Via libera del Parco a tre antenne e due parabole. La consigliera Carnevali (che il sindaco vorrebbe cacciare) lo scopre e chiama in causa Peduto. Chi è la Eolo Spa che ha ottenuto il via libera del Parco

November 29, 2018

Tenetevi forte perché quello che vi racconteremo vi farà sobbalzare dalla sedia. Recentemente il sindaco di Rocca di Papa, per giustificare il ritardo dell’abbattimento dei tralicci abusivi di monte Cavo, ha detto che il problema è la farraginosità della burocrazia. Sarà come dice Crestini, ma se c’è troppa burocrazia per abbattere i tralicci malgrado lo abbiano deciso i giudici, sorprende che invece di burocrazia ce ne sia molto poca quando si tratta di innalzare antenne e parabole. È quello che ha scoperto la consigliera comunale Roberta Carnevali (sì, proprio quella che il sindaco vorrebbe cacciare dal consiglio comunale rea di essersi assentata per andare a svolgere uno stage con un’associazione ambientalista nazionale!). La Carnevali ha scovato l’autorizzazione concessa dal direttore del Parco Regionale dei Castelli Romani alla società Eolo Spa che ha chiesto il nulla osta per installare su un traliccio esistente tre antenne-ripetitore e due parabole sulla strada comunale Monte Cavo a Rocca di Papa (ATTENZIONE: SI STA PARLANDO DELLA LOCALITA' "COSTARELLE" E NON DELLA VETTA DI MONTE CAVO. QUESTO SIGNIFICA CHE SU QUEST'AREA STANNO PUNTANDO PER INSTALLARE LA TECNOLOGIA 5G. "COSTARELLE" SI TROVA A POCHE DECINE DI METRI DALLA PIAZZA DEI CAMPI D'ANNIBALE E SOPRA IL CENTRO STORICO DI ROCCA DI PAPA).

 

Il nulla osta dell’ente di Villa Barattolo è stato concesso lo scorso 22 novembre e adesso la patata bollente passa all’amministrazione comunale di Rocca di Papa che deve accertare “nell’ambito della propria competenza, l’ammissibilità o meno del progetto in ordine alle vigenti norme urbanistiche ed edilizie ed a vincoli d’altra natura, nonché alle previsioni degli strumenti urbanistici comunali e sovra comunali. Questo è scritto nel nulla osta (n. di protocollo 6298) per l’esecuzione delle opere previste.

 

LEGGI QUI IL NULLA-OSTA DEL PARCO REGIONALE

 

Nela sua interrogazione (LEGGI QUI IL TESO INTEGRALE) la consigliera Carnevali dice però un’altra cosa molto interessante che, tra le righe, chiama in causa proprio l’attuale presidente del Parco (da poco nominato da Zingaretti) Gianluigi Peduto. Roberta Carnevali scrive che l’Ente “Parco, a Frascati, ha fatto ricorso al TAR contro un provvedimento autorizzativo per un’antenna telefonica nella zona del parcheggio di via Consalvi: in sintesi, a Frascati un’antenna telefonica no e a Rocca una radioelettrica si? Di questo occorre chiedere conto al Parco”. Cioè a Peduto che oltre a esserne presidente è anche un politico di Frascati (più volte consigliere e assessore comunale).

 

A FRASCATI NO E A ROCCA DI PAPA SI

Non vorremmo che Peduto sia inflessibile a favore della tutela ambientale del suo paese, Frascati, e poco si occupi invece di Rocca di Papa. Fatto sta che il nulla osta fa davvero impressione perché significa che la sentenza del Consiglio di Stato che certifica il danno ambientale e al paesaggio prodotto dai tralicci abusivi di monte Cavo, è come se per il Parco regionale non esistesse. Di più: come se fosse carta straccia. Prima di concedere il nulla osta il parco avrebbe dovuto accertare se il traliccio su cui la Eolo Spa vorrebbe mettere tre ripetitori e due parabole, sia regolare. Perché in una delle oltre venti sentenze della giustizia amministrativa, i giudici hanno chiarito anche questo aspetto: “Il quadro normativo di riferimento in materia di esercizio dell’attività di diffusione radio-televisiva, sebbene autorizzata a livello ministeriale, postula comunque che tale attività venga esercitata attraverso strutture idonee che non contrastino con la normativa urbanistica.

