Il giallo delle dichiarazioni di Crestini sugli abbattimenti, sparite dopo un’ora. E sulle perimetrazioni gioca con le parole

July 12, 2018

Leggete bene queste dichiarazioni virgolettate: «Stiamo lavorando sodo come amministrazione comunale per demolire tutti gli edifici abusivi del territorio, dice il sindaco Emanuele Crestini, nei prossimi giorni inizieranno alcune demolizioni volontarie in varie zone del paese da parte dei trasgressori, per altre verranno valutate situazioni diverse, secondo le disposizioni di legge attuali e le indicazioni della magistratura».

 

Queste parole del primo cittadino di Rocca di Papa sono state pubblicate sul sito Internet di uno dei giornali più autorevoli della nostra provincia, Il Caffè dei Castelli Romani. Parole che hanno ovviamente scatenato le preoccupazioni di centinaia di famiglie incappate nella procedura di acquisizione, e soprattutto del presidente del Comitato Pro Case, Alessio Iadecola, il quale attraverso un video-messaggio ha chiesto chiarimenti all’amministrazione comunale circa le annunciate demolizioni di tutti gli edifici abusivi. Stiamo parlando di centinaia di manufatti, alcuni dei quali unica abitazione per gli occupanti. Giuste quindi le preoccupazioni manifestate da Iadecola nel tentativo di conoscere i criteri che verranno utilizzati per decidere quali abbattere e quali no.

 

Appena il video di Iadecola ha cominciato a girare in Rete riportando le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Rocca di Papa al Caffè, l’articolo (firmato genericamente “La redazione”) veniva rimosso e sostituito con uno molto più soft e, soprattutto, senza il virgolettato attribuito al sindaco Crestini. Che cosa è accaduto? Il sindaco ha inviato una rettifica? E allora perché non vi è traccia? Ha sbagliato il redattore del Caffè? E dove le ha prese quelle dichiarazioni? Di solito quando si chiede di smentire o rettificare una notizia, questa viene inserita sotto l’articolo chiarendo i punti oggetto della contestazione. Nel nostro caso, invece, nulla di tutto questo. Il primo articolo dal titolo «Iniziate le demolizioni degli edifici abusivi a Rocca di Papa» è stato semplicemente rimosso e sostituito. Altre domande sorgono spontanee: le dichiarazioni riportate a nome del sindaco di Rocca di Papa erano vere o no? Come sono state ottenute dalla redazione del Caffè? Il sindaco le ha poi smentite? E dov’è la smentita?

 

La questione non è di poco conto perché nelle prime dichiarazioni Crestini afferma che tutte le abitazioni saranno abbattute salvo dire il giorno dopo, attraverso un comunicato stampa, l’esatto opposto, cioè che per il momento si tratta di abbattimenti volontari messi in atto dai trasgressori (presumibilmente edifici non finiti e non abitati), e soprattutto dichiara di stare dalla parte dei cittadini incappati nella procedura di acquisizione annunciando l’approvazione in consiglio comunale delle perimetrazioni, strumento che -stando al comunicato stampa- «PUÓ contribuire a risolvere il grande problema che stanno vivendo quotidianamente molte famiglie che hanno trovato nella costruzione di una casa irregolare l’unica soluzione alle proprie esigenze abitative, in un contesto amministrativo in cui il Piano Regolatore non è più conforme alla realtà di Rocca di Papa», concludendo che «il nostro impegno è rivolto a tutelare l’interesse e i diritti di tutti i cittadini di Rocca di Papa, e quindi anche di quelli coinvolti nella questione abusivismo, per i quali stiamo lavorando e vagliando possibili soluzioni in un’ottica di rientro nella regolarità». Come vedete parole differenti da quelle espresse nel primo articolo apparso sul Caffè e poi rimosso.

 

Le parole sacrosante di Crestini, che ricalcano quelle che Iadecola va dicendo da mesi, tranquillizzano le 189 famiglie incappate nella procedura, anche se su queste 189 pratiche una scrematura andrebbe comunque fatta, visto che all’interno potrebbero esserci anche case non di prima necessità ma magari affittate in nero, oppure attività commerciali costruite senza i permessi necessari, o addirittura case nemmeno accatastate presso l’Agenzia del territorio, le cosiddette “case fantasma”. Insomma, cominciare a fare chiarezza sulle 189 pratiche sarebbe già un grosso passo in avanti, perché il rischio è che nella tutela (giusta) di chi ha costruito per necessità, ci finisca anche chi ha costruito per speculare. Questa dovrebbe essere la prima discriminante che l’amministrazione comunale dovrebbe adottare per fare una scelta.

 

PERIMETRAZIONI IN ARRIVO

Poi c’è la questione delle perimetrazioni. Le parole del sindaco, se lette con attenzione, dicono che le perimetrazioni «POTREBBERO contribuire a risolvere il grande problema». Su quel «potrebbero» si possono costruire castelli altroché casette! Il sindaco, ovviamente, sa benissimo che le perimetrazioni da sole non possono risolvere, né dal punto di vista penale né da quello urbanistico, le pratiche di acquisizione arrivate a conclusione. Sono certamente uno strumento utile per la programmazione del territorio e per fare in modo che Rocca di Papa aggiorni finalmente il suo Piano Regolatore (fermo al 1974). Su questo siamo pienamente d’accordo con Crestini quando dice che le «famiglie hanno trovato nella costruzione di una casa irregolare l’unica soluzione alle proprie esigenze abitative, in un contesto amministrativo in cui il Piano Regolatore non è più conforme alla realtà di Rocca di Papa», ma far passare le perimetrazioni come la soluzione delle 189 acquisizioni non solo è azzardato ma è anche falso. Con le paure e le aspettative di tante famiglie non si gioca con le parole.

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