Crestini e Bruno Fondi cercano la strada per estromettere Roberta Carnevali. In scena il solito metodo: chi non si allinea la deve pagare!

August 23, 2018

In pieno clima ferragostano il sindaco di Rocca di Papa tenta l’ennesimo colpo basso: far fuori dal consiglio comunale Roberta Carnevali (classe 1989), eletta due anni e mezzo fa nella lista “Aperta Mente” con 91 voti e successivamente passata all’opposizione dopo le pesanti critiche rivolte dallo stesso Crestini a tre consiglieri (oltre a Carnevali anche Massimiliano Calcagni e Lorenzo Romei), che chiedevano di essere coinvolti nelle scelte amministrative. Troppo per uno come Crestini che le decisioni le vuole prendere da solo.

 

Dopo l’attacco al presidente del consiglio comunale Calcagni attraverso il suo organo informativo, Crestini trovò la sponda del consigliere di minoranza di centrodestra, Massimo Grasso, che presentò una mozione di sfiducia contro Calcagni destinata miseramente a fallire per inconsistenza e insussistenza. Adesso, a distanza di quasi un anno, è la volta della giovane consigliera Roberta Carnevali, la cui sfiducia sarebbe giustificata da una serie di assenze in consiglio. Perché mai la Carnevali avrebbe mancato alcune sedute di consiglio? Per andare in vacanza? Per partecipare a qualche ballo in maschera? Certo che no! Semplicemente Roberta Carnevali è un ingegnere edile e, dovendo seguire un corso di specializzazione ambientale promosso da una delle più grandi organizzazioni del mondo, non poteva prendere parte al consiglio comunale. Lo ha chiarito nell’ultimo consiglio comunale Lorenzo Romei e, in un paese normale, l’intero consiglio avrebbe rivolto un elogio a una sua giovane consigliera per aver intrapreso questo percorso professionale che dà vanto a Rocca di Papa. E invece no, la maggioranza ha pensato bene di avviare un anomalo iter per chiedere la decadenza da consigliere comunale della Carnevali.

 

A firmare questa mozione, stando alle ultime indiscrezioni, sarebbe Bruno Fondi, fedelissimo di Crestini. Una mozione destinata all’ennesimo fallimento, segno evidente della deriva politica di una maggioranza ormai irriconoscibile e rimasta in piedi solo grazie a un consigliere di centrodestra (Danilo Romei) passato con Crestini. Anche se tale mozione dovesse essere approvata, sarà il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) a rimettere le cose a posto. Che Crestini possa pensare di risolvere in questo modo farsesco la sua crisi politica ci può stare, ma che ci metta la faccia uno come Bruno Fondi fa quasi tenerezza. Caro Bruno Fondi, ma lei il regolamento comunale per estromettere un consigliere comunale lo ha letto? Credo proprio di no perché seppure è contemplata la possibilità di decadenza per assenza, manca una cosa che si chiama procedura e, in casi gravi come la decadenza di un consigliere comunale, la procedura è sostanza: basta un solo consigliere per chiedere la decadenza o ne serve più d’uno? La mozione deve essere approvata a maggioranza assoluta o relativa? Anche perché la decadenza non è automatica ma, come detto, bisogna applicare una procedura, che semplicemente non esiste. Per esempio: alla consigliera Carnevali è stata inviata una lettera/diffida invitandola a dare spiegazioni circa la sua assenza? E chi deve inviare tale comunicazione? Il sindaco? Certo che no! Il presidente del consiglio comunale? Certo che sì! E, per quello che ci risulta nessuna diffida è stata mai inviata a Roberta Carnevali.

 

L’istituto della decadenza per mancata partecipazione alle sedute è previsto dall’art. 43, comma 4, del decreto legislativo n. 267/2000 che demanda allo statuto comunale la relativa disciplina, “garantendo il diritto del consigliere a far valere le cause giustificative”, tra cui “la facoltà di far valere le cause giustificative delle assenze nonché fornire eventuali documenti probatori” (fonte: Ministero dell’Interno).

 

Perché allora Bruno Fondi avrebbe deciso di diventare l’artefice di questo irrituale sgambetto politico? Non solo, se il buon Fondi approfondisse un po’ (mica tanto) la materia si accorgerebbe che, di norma, i TAR tendono a sospendere questi provvedimenti di decadenza a meno che tale decadenza venga motivata da condanne gravi a cui sono incappati i consiglieri oggetto della sfiducia. Pensate che in Italia a volte è difficile persino far decadere consiglieri condannati per associazione mafiosa! Anche perché c’è un secondo aspetto che di solito i giudici amministrativi tendono a tutelare: il voto degli elettori. Una persona diventa consigliere perché scelto dai cittadini e intervenire in modo forzoso con una decadenza che non ha alcun presupposto né giuridico né di opportunità, è illogico oltre che inusuale.

 

Quindi, se il consigliere Bruno Fondi confermerà la volontà di portare a votazione la sua mozione, avverrà una cosa molto semplice: il TAR concederà una sospensiva fissando l’udienza per le motivazioni magari fra tre anni, cioè quando l’intero consiglio sarà già decaduto. La Carnevali quindi resterà al suo posto e a Bruno Fondi (e ai consiglieri che con lui voteranno la mozione) spetterà farsi carico della pessima figura (e speriamo anche dei soldi che serviranno al Comune per difendere davanti al TAR la sua posizione).

 

Ecco perché, nel nostro caso, questa annunciata mozione contro Roberta Carnevali fa veramente ridere dimostrando ancora una volta l’inadeguatezza di una maggioranza che invece di risolvere i problemi concreti dei cittadini (a cominciare dal muro crollato di via Frascati i cui resti giacciono a terra da ben 8 mesi!) pensa solo a mettere in piedi squallidi giochi per liberare poltrone. Crestini, infatti, punta a far entrare in consiglio al posto della Carnevali la prima dei non eletti della lista “Aperta Mente”, Paola Trinca, già cittadina delegata per il quartiere Vivaro e ritenuta altra fedelissima di Crestini. A ragionarci bene, però, la richiesta di far decadere Roberta Carnevali una sua giustificazione ce l’ha. Crestini vinse le elezioni con lo slogan «Semplici cittadini per cambiare Rocca di Papa», e Roberta Carnevali essendo un ingegnere edile (oltre che persona con una vasta cultura) non è una semplice cittadina ma una professionista con un suo curriculum. Tutti elementi che Crestini non tollera proprio, lui vuole solo signorsì e, possibilmente, senza competenze.      

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