 

È vero, come scrive il direttore del Parco, Paolo Lupino, che spetta al Comune verificare questo aspetto, ma è altrettanto vero che il Parco avrebbe potuto chiedere lumi al Comune prima di rilasciare il nulla osta. Infatti adesso, a supporto della nuova installazione di apparati di radiofrequenza, la Eolo Spa potrà allegare anche l’ottenuto via libera del Parco. Infatti, nel suo nulla osta il Parco sembra disinteressarsi completamente del traliccio della Strada Comunale Monte Cavo, cioè se sia abusivo oppure no, come se il traliccio e le parabole fossero cose diverse. Eppure lo stesso TAR lo ha detto chiaramente:  il fatto che tralicci e parabole abbiano proprietari diversi, non esime gli antennari dal dover verificare la legalità del traliccio stesso. I giudici del TAR, dunque, non solo hanno ritenuto priva di rilievo la tesi del non essere proprietari del traliccio ma solo della parabola, ma hanno anche detto che “spetta alla stessa emittente eseguire l’ordine di rimozione trasferendo i propri impianti in altro sito, con gli opportuni accorgimenti tecnici e con l’obbligo di installare le attrezzature in siti urbanisticamente compatibili”. Quindi, cari Lupino e Peduto, appare davvero paradossale che nel vostro via libera abbiate scritto che le tre nuove antenne e le due nuove parabole, “possono ritenersi compatibili con il contesto ambientale”. Il Parco dei Castelli, tra i cittadini, non goda di grande fiducia e atti come questo non fanno altro che aumentare tale distanza.

 

CHI E' LA EOLO SPA

Ma veniamo ora alla Eolo Spa. Si tratta del colosso della banda larga, il cui amministratore delegato, Luca Spada, in questi giorni è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari e il conseguente sequestro di 3,5 milioni di euro, per aver usato frequenze senza autorizzazione dopo una serie di indagini condotte dalla Guardia di Finanza. Il Sole 24 Ore di oggi (pagina 15) dedica alla vicenda un’intera pagina, e ripercorre le tappe che hanno portato la Eolo Spa, nata negli anni duemila, a raggiungere fatturati da 100 milioni di euro con 300.000 clienti. La Eolo, infatti, è specializzata nella fornitura di connessioni Internet veloci via radio, tramite tecnologia wireless e opera soprattutto nelle cosiddette «aree bianche», ovvero in quelle aree non raggiunte dalla rete Adsl. Ecco dunque la richiesta di installare apparati nuovi di zecca a Rocca di Papa in vista del 5G. Infatti la società di Luca Spada utilizza anche frequenze a 29 GHz funzionali al 5G, cioè un gruppo di frequenze -scrive Il Sole 24 Ore- oggi sempre più ambita sul mercato, proprio perché abilitante per il 5G, che fa gola a molti attori del mercato. D’altronde i piani societari della Eolo parlano chiaro: ruolo della società è quello di “portare connessioni a 100 Mega nei piccoli comuni”.

 

Insomma, l’impressione è che i tecnici di enti pubblici importanti come i Parchi e i Comuni, appaiono impreparati di fronte al mercato delle radiofrequenze in forte espansione con l’arrivo del 5G. Se un nulla osta di questa portata si ottiene in poco tempo come se fosse la stessa cosa di una potatura di alberi, i cittadini di Rocca di Papa e dei Castelli non è che possano dormire sonni tranquilli. E ringraziamo la consigliera comunale Roberta Carnevali per aver portato alla luce queste vicenda. E dire che il sindaco Crestini la vorrebbe fuori dal consiglio comunale. Caro sindaco, non crede sia il caso di ripensarci? Oppure la motivazione è che i consiglieri troppo attivi sul territorio danno fastidio proprio perché scoperchiano argomenti su cui qualcuno preferirebbe il silenzio?

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