Occupazioni abusive delle case popolari L’Ater multa ma il Comune non notifica

July 16, 2018

A Rocca di Papa esistono case popolari gestite dall’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale pubblica della Provincia di Roma (ATER). Ogni due anni questo ente effettua un censimento per verificare se chi occupa gli appartamenti ne abbia effettivamente diritto, diffidandolo qualora si ravvisino occupazioni abusive.

 

Lo scorso 2 novembre 2017 il consigliere comunale Ottavio Atripaldi ha protocollato un’interrogazione nella quale chiede al sindaco di Rocca di Papa se ha adempiuto a quanto chiesto dall’ATER circa l’emissione della sanzione prevista per il rilascio degli alloggi occupati senza titolo in via della Portella (Campi d’Annibale).

 

L’amministrazione comunale, infatti, deve intervenire dopo la segnalazione dell’ATER nei casi in cui è prevista l’emissione di una sanzione pecuniaria stabilita dalla normativa vigente. Tale sanzione deve essere inviata dagli uffici comunali alla persona risultata essere un occupante senza titolo. Nel caso portato all’attenzione pubblica da Atripaldi, si legge che “nonostante sia trascorso diverso tempo (un anno e mezzo, n.d.d.), non sembra che siano state elevate sanzioni al riguardo, né intraprese iniziative atte e recuperare il possesso degli immobili ancora occupati abusivamente”. La questione è piuttosto spinosa perché tra le persone oggetto della diffida dell’ATER vi è anche uno stretto parente di un assessore della giunta Crestini, il quale pare abbia sì lasciato l’appartamento dopo che l’ATER lo ha diffidato ma al quale non è ancora chiaro se l’amministrazione comunale abbia inviato o no la sanzione prevista.

 

Perché una cosa deve essere chiara: anche se chi occupa senza diritto una casa a un certo punto decide di lasciarla, la sanzione rimane seppur decurtata dell’80% nei casi in cui l’abbia lasciata entro 60 giorni dal ricevimento della lettera. Le cifre in questione non sono proprio briciole, anzi. La legge prevede multe che vanno da un minimo di 45.000 euro a un massimo di 65.000 euro. La cosa strana è che il parente dell’assessore roccheggiano avrebbe ricevuto una comunicazione formale dell’ATER il 15 luglio 2016 e, a distanza di un anno e mezzo, un consigliere comunale chiede al sindaco i motivi per cui “non sembra che siano state elevate sanzioni al riguardo”. Nella stessa lettera Atripaldi ricorda al sindaco “che la non esecuzione o proposizione di alcuna attività (cioè non emettere una sanzione prevista dalla legge, n.d.d.) potrebbe configurare un grave danno erariale ed un omissione in atti d’ufficio”.

 

In attesa di sapere dal sindaco e dalla segretaria comunale se le sanzioni sono state inviate oppure no ai destinatari, e se le stesse sono state notificate nei tempi previsti, ci dispiace dover sottolineare che spesso le stesse regole non valgono per tutti i cittadini. La legge dovrebbe essere uguale per tutti ma sempre più spesso qualcuno sembra più uguale degli altri.

 

Il sindaco di Rocca di Papa, per esempio, di fronte alla questione delle acquisizioni delle case abusive ha sempre detto che lui non può disattendere quanto previsto dalla legge per non incappare nel reato di danno all’erario, e infatti senza perdere tempo ha chiesto l’affitto a una ventina di cittadini che hanno costruito una casa abusiva. Non si capisce perché, invece, nel caso delle case popolari portato alla luce da Atripaldi abbia, nel migliore dei casi, proceduto con estrema lentezza.

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