Oltre 1.200 firme contro l’innalzamento dei limiti all’elettrosmog e l’installazione del 5G i cui effetti disastrosi sulla salute umana cominciano a manifestarsi

July 17, 2018

Ha superato le 1.200 firme la petizione online promossa da diversi comitati per la tutela dell’ambiente dei Castelli Romani contro l’innalzamento dei limiti di esposizione alle onde elettromagnetiche che, stando a una bozza resa nota da una fonte interna al Ministero dello Sviluppo Economico, passerebbero dall’attuale limite dei 20/Vm ai 28/Vm. La bozza portata alla luce da Stefano Gallozzi, attivista del “Comitato di Tutela Monte Porzio Catone” che si occupa principalmente di elettrosmog, pone l’allarme principalmente sulla nuova tecnologia 5G (per l’uso dei cellulari), «la quale -si legge sul testo della petizione lanciata su change.org- dovrebbe essere soggetta a valutazioni di impatto sanitario e ambientale preventive con analisi dei costi economici e sociali pubblici derivanti da eventuali impatti biologici indotti».

 

C'è da dire che il Movimento 5 Stelle, per voce di alcuni esponenti ragionali, ha già fatto sapere che tale bozza non è all'esame del Ministero e che quindi può intendersi superata (se mai sia effettivamente stata prodotta da qualcuno) ma l'allarme tra gli ambientalisti rimane alto, visto che su questi temi gli interessi sono molti e quindi non mancano i tentativi di alzare limiti e favorire l'impiantazione di nuove tecnologie i cui effetti sull'uomo non sono ancora del tutto noti.

 

Alla petizione, avviata da un paio di settimane, hanno già risposto 1.202 persone che chiedono al governo in carica tre cose.

La prima: «stralciare immediatamente qualsivoglia bozza di decreto legge volto all’adeguamento degli attuali limiti di legge italiani alle raccomandazioni europee».

 

La seconda: «recepire gli studi scientifici più recenti (molti dei quali prodotti da scienziati italiani) per abbassare i limiti di esposizione alla radiofrequenza per la popolazione italiana secondo la Raccomandazione dell’Assemblea Plenaria del Consiglio D’Europa N. 1815 del 2011 a 0,6 V/m nell’immediato».

 

La terza: «sospendere qualsiasi forma di sperimentazione tecnologica del 5G nelle città italiane in attesa della produzione di sufficienti evidenze scientifiche per giudicarne l’innocuità e in attesa della modifica rigorosamente precauzionale degli attuali limiti italiani per i campi elettromagnetici».

 

In uno degli ultimi aggiornamenti sulla petizione in corso, il “Comitato di Tutela Monte Porzio Catone” ha postato due articoli dell’8 e del 12 luglio 2018 in cui si dà notizia che “I Vigili del fuoco di San Francisco (Sacramento - Stati Uniti) hanno evidenziato problemi di perdita della memoria e confusione dopo l’installazione di un apparato 5G fuori della loro caserma. Gli stessi Vigili del fuoco hanno poi confermato che l’interruzione dei sintomi si è avuta non appena l’apparato 5G è stato spostato”. Gli articoli sono apparsi sul sito del quotidiano americano YourNewsWire.com (ecco il link del PRIMO ARTICOLO; ed ecco il link del SECONDO ARTICOLO. Soprattutto quello dell’8 luglio parla esplicitamente delle conseguenze disastrose per la fertilità umana che avrebbe la tecnologia 5G.

 

Per questo motivo i comitati rinnovano l’appello e invitano tutti, ma proprio TUTTI, a firmare visto che in Italia stanno partendo le prime sperimentazioni (una di queste si terrà nella città di Matera) ed è necessario evitare che accada quello che è avvenuto a Sacramento in U.S.A. «Prevenire -dicono- è la parola che dobbiamo sempre tenere presente affinché si possa intervenire prima che le cose pericolose accadano».

 

Chi non ha ancora firmato, può farlo QUI.

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