Il “metodo Crestinen”: dissidenti fuori con le buone o con le cattive… mentre il paese muore

November 23, 2018

A Rocca di Papa i consigli comunali, convocati un mese sì e tre no, di recente hanno subito una bizzarra evoluzione; l’ultima tendenza del sindaco Crestini e della sua maggioranza soldatesca è dare priorità al tiro a segno contro i cosiddetti dissidenti, persone cioè che a un certo punto si sono rese conto che il sindaco pensa a tutto tranne che a risolvere i problemi dei cittadini. Il tutto sotto l’occhio assuefatto di una minoranza per un terzo complice e bramosa di poltrone d’oro zecchino e per due terzi inerte per interesse o per disinteresse, poco importa se i problemi del paese vecchi e nuovi urgono soluzioni.


Esempio lampante è l’ultimo consiglio comunale, che nella seconda convocazione, quella del 20 novembre, ha visto andare in scena addirittura una discussione “segreta” all'insaputa del presidente del consiglio comunale Massimiliano Calcagni, il quale ha dovuto lasciare l’aula anzitempo per motivi di salute. Una comunicazione annunciata dal sindaco, in assenza del diretto interessato, alle 22.05 che sembra tutto un programma, infatti, come accade di consueto, non si può escludere che la stessa sia stata premeditata giorni addietro durante una delle tante settarie riunioni, quelle che di norma dovrebbero intrattenere assessori e consiglieri nella discussione delle criticità del paese che sono chiamati a rappresentare.


Il sindaco Crestini ha parlato di “fatti gravi” riguardanti Massimiliano Calcagni, ultimo bersaglio di una lunga serie. Infatti, nella prima convocazione di questo consiglio, durante la seduta del 19 novembre, è mancato il numero legale a causa dell’assenza in toto della maggioranza. Nove i punti all’ordine del giorno, ma l’assenza del decimo, richiesto con forza dal sindaco e non accordato dal presidente Calcagni, pare abbia fatto scatenare le ire dell’effimero sovrano, che per puntiglio, anche se presente nel palazzo rosa, ha deciso per se e per i suoi di bidonare la restante parte dell’assise comunale presente in aula.


Quel punto mancante da votare doveva contenere un diktat ben preciso: la surroga della consigliera d’opposizione di Noi con Voi (di recente confluito nel gruppo misto) Roberta Carnevali; ma la vera questione è che la stessa Carnevali le dimissioni non le ha mai presentate. Sostanzialmente quindi si vuole mettere al voto (con l’ennesimo assist del Consigliere Massimo Grasso che ne ha fatto specifica richiesta) la cacciata forzata di un membro eletto dal popolo, un membro che non è più disposto ad alzare la mano a comando.


Massimiliano Calcagni ha detto in proposito: Roberta Carnevali non ha dato le dimissioni, anzi è convinta a rispettare ancora di più il volere del popolo che nel 2016 ha deciso per la sua elezione”. Circa l’ennesimo attacco del primo cittadino Emanuele Crestini e della sua maggioranza ha inoltre dichiarato: “Il mio comportamento è stato sempre corretto e con profondo rispetto nei confronti della città e di tutta la comunità posso assicurare che svolgere le mie mansioni all’interno del comune con questo clima non è facile, hanno provato in tutti i modi leciti e non a mettermi con le spalle al muro in una chiara e conclamata situazione di mobbing. Non era mai capitato nella storia politica di Rocca di Papa”. Di fatto Calcagni ribadisce la presenza di un clima pesante, dove l’aria è rarefatta a causa delle pressioni politiche e le intimidazioni più volte denunciate, e che avrebbero lo scopo esclusivo di coartare la volontà altrui.


Calcagni prosegue poi tracciando in modo chiaro il profilo politico di un sindaco, oggi sempre più in difficoltà fra accordi da onorare e questioni amministrative e politiche irrisolte: “Si può notare la pochezza e l’inesperienza di un sindaco come Emanuele Crestini che fa del suo modus operandi una ragione di vita verso coloro che non condividono le sue arroganti scelte politiche. I vari Lorenzo Romei, Roberta Carnevali, Bruno Petrolati, Veronica Giannone, Vincenzo Rossetti e Barbara Borboni hanno deciso di abbandonarlo, perché?  Oggi anziché discutere dei problemi della città e dei cittadini continuano le telenovela all’interno del palazzo rosa”.


Ad oggi non è dato a sapersi quali siano i “gravi fatti” che Crestini ha voluto comunicare in gran segreto ai membri del consiglio comunale, ma appare assai difficile immaginare l’esistenza di una conclamata causa di incompatibilità del presidente del consiglio, il quale nel merito si è detto più che sereno. Quella di Crestini appare quindi l’ennesima strategia politica, diciamolo pure definibile come l’ultima disperata mossa, messa in atto per defenestrare il presidente del consiglio Calcagni. Il “metodo Crestinen”, ormai brevettato grazie e soprattutto al nemico di facciata Massimo Grasso, ha sempre il medesimo obiettivo: sottoporre alla gogna mediatica, pressare ed indurre al cedimento grazie a una sorta di dossieraggio teso a tenere sotto scacco l’avversario politico.


Tutto il resto appare meramente un attacco di natura politica e propagandistica contro il nemico di turno, un appiglio che lascia il tempo che trova considerando le falle della compagine crestiniana che pace proprio non trova fra continui cambi al vertice, pessime figure dovute ad un ufficio stampa asservito, perdite di consensi ed inerzia assoluta sull’attività politico amministrativa che dovrebbe essere al centro dei programmi di governo.

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