Crestini nel paese dei baiocchi

December 28, 2018

 

Allo scadere dei suoi due anni e mezzo di amministrazione Crestini ha raggiunto il punto di non ritorno con una vicenda che Collodi avrebbe ben adattato al suo Pinocchio. In questa storia c’è proprio tutto: una pseudo-fondazione benefica che promette soldi a uffa; un responsabile tecnico che firma tutto, ma proprio tutto; una giunta che non si pone nemmeno un dubbio; e un sindaco che, scosso da sublime entusiasmo, emana un comunicato stampa con tanto di sua firma, altroché Loisi. Uno come Collodi ci sguazzerrebbe in questa storia: ma dove lo trovi un sindaco a cui possono far credere tutto, perfino che i soldi possono piovere dal cielo?

 

In queste settimane la vicenda è stata portata alla luce dal consigliere comunale Lorenzo Romei (LEGGI QUI) a cui ha fatto seguito un comunicato del senatore dei 5 Stelle Emanuele Dessì (LEGGI QUI), il quale ha reso noto che questa pseudo-fondazione ha presentato un progetto simile anche a Tolentino, comune di Macerata di quasi 20mila abitanti, su cui un consigliere pentastellato (all’opposizione) ha presentato un nutrito dossier. Dessì ha anche informato che sulla vicenda ha inviato un esposto alla procura di Velletri tramite la Guardia di Finanza di Frascati. E in attesa che la giustizia renda trasparente l’intera vicenda, facciamo il punto della situazione dal punto di vista giornalistico.

 

IL RUOLO DEL SINDACO CRESTINI

Il 20 dicembre il sindaco di Rocca di Papa diffonde un comunicato stampa dal titolo fantasmagorico: “2,5 milioni di euro per l’adeguamento sismico della scuola del centro storico” (LEGGI QUI). Una notizia che fa subito sorgere una domanda: ma la scuola del centro storico costruita in epoca fascista è a rischio crollo? Parrebbe di no ma a giudicare dalla cifra in ballo (5 miliardi delle vecchie lire) il dubbio viene, anche perché nel piano triennale delle opere pubbliche non vi è traccia di interventi urgenti presso la scuola, eppure una struttura che necessita di 2,5 milioni di euro tanto bene non dovrebbe stare. Non solo, Crestini informa che “ci stiamo adoperando per passare nel più breve tempo possibile a una fase operativa” a partire da giugno 2019, cioè tra pochi mesi. A dimostrazione che l’amministrazione vuole procedere con sveltezza il 17 dicembre la giunta dà il suo via libera (delibera n. 151 – LEGGI QUI) e il Responsabile del settore lavori pubblici, Luigi De Minicis, fa la sua bella determina (n. 1363 – LEGGI QUI) con tanto di convenzione (predisposta proprio dalla pseudo fondazione – LEGGI QUI).

 

Possibile che nessuno si sia posto qualche banale domanda: perché questa fondazione viene a regalarci tutti questi soldi? Da chi sono finanziati? Il fatto che abbiano una sede improbabile in Inghilterra è normale per una fondazione benefica? Ma loro niente: immaginare una pioggia di banconote aggratis era troppo bello. Troppo bello per essere vero! Dal 24 maggio 2018, quando cioè la “Fondazione San Giovanni Bosco Arpa Foundation” scrive a Crestini proponendo il progetto, a nessuno è venuto qualche dubbio.

 

Nel consiglio comunale del 27 dicembre Lorenzo Romei ha presentato un’interrogazione sull’argomento. Crestini si è giustificato in modo alquanto bizzarro: prima ha detto che al momento siamo solo ad articoli di giornale perché non c’è niente di concreto, poi informa i presenti che alla vigilia di Natale mentre tutti stavano cenando, lui inviava una Pec (una mail certificata) alla Guardia di Finanza di Frascati, preoccupato per quelle stesse notizie diffuse dai giornali, dal consigliere Romei e dal senatore Dessì.

