A ROCCA DI PAPA REGNA IL SILENZIO - Elettrosmog e tumori, anche l’Istituto Ramazzini di Bologna conferma i danni alla salute prodotti dalle radiofrequenze. E con il 5G si salvi chi può!

September 13, 2018

Un nuovo allarme elettrosmog sta per incombere sulle nostre teste. Dopo lo studio di Fiorenzo Marinelli, ricercatore del CNR di Bologna, che sei anni fa studiò gli effetti delle onde elettromagnetiche dei ripetitori radio-tv di monte Cavo sulle cellule vive collocate presso la scuola media di Rocca di Papa (LEGGI QUI), adesso è arrivato lo studio condotto dall’Istituto Ramazzini di Bologna sull’impatto dell’esposizione umana ai livelli di radiazioni prodotti da ripetitori e trasmettitori per la telefonia mobile (LEGGI QUI).

 

I dati sono terrificanti e confermano in maniera ancora più drastica le conclusioni a cui era già arrivato il dott. Marinelli. Nella ricerca pubblicata (titolo: «Resoconto dei risultati finali riguardanti i tumori del cervello e del cuore in ratti Sprague-Dawley esposti dalla vita prenatale alla morte spontanea a campi elettromagnetici a radiofrequenza, equivalenti alle emissioni ambientali di un ripetitore da 1.8 GHz»), i ricercatori hanno esposto a radiazioni (quelle delle antenne della telefonia mobile) 2.448 ratti per 19 ore al giorno, dalla vita prenatale (cioè durante la gravidanza delle loro madri) fino alla morte spontanea. I risultati, dicevamo, sono terrificanti: nei ratti maschi sono stati riscontrati aumenti statisticamente significativi nell’incidenza degli schwannomi maligni, ossia tumori rari delle cellule nervose del cuore, con esposizione all’intensità di 50 V/m. Inoltre, gli studiosi guidati dalla dottoressa Fiorella Belpoggi hanno individuato un aumento dell’incidenza di altre lesioni tra cui l’iperplasia delle cellule di Schwann sia nei ratti maschi che femmine e gliomi maligni (tumori del cervello) nei ratti femmine alla dose più elevata.

 

Il problema, come ha messo in evidenza il “Comitato di tutela e salvaguardia di Monte Porzio Catone” che da anni contrasta l’elettrosmog nell’area dei Castelli Romani (LEGGI QUI) promuovendo anche una raccolta firme tutt'ora in vigore (FIRMA QUI), è connesso proprio alla cosiddetta rivoluzione del 5G, rivoluzione per le tasche delle multinazionali che intascheranno 13 miliardi di euro in più nei prossimi anni, mentre ai cittadini resteranno solo le conseguenze. Lo ha spiegato bene lo scrittore scientifico Maurizio Martucci: «Saremo tutti irradiati da una sommatoria multipla e cumulativa di nuove frequenze oggi all’asta, spingendo (presto con riforma di legge?) il campo elettrico nell’aria da 6 V/m a 61 V/m. Ovunque, uno tsunami di microonde millimetriche ci sommergerà: con quali conseguenze?».


Scrive ancora Martucci: «Nove studi (2011-2017) segnalano un aumento del rischio di cancro al cervello dovuto all’uso del telefono cellulare. Quattro studi caso-controllo (2013-2014) riportano un aumento del rischio di tumori del nervo vestibolare. Preoccupazione per altri tumori: mammella (maschio e femmina), testicolo, leucemia e tiroide. Sulla base delle prove esaminate, è nostra opinione che l’attuale classificazione delle radio frequenze come cancerogeno per l’uomo (Classe 2B) dovrebbe essere aggiornata a cancerogenico per gli esseri umani (Classe1)» (LEGGI QUI).

 

A Rocca di Papa la faccenda è ancora più seria perché non bastando i tralicci di monte Cavo, Costarelle e Madonna del Tufo, si è aggiunto il mega-traliccio installato un paio di mesi fa all’inizio di via delle Barozze, che tra un anno potrebbe ospitare proprio il 5G. Localmente si è fatto poco per contrastare tale installazione mentre l’amministrazione comunale si è giustificata dicendo che il contratto era stato firmato dal precedente sindaco. È certamente così ma di fronte a una prospettiva come quella descritta dagli studi di Marinelli e Belpoggi, sarebbe stato molto più saggio stracciare il contratto a mettersi a tavolino con la Vodafone ragionando sui costi per la non applicazione contrattuale. Se un’amministrazione combatte davvero l’elettrosmog deve essere disposta a farlo fino in fondo, anche pagando delle multe pur di tutelare i propri cittadini. Ma questo non è certo il caso dell’amministrazione guidata da Crestini che invece di combattere gli antennari ha cercato di sostituirsi ad essi gestendo direttamente i ripetitori radiotelevisivi (LEGGI QUI LA NOSTRA INCHIESTA).

 

Nel 2012 Fiorenzo Marinelli, presentando il suo studio all’Università di Roma La Sapienza, lo concluse con queste parole: «È indispensabile che le istituzioni sanitarie e politiche attivino un sistema di protezione della popolazione di Rocca di Papa».

A distanza di sei anni anche Fiorella Belpoggi è arrivata a questa conclusione: «La salute pubblica necessita di un’azione  tempestiva per ridurre l’esposizione, le compagnie devono concepire tecnologie migliori, investire in formazione e ricerca, puntare su un approccio di sicurezza piuttosto che di potenza, qualità ed efficienza del segnale radio. Siamo responsabili verso le nuove generazioni e dobbiamo fare in modo che i telefoni cellulari e la tecnologia wireless non diventino il prossimo tabacco o il prossimo amianto, cioè rischi conosciuti e ignorati per decenni».

 

L’allarme è partito e adesso è l’ora della mobilitazione ma la battaglia si preannuncia molto dura. Infatti l'ICNIRP (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection) ha già bollato lo studio dell'Istituto Ramazzini come "non convincente". A tale conclusione ha risposto immediatamente la direttrice dell'Istituto, Fiorella Belpoggi, che ha replicato punto su punto (LEGGI QUI).

Onde evitare che nel prossimo futuro a Rocca di Papa si rendano necessari i cartelli con questa dicitura: "Zona esposta a campi elettrici ed elettromagnetici, si vieta la permanenza prolungata oltre le 4 ore giornaliere", necessita una mobilitazione generale che coinvolga cittadini, associazioni, commercianti, amministrazione, forze politiche e medici di ogni ordine e grado. Chi non fa nulla sarà complice!

 

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