SINDACI

La riunione si è svolta una ventina di giorni dopo la lettera inviata da Crestini. Quale occasione migliore per spiegare in quella sede istituzionale i motivi per i quali Rocca di Papa voleva uscire dal Consorzio? E invece no. Crestini, presente all’assemblea, ha fatto scena muta. Non ha profferito parola. Mutismo assoluto. Immaginiamo i pensieri degli altri sindaci presenti: ma come? Dopo tutto ‘sto casino questo non dice niente? Sta zitto? Proprio così: Crestini non ha spiccicato parola. A differenza degli altri primi cittadini che hanno, tutti, preso la parola per esprimere il loro pensiero sul Sistema consortile, sulla sua gestione, sulle biblioteche e sul nuovo servizio di gestione turistica.

 

Oltre a Crestini, erano presenti Milvia Monachesi (sindaca di Castel Gandolfo), Nicola Marino (Albano Laziale), Roberto Mastrosanti (Frascati), Daniele Lorenzon (Genzano), Luciano Andreotti (Grottaferrata), Luigi Galieti (Lanuvio), Marco De Carolis (Monte Compatri), Emanuele Pucci (Monte Porzio Catone), Alberto Bertucci (Nemi), Damiano Pucci (Rocca Priora) e altri delegati tra cui Marcello Pontecorvi (Velletri).

 

A presiedere l’assemblea il presidente del SBCR, De Righi. In discussione c’è anche il rendiconto di gestione 2017 che ottiene 15 voti favorevoli (compreso Crestini) e un astenuto (il delegato di Monte Compatri). Sull’ultimo punto, variazioni statutarie, prendono la parola nell’ordine: Lorenzon, sindaco di Genzano, il quale manifesta le sue perplessità circa il volersi configurare il Consorzio anche come ente turistico. Poi intervengono i sindaci di Albano e Castel Gandolfo, seguiti da quello di Frascati, Mastrosanti, il quale tra le altre cose dice: «La necessità avvertita dai sindaci, specie gli ultimi arrivati, è quella di avere un quadro più chiaro, una progettualità che li aiuti a capire qual è il loro ruolo in tutto questo. Se viene tutto gestito a un livello troppo “alto”, si cade in uno scollamento rispetto ai Comuni, che finora sono rimasti un po’ troppo solo “osservatori” di tutto il processo».

 

Al che la proposta del sindaco di Frascati è quella di fare uno sforzo progettuale concreto: capire, con un indirizzo politico comune, cosa si vuole che faccia il sistema bibliotecario. Quale assist migliore per permettere a Crestini di spiegare anche i suoi dubbi sull’adesione al Consorzio bibliotecario? E invece niente, lui rimane impassibile, in silenzio. Sembra quasi di leggere nei suoi pensieri la fatidica frase “Ma che ci faccio qui?” di letteraria memoria.

 

Poi interviene di nuovo il sindaco di Albano, seguito rispettivamente da quello di Nemi, dalla delegata di Marino, dal primo cittadino di Lanuvio, da quello di Rocca Priora, dai delegati di Velletri e Monte Compatri, dal sindaco di Grottaferrata.

 

“Adesso vedrai, prenderà la parola e dirà ciò che pensa del Consorzio!” avranno pensato i cittadini di Rocca di Papa intervenuti numerosi per conoscere finalmente i dubbi di Crestini visto che qualche settimana prima aveva comunicato la decisione di revocare l’adesione al Sistema Bibliotecario dei Castelli Romani scatenando numerose proteste tra i cittadini. E invece niente, non pervenuto. Solo una patetica e incomprensibile scena muta, come se spiegare le ragioni della sua scelta di uscire dal Consorzio fosse una questione personale e non invece una questione collettiva a cui dover dare delle spiegazioni pubbliche nell’unico luogo idoneo in cui farlo (oltre al consiglio comunale): l’assemblea dei soci. A questo punto il dubbio è che forse le ragioni non le conoscesse nemmeno lui.

 

Può una comunità di persone essere rappresentata in questo modo nell’ambito di un’assemblea dei sindaci chiamati a discutere sul ruolo, l’organizzazione e la gestione di un sistema da cui dipende il primo passo delle politiche culturali? Può una comunità restare in balìa dei silenzi del suo primo cittadino che, se non fosse stato per Il Segno, non sarebbe mai venuta a conoscenza della improvvisa lettera di recesso inviata al Consorzio? No, non può. Da qui l’inadeguatezza a ricoprire il ruolo di primo cittadino, un’inadeguatezza conquistata tutta sul campo.

 

 

LEGGI QUI IL VERBALE DELL’ASSEMBLEA

DEI SINDACI DEL 16 MAGGIO 2018

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