 

Scusi signor sindaco, ma se lei scrive alla Finanza affinché verifichi il tutto, viene con se che deve anche bloccare il progetto in autotutela. E invece niente, Crestini non tollera fare la figura del fesso o del raggirato. Il progetto va avanti fino a quando la Finanza non dirà come sta la faccenda. Un’altra cosa che Crestini ci ha tenuto a dire è che tutto è stato fatto in buona fede: la delibera di giunta, la determinazione tecnica e lo schema di convenzione. Alla domanda dei consiglieri Lorenzo Romei, Elisa Pucci e Silvia Sciamplicotti sul perché non abbia pensato a prendere informazioni su questa fondazione visto che prometteva 2,5 milioni di euro senza nulla pretendere (a parte una targhetta di ottone) la risposta di Crestini mi ha disarmato: “Mica faccio il detective”. Io conoscevo un Crestini diverso, quello che indossava i panni del consigliere d’opposizione, cioè un Crestini che scandagliava anche i documenti più nascosti riferiti a questo o a quel politico, a questa o a quella società. Ricordo una volta che di fronte all’intreccio tra politica e affari gli chiesi alcuni atti notarili a supporto dell’inchiesta che stavo scrivendo e che poi pubblicai sul Segno cartaceo. Di lì a qualche giorno me li aveva procurati! Insomma, Crestini è tutto tranne che sprovveduto e il fatto che una pseudo-fondazione sia arrivata lì lì a toccare con mano l’affare del secolo, dimostra una sola cosa: che questa giunta, a cominciare dal suo sindaco, non sono all’altezza del compito. Sorvoliamo sul fatto che Crestini ha volutamente ignorato il consiglio comunale che ha appreso del mega-progetto solo attraverso gli organi di stampa.

 

UNA FONDAZIONE TUTTA NOMI E NIENTE CASSAFORTE

Eppure scorrendo i profili di chi compone questa fondazione delle certezze (e non solo dei dubbi) sarebbero dovuti emergere. Facendo una blanda ricerca, anche solo per curiosità, il sindaco, la giunta e il Responsabile avrebbero per esempio potuto scoprire che la “San Giovanni Bosco Arpa Foundation” in alcuni banner pubblicitari utilizza il sito Internet della (vera) “Fondazione Don Bosco nel mondo”, che ha sede a Roma in via Marsala, così l’equivoco è ben congeniato: vedi il sito con tutti i programmi internazionali e credi che la pseudo-fondazione sia il braccio operativo della Don Bosco di Roma. D’altronde qualcuno che ci possa cascare lo trovi sempre!

La “Fondazione San Giovanni Bosco Arpa Foundation”, con sede a Salisbury nel Wiltshire in Inghilterra, si avvale dei servizi della Swift Incorporation Limited, una società che come ha dimostrato Gianni Mercorelli, consigliere 5 Stelle di Tolentino, è una sorta di meccanismo a scatole cinesi. La fondazione ha anche una pagina Facebook (in cui non c’è niente. E già questo per una onlus che distribuisce bontà e soldi, appare strano. Ma come? Fai progetti benefici in mezza Italia e non lo dici?) Ma torniamo alla pseudo-fondazione. L’attuale nome nasce il 9 marzo 1999, sostituendo quello vecchio: “San Giovanni Bosco Arpa Limited” (nato nel 1998). In vent’anni, a giudicare dai siti Companies House e Company Check (specializzati nel raccogliere i dati economici e societari delle aziende inglesi), la “San Giovanni Bosco Arpa Foundation” è praticamente ferma con bilanci a zero euro. A proposito di questo aspetto, Crestini in consiglio comunale ha dato la seguente risposta: “I bilanci sono a zero ma nessuno può verificare se effettivamente hanno soldi in qualche fondo estero!”. Capito? Crestini l’ingenuo già parla di possibili fondi da qualche parte all’estero! Che abbia anche lui avuto qualche dubbio ? Chissà!

 

