ITALIA NOSTRA denuncia l’immobilismo su monte Cavo e chiede alla Regione di nominare un commissario che applichi dopo 19 mesi la storica sentenza del Consiglio di Stato

November 22, 2018

Sull’illegalità dei tralicci radiotelevisivi di monte Cavo scende in campo Italia Nostra. La più prestigiosa associazione ambientalista italiana, che vide tra i suoi iscritti anche il giornalista Antonio Cederna che fece della tutela dell’Appia antica la sua ragione di vita, il 21 novembre ha depositato una denuncia presso la Procura della Repubblica di Velletri per chiedere l’accertamento dei motivi che stanno impedendo di eseguire la sentenza del Consiglio di Stato che, dopo una quindicina di anni, ha stabilito che le antenne sono state innalzate in spregio a tutte le regole urbanistiche, ambientali e paesaggistiche.

 

«Italia Nostra Castelli Romani -si legge nel comunicato stampa diffuso stamane- sottolinea il fatto che non si è ancora neppure provveduto alla notificazione dei verbali di inottemperanza alle aziende radio-televisive oggetto dell’Ordinanza di demolizione del Comune di Rocca di Papa del 2003, i cui ricorsi sono stati fino ad ora respinti dal Consiglio di Stato, ma non risulta che tali verbali di inottemperanza a tutt’oggi siano mai stati notificati dall’Autorità comunale alle aziende interessate».

 

LEGGI QUI IL COMUNICATO DI ITALIA NOSTRA

 

Ma l’associazione ambientalista è andata anche oltre, sostenendo che «Appare incomprensibile il ritardo con cui l’amministrazione comunale ha emesso il 19 settembre scorso la delibera di giunta n. 119 (LEGGI QUI) relativa alla “esecuzione della sentenza antenne…” nella quale si afferma tra l’altro “…di non aver potuto procedere speditamente per impossibilità tecnica a rilevare ed identificare l’esatta posizione degli impianti oggetto della sentenza del Consiglio di Stato 2200/2017...”, mentre nella stessa delibera si afferma che già il 22 marzo 2018 i tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico avevano provveduto a stabilire l’esatta collocazione dei tralicci sulla vetta di monte Cavo.

 

LEGGI QUI LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO

 

Ma Italia Nostra non si è limitata a questo. Infatti, ha ulteriormente specificato che «per i suddetti motivi ha altresì rivolto alla Regione Lazio richiesta di nomina di un Commissario ad Acta affinché si proceda con determinazione alla esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato sopra citata, affinché una vicenda che ormai dura da svariati decenni e che ha visto una preoccupazione diffusa nella popolazione, possa trovare finalmente conclusione, restituendo alla cittadinanza tutta l’integrità del paesaggio originario nel rispetto dei vincoli violati ed a tutela anche della salute pubblica in base al principio di precauzione contro eventuali rischi derivanti dai campi magnetici generati».

 

Di fronte all’immobilismo dell’amministrazione comunale di Rocca di Papa, dei partiti di maggioranza e di opposizione, dei Cittadini 5 Stelle di Rocca di Papa che avevano addirittura elogiato il sindaco proprio per la delibera di giunta n. 119 (ampiamente citata nella denuncia) gridando “Stiamo abbattendo le antenne!” (mentre a oggi stanno tutte lì) Italia Nostra ha deciso di rompere il muro di gomma dopo quasi due anni dalla storica sentenza del Consiglio di Stato «con la quale è stato respinto il ricorso presentato dalla società EI Towers spa (Gruppo Mediaset, n.d.d.) contro l’ordinanza di demolizione delle antenne, ordinanza a suo tempo emessa dal comune di Rocca di Papa nel lontano agosto del 2003». I cittadini attendono da oltre 40 anni quella giustizia che finalmente possa far rinascere monte Cavo e, con esso, l’intero territorio di Rocca di Papa.

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