Primarie Pd, a Rocca di Papa scendono in campo tre donne… e Crestini ritenta l’entrata nel partito di Zingaretti tramite Boccanera

November 27, 2018

È corsa a due per aggiudicarsi la poltrona di segretario del Partito democratico del Lazio e lo scontro è fra due aree: Roma e tutto ciò che gli sta intorno. A giocarsi la partita con le primarie sono due big del Pd, Bruno Astorre e Claudio Mancini. Chi sta vicino ai due assicura che la tensione è alle stelle e il voto di sabato 1° dicembre rischia di aprire nuovi fronti di scontro. Claudio Mancini, deputato ed ex consigliere regionale, esponente di spicco della Capitale, nella fase congressuale ha ottenuto il 32,4% dei voti degli iscritti, molto al di sotto delle  aspettative visto che ad Astorre, senatore castellano, è andato un ragguardevole 60,5%. Il terzo candidato (Andrea Alemanni) ha chiuso la sfida congressuale al 7,1% (Area Controcorrente).

 

Lo scontro è tra fazioni interne al Pd. I renziani del Lazio, infatti, stanno tutti o quasi con Mancini, mentre le correnti vicine al governatore del Lazio sostengono Astorre. Come al solito i cosiddetti “Orfiniani” (dal nome del presidente Pd, Orfini) stanno un po’ di qua e un po’ di là. A determinare la sfida, però, potrebbe essere la corrente (AreaDem) vicina all’ex ministro e segretario Dario Franceschini che sostiene l’ex sindaco di Colonna. Insomma, una guerra come forse non se ne vedeva da anni e il cui esito potrebbe essere una bassa affluenza ai gazebo (alle primarie del 2014 andarono a votare appena 48mila iscritti). In questo clima da resa dei conti dopo la stagione del Pd al governo, le primarie sono anche l’occasione per ridefinire i pesi nelle sezioni locali di un partito ormai distante dal territorio.

 

DOPO LA DISFATTA ELETTORALE

IL PD PROVA A RIPARTIRE

L’esempio calzante è quello che sta avvenendo a Rocca di Papa, con una segreteria fortemente bocciata dagli elettori roccheggiani alle ultime elezioni, sia regionali che nazionali. Alle regionali del marzo scorso il Pd è crollato al 20,8%, facendo di Rocca di Papa il risultato peggiore dei Castelli Romani. Sarà stata la presenza di una segreteria locale capeggiata da Massimo Litta, chiamato "il segretario inesistente", sarà stato l’abbraccio mortale del sindaco Crestini schieratosi apertamente a favore del Pd, fatto sta che da roccaforte della sinistra castellana, Rocca di Papa si è trovata di colpo fanalino di coda con una destra in crescita. Alle elezioni politiche è andata addirittura peggio: alla Camera il Pd è passato dal 40,4% del 2008 al 16,7% del 2018. Al Senato ancora peggio: dal 41% a un misero 16,2%. In dieci anni il partito ha perso oltre la metà dei voti, grazie anche a un’amministrazione comunale che, dopo 17 anni di gestione, non ha saputo dare le risposte che i cittadini si aspettavano.

 

GUARDA QUI LE I RISULTATI DELLE ELEZIONI REGIONALI DEL 2018

 

E I RISULTATI ALLA CAMERA E AL SENATO NEL 2018

 

Nel vedere i nomi dei candidati di Rocca di Papa alle primarie del 1° dicembre, è chiaro che anche qui si sta giocando una partita tra due gruppi contrapposti: da una parte quelli che vedono nel sindaco Crestini un politico con cui andare a braccetto (dal segretario Litta a Maurizio De Santis, fino all’unica consigliera Pd, Silvia Sciamplicotti); dall’altra quelli che hanno strenuamente combattuto Crestini per la ragione che il Pd, piaccia o no (prima o poi bisognerà farsene una ragione) è stato mandato all’opposizione, Emanuela Trinca e Maria Chiara Cecilia. Se non fosse stato per queste due esponenti, praticamente il Pd non si sarebbe visto nelle faccende politiche roccheggiane.