TUTTI GLI UOMINI (PUGLIESI) DELLA FONDAZIONE

Scorrendo i nomi dei componenti la “San Giovanni Bosco Arpa Foundation”, subito una cosa salta agli occhi: tutti i membri sono pugliesi: Dimauro Giancarlo Francesco (quello che figura nella convenzione in qualità di rappresentante legale) è di San Severo (Foggia) ma risiede a Torino in via Marsigli. Stesso indirizzo in cui risultano risiedere altri tre membri della fondazione: Marina Valente (segretaria tuttofare), Gennaro Palma e Giovanni Gambarana. Quest’ultimo è lo stesso che finì coinvolto in un’inchiesta su una truffa dei permessi di soggiorno portata avanti nel 2013 dai pm di Torino Paolo Borgna e Patrizia Caputo. L’accusa per Gambarana era di associazione a delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina. Della vicenda se ne occupò il quotidiano La Repubblica redazione torinese (LEGGI QUI) ed ecco il profilo che ne fece la giornalista Federica Cravero: «Giovanni Gambarana, 48 anni, ex commercialista radiato dall’ordine, che si fregiava ancora della targa di professionista fuori dallo studio e metteva a frutto le sue conoscenze per abbinare immigrati e finti datori di lavoro che in realtà non si conoscevano. Nella sua macchina -continua l’articolo del 17 marzo 2013- la polizia ha trovato una mole impressionante di pratiche, che costavano dai 2 ai 4 mila euro, da spartire tra datori di lavoro e intermediari». Insomma, una persona da prendere con le molle soprattutto se ti promette 2,5 milioni di euro senza nulla pretendere.

 

Quanto a Gennaro Palma, che nella fondazione ricopre il ruolo generico di direttore (come gli altri) possiamo dire che ha anche un profilo su Linkedin, il sito riservato ai professionisti. L’unica nota che c’è è la sua appartenenza alla “San Giovanni Bosco Arpa Foundation”. Niente altro. Non c’è né curriculum né competenze specifiche. Risulta solo che risiederebbe, oltre che a Torino, anche a Ferrara. Ma una cosetta, non proprio da niente, l'abbiamo appresa dal consigliere pentastellato di Tolentino, che in una seduta di consiglio comunale recente ha detto, a proposito di Gennaro Palma, che è stato "condannato a tre anni di reclusione [...] per una maxi truffa ai danni della famiglia Lazzeri, titolare della società Cineworld a Trento".

 

Altri soci della fondazione risultano essere Daniele Cardilli (avvocato e company secretary) residente a Bari; Michele Carlucci (direttore e company secretary) residente ad Altamura (Bari); Ferdinando Nuzzo (company secretary) residente a Taranto; Giuliana Sgobba (company secretary) residente a Bari; Luigi Sabatini (direttore) residente a Bari. Chiude questo elenco un tale Aldo Vogel (company secretary), residente in Svizzera.

 

Notizie talmente sommarie, equivoche, frammentarie, unite a bilanci a zero euro e ad attività ignote, che avrebbero dovuto far scattare almeno qualche campanello d’allarme. E invece niente. La promessa di soldi, e tanti, a sbafo, evidentemente era troppo allettante per un’amministrazione a corto di liquidità. Malgrado questo, però, il sindaco ha ritenuto di non procedere in autotutela alla sospensione dei provvedimenti fin qui approvati (delibera, determina e convenzione) in attesa di avere risposte dalla Guardia di Finanza. Una richiesta è stata avanzata in tal senso dal consigliere comunale d'opposizione Ottavio Atripaldi. Vedremo come risponderà il sindaco.

 

Il sospetto è che della vicenda si occuperà la procura e sarà ai magistrati che il sindaco, la giunta e il Responsabile di settore dovranno spiegare come questa “San Giovanni Bosco Arpa Foundation” sia riuscita a penetrare con tanta facilità nella macchina amministrativa comunale, evitando persino il passaggio in consiglio comunale. Dovrà spiegare chi ha fatto da tramite tra il Comune e la fondazione, chi ha seguito gli incontri con i rappresentanti di questo sospetto sodalizio. Insomma, ciò che non ha detto ieri in consiglio comunale, il sindaco Crestini, la giunta comunale e il Responsabile di settore lo dovranno spiegare alla procura. In un paese l’intera giunta si sarebbe dimessa dopo un’ora, non fosse altro per dimostrata incapacità e per manifesta credulità popolare. Ma noi siamo a Rocca di Papa, il paese dei baiocchi.

 

Infine c’è la domanda più scottante dell’intera vicenda: non è che questi 2,5 milioni di euro siano in realtà denaro da riciclare? È noto che l’Inghilterra sia uno dei Paesi europei dove i criminali amano posizionarsi per riciclare il denaro sporco. È noto anche che la Puglia è il territorio della quarta grande mafia italiana, la sacra corona unita. Al momento queste sono solo delle congetture ma gli elementi ci sono tutti per affrontare la vicenda in un consiglio comunale straordinario che, al momento, Crestini non sembra voler convocare.

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