Crestini-Litta (Pd) e il progetto di costruzione al Casalaccio

July 20, 2018

Ricordate la vicenda dell’attuale segretario cittadino del Pd che, appena eletto, venne chiamato dal sindaco Crestini a lavorare al Comune di Rocca di Papa? Poi non se ne fece più niente soprattutto grazie ai nostri articoli che fecero tornare sui propri passi sia Crestini sia lo stesso segretario Litta, in considerazione del fatto che il Pd a Rocca di Papa dovrebbe stare all’opposizione.

 

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Crestini il 26 luglio 2017 chiamò Massimo Litta, all’epoca dipendente del Comune di Grottaferrata, per le esigenze dell’ufficio urbanistica di Rocca di Papa, uno dei settori più delicati e spesso nell’occhio del ciclone per i più grandi progetti edificatori degli ultimi anni. Ebbene, recentemente siamo venuti a conoscenza di un nuovo documento che potrebbe ulteriormente aggravare la posizione di Litta visto che, a distanza di quasi un anno, nessuno ha ancora chiarito come sia stato possibile che Crestini abbia richiesto proprio lui per lavorare in posizione di comando a Rocca di Papa. Crestini non ha mai spiegato il perché di questa scelta. Litta si è sempre trincerato dietro la frase: a breve chiarirò tutto. Senza mai farlo.

 

Che cosa abbiamo scoperto? Che due mesi prima della famosa chiamata di Crestini, la famiglia del segretario Pd scriveva al sindaco di Rocca di Papa per ottenere il via libera a un progetto edificatorio relativo a un immobile in zona Casalaccio, al confine con Grottaferrata. Nella lettera, datata 31 maggio 2017, la famiglia Litta chiede a Crestini, in via preliminare, una manifestazione d’interesse affinché si possa procedere con un vero e proprio piano integrato per il ripristino ambientale e il riordino delle periferie. In ballo vi è la realizzazione di un progetto edificatorio nella proprietà dei Litta-Spalletta di circa 380 metri quadrati per un totale di duemila metri cubi di cemento. In cambio dell’accettazione preliminare del piano di recupero, i Litta promettono opere di urbanizzazione visto che in questa zona i servizi sono piuttosto carenti, ridotta viabilità e scarsa presenza di parcheggi pubblici.

 

La lettera viene protocollata dal Comune e inviata all’ufficio urbanistica per le opportune valutazioni tecniche. Lo stesso ufficio nel quale, due mesi dopo, Crestini chiama a lavorare Massimo Litta, chiedendolo in “prestito” al suo collega di Grottaferrata. La zona d’ombra del rapporto tra Crestini e Litta, dunque, si arricchisce di nuovi particolari che necessitano di chiarimenti e delucidazioni visto che Litta continua a ricoprire il ruolo di segretario Pd la cui azione nei confronti dell’attuale giunta appare a dir poco imbarazzante. Assenza di critiche, assenza di informazione, assenza di un minimo di opposizione che un partito ridotto al 18% dovrebbe pur mettere in campo per recuperare un po’ di voti. E invece niente, il Pd sembra non esistere né in Consiglio né fuori.

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