 

A ROCCA DI PAPA UNA SFIDA

ALL'ULTIMO VOTO

A Rocca la sfida sarà tutta al femminile tra l’ex assessora all’urbanistica/bilancio del Comune per un decennio, Silvia Sciamplicotti (nella lista: “Avanti insieme per Claudio Mancini”); Linda Boccanera, dirigente locale e candidata alle ultime elezioni contro Crestini (nella lista: “Cambiamo con Bruno Astorre”); e Maria Chiara Cecilia, dirigente del Pd di Rocca di Papa dimessasi in contrasto con la linea del segretario Litta reo di non fare alcuna opposizione a Crestini. Maria Chiara Cecilia è candidata nella lista: “Roma e Provincia con Bruno Astorre”. La sfida, quindi, sarà tra chi in questi due anni e mezzo ha cercato di svolgere bene o male un ruolo di opposizione alla giunta, e chi in questi due anni e mezzo si è lasciata sedurre dalle lusinghe di Crestini.

 

Un ruolo diverso lo giocherà Linda Boccanera e, stando a voci di piazza sempre più ricorrenti, sarà proprio su di lei che Crestini convoglierà stavolta i “suoi” voti, sperando di poter entrare definitivamente nel partito, l’unico a quanto pare rimasto sulla piazza dopo la scelta della Lega di Salvini a favore di Massimiliano Calcagni. Ancora una volta Crestini cercherà di mettere un piede dentro il Pd anche se a giudicare dai risultati ottenuti dai suoi candidati Pd alle regionali, non è che porti proprio bene. Fossimo nei panni di Linda Boccanera saremmo piuttosto preoccupati del suo sostegno.

 

CRESTINI FA VISITA

A VINCENZI IN REGIONE. PROBLEMI DI BILANCIO

O ACCORDI POLITICI?

A parte la bagarre delle liste alle primarie Pd, le notizie interessanti sono almeno due. La prima è che Crestini ha abbandonato definitivamente Silvia Sciamplicotti. La seconda è che la decisione di Crestini di appoggiare la Boccanera sarebbe scaturita dopo un incontro avuto dal sindaco di Rocca di Papa con Marco Vincenzi, presidente della commissione bilancio di Zingaretti, a cui Crestini si sarebbe rivolto per risolvere un po’ di problemi di bilancio. L’incontro ci sarebbe stato lunedì 26 novembre alla Pisana, sede del consiglio regionale, e insieme a Crestini sembra ci fosse anche la Responsabile bilancio del Comune, Anna Rita D’Andrea.

 

Una visita in Regione, dunque, che fa sorgere più di qualche interrogativo sulla stabilità economico-finanziaria del Comune dopo la fuoriuscita dell’ex assessore Vincenzo Rossetti. Di fronte alle richieste di Crestini, sembra che Vincenzi gli abbia chiesto però una prova di “amicizia” sostenendo proprio Linda Boccanera. Voci? Ricostruzioni fantasiose? Può darsi ma molti avrebbero visto Crestini in piazza Margherita distribuire in questi giorni proprio i bigliettini elettorali della Boccanera. Niente di nuovo, sia chiaro, Vincenzi è lo stesso esponente del Pd che sia Crestini sia Boccanera sostennero alle ultime elezioni regionali, con risultati per la verità non proprio entusiasmanti.

 

Ricapitolando, la rinascita del Pd a Rocca di Papa potrà esserci soltanto proponendo un progetto amministrativo alternativo all’attuale sindaco. E la sola che sembra avere le idee chiare in questo senso appare proprio Maria Chiara Cecilia. Non è un caso che il sindaco Crestini non perda occasione per attaccarla in tutti i modi.

 

Circa Silvia Sciamplicotti, la decisione di candidarsi nella lista di un candidato regionale di Roma, Claudio Mancini, fortemente renziano, è la dimostrazione che qualcosa negli equilibri interni del partito locale è cambiato. La Sciamplicotti sarà sostenuta dallo stesso segretario Litta (di cui la Sciamplicotti aveva chiesto le dimissioni!) e da quel Maurizio De Santis, ex assessore ai tempi di Ponzo e di Boccia, che molti indicano come il promotore dell’entrata di Crestini nel Pd.

 

La confusione e i giochi di potere, per concludere, appaiono le sole cose chiare all’interno del Pd roccheggiano. Resta da capire quanti cittadini si recheranno ai gazebo per partecipare al voto.     

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Andrea Sebastianelli
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