DEI VOSTRI GIOCHETTI NE ABBIAMO LE TASCHE PIENE Peduto come Giano-bifronte: nel 2009 vietava le antenne a Costarelle, nel 2018 le autorizza. Complice il sindaco Crestini che ha cancellato l’uso civico a Costarelle aprendo la strada agli antennari

November 29, 2018

Lo avevamo anticipato in un articolo di febbraio 2017 (LEGGI QUI): Costarelle sarebbe diventata l’area più a rischio dopo lo stop a monte Cavo dato dai giudici alle emittenti di telecomunicazione. Il nulla osta rilasciato lo scorso 22 novembre dal Parco Regionale dei Castelli Romani (LEGGI QUI) a favore di tre nuove antenne e due nuove parabole della società Eolo Spa, è un precedente molto pericoloso. Ma che cos'è Costarelle? Costarelle è un piccolo appezzamento boscato a poche decine di metri dalla piazza dei Campi d’Annibale e proprio sopra il centro storico di Rocca di Papa, che attualmente ospita un ripetitore di servizio dell’Acea. Un’area che, stando alle nostre carte, sarebbe addirittura privata.

 

Il problema è che proprio l’amministrazione Crestini, in uno dei suoi primi atti, ha chiesto (e ottenuto) alla Regione di declassare quest’area togliendo gli antichi vincoli di uso civico aprendo di fatto la strada all’occupazione da parte degli antennari. A nulla sono serviti i nostri allarmi! Costarelle, infatti, è stata considerata un’area boscata compromessa e la richiesta di Eolo Spa di collocare proprio lì i suoi ripetitori la dice lunga su quello che attende i cittadini di Rocca di Papa in vista del 5G per la telefonia cellulare. La Eolo Spa, infatti, è un colosso che si sta preparando alla grande rivoluzione 5G, cominciando a predisporre apparati idonei per questa nuova tecnologia.

 

Ma il nulla osta dato dal Parco Regionale dei Castelli fa avanzare più di un dubbio non solo per la semplicità con cui la pratica è stata trattata, al pari di potature e altre faccende di ordinaria amministrazione, ma anche per i contenuti. Il direttore del Parco, infatti, sembra ignorare la Conferenza di servizi che si svolse il 16 settembre 2009 e che vide intorno allo stesso tavolo l’Ente Parco, il Comune di Rocca di Papa, la Regione Lazio, il Ministero dello Sviluppo Economico, l'Arpa Lazio, Mediaset e Raiway. Queste alcune delle parole contenute nel verbale sottoscritto da tutti i presenti: «L’Arch. Sinibaldi dell’Ente Parco (all’epoca ricopriva il ruolo di direttore, n.d.d.) ribadisce che l’art. 11 della legge 394/91 vieta qualsivoglia opera che possa deturpare l’ambiente […] e a fronte di quanto sopra non è possibile posizionare apparati di trasmissione sia esistenti sia futuri in Montecavo Vetta e Costarelle». Capito? Non era possibile installare antenne sia esistenti sia future.

 

Perché dunque quello che non era fattibile ieri lo è diventato oggi? La domanda la giriamo a Peduto, attuale presidente del Parco perché quando si svolse questa conferenza dei servizi presidente del Parco era sempre lui, Peduto. E sapete che cosa fece mettere a verbale Peduto in quella conferenza dei servizi? Questo: «Per il Parco dei Castelli Romani Monte Cavo e Costarelle sono all’interno di un’area naturale protetta e rammenta a tutti i presenti le peculiarità paesaggistiche, archeologiche e ambientali dei siti». Ma Peduto andò anche oltre sostenendo che "l'Ente Parco è stato istituito nel 1984 per svolgere non solo azioni di tutela ma anche di ripristino ambientale. L'Ente Parco -aggiungeva il presidente Peduto- riconosce Monte Cavo un sito d'eccellenza e, pertanto, porrà in essere tutte le azioni per far sì che il sito non accolga più nuovi tralicci e rimuova quelli esistenti". Parole che lette oggi, alla luce del nulla osta concesso pochi giorni fa dai tecnici del Parco Regionale, non sappiamo se facciano piangere o ridere.

 

DOCUMENTO ESCLUSIVO

LEGGI QUI IL VERBALE DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI

DEL 2009 CON LE INCREDIBILI DICHIARAZIONI DI PEDUTO

 

Belle parole che rendono ancora più incomprensibile il nulla osta dato oggi dal Parco all’installazione proprio a Costarelle di tre antenne e due parabole della Eolo Spa. Nel 2009 la posizione del Parco venne approvata anche dal Comune di Rocca di Papa e dalla Regione Lazio, anche in forza del fatto che le antenne su Costarelle non si possono trasferire perché non è sito individuato dalla Regione Lazio. Servirebbe dunque, per cambiare la situazione attuale, una variante al Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) riguardante la localizzazione degli impianti di emittenza che all’art. 18 stabilisce i luoghi dove installare i tralicci per la trasmissione radio e televisiva nonché i siti da abbandonare e riqualificare, tra cui proprio quello di Costarelle a Rocca di Papa, su cui oggi il Parco Regionale dei Castelli ha smentito se stesso scrivendo nero su bianco che le tre nuove antenne e le due nuove parabole, “possono ritenersi compatibili con il contesto ambientale”.

 

A Peduto facciamo altre quattro domande: il traliccio su cui la Eolo vorrebbe mettere i nuovi apparati di chi è? Quando è stato realizzato? La Eolo ha un contratto con i proprietari di questo traliccio? Tutte queste cose il Parco le ha chieste alla Eolo Spa?

 

Il nostro allarme lanciato dalle pagine del Segno due anni fa rimase inascoltato: togliere l’uso civico a Costarelle avrebbe significato dare agli antennari un’arma in più. Così è stato e i nodi, come si sa, prima o poi vengono sempre al pettine.

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