Ripetitore TIM, arriva l'autorizzazione del Comune sul traliccio di via delle Barozze

December 14, 2018

È arrivato anche l’ultimo via libera al ripetitore della Tim di via delle Barozze. L’autorizzazione, firmata dalla Responsabile del settore bilancio del Comune di Rocca di Papa, porta la data del 6 dicembre scorso (LEGGI QUI). La TIM, dunque, potrà installare i suoi apparati sul traliccio realizzato dalla Vodafone, in virtù della scrittura privata dal titolo “Contratto di locazione tra la società TIM ed il Comune di Rocca di Papa” sottoscritta dal sindaco Crestini il 17 maggio 2018.

 

A nulla sono valse le proteste dei residenti che chiedevano di rivedere l’installazione del traliccio. Una vicenda che chiama in causa due amministrazioni comunali, quella di Pasquale Boccia, che aveva sottoscritto il contratto con la Vodafone prima delle elezioni del 2016, e quella di Emanuele Crestini, che non ha fatto nulla per impedire che tale traliccio entrasse in funzione, ma anzi (al pari del predecessore) ha sottoscritto anche il contratto con la TIM.

 

La loro difesa è sempre la stessa: sono considerate opere di urbanizzazione primaria e quindi non si possono fermare. È sicuramente così ma provare a disinnescare queste installazioni sarebbe almeno un tentativo da fare (magari scegliendo di rivedere i contratti pagando una penale: la salute dei cittadini non ha prezzo! O no?) e invece i nostri amministratori, sempre a corto di liquidità avendo le casse eternamente in rosso, non ci pensano due volte a firmare i contratti, pur sapendo che il tema-antenne a Rocca di Papa è più sensibile rispetto ad altri paesi, ospitando da quaranta anni una trentina di tralicci radio-televisivi e altrettanti ponti-radio. Adesso è la volta dei ripetitori di telefonia mobile e considerata la nuova frontiera del 5G, Rocca di Papa (essendo posizionata al centro dei Castelli Romani a differenza degli altri Comuni che si trovano ai margini) è facile prevedere che possa diventare il punto di riferimento dell’intera provincia a sud di Roma.

 

Che cosa possono fare, stando così le cose, i cittadini e le associazioni che difendono l’ambiente? Non molto ma possono esercitare una pressione asfissiante nei riguardi di chi per legge gestisce dal punto di vista urbanistico il territorio, chiedendo di rafforzare i sistemi di monitoraggio e di tutelare i luoghi con una densità demografica molto elevata, come è la zona di via delle Barozze.

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