Rocca di Papa, è fuga dei segretari comunali: in 30 mesi ne cambiano cinque. Avviata la procedura per la sesta nomina

January 3, 2019

Un risultato il sindaco Crestini l’ha sicuramente ottenuto: da quando si è insediato (giugno 2016) Rocca di Papa è diventata terra scomoda per i segretari comunali. Una terra da cui scappare il prima possibile. In trenta mesi sono stati ben cinque i segretari comunali che si sono succeduti. L’ultima in ordine di tempo è stata la dottoressa Giuditta Silvia Liantonio. L’avevamo appena conosciuta nel consiglio comunale del 27 dicembre che già non c’è più, fuggita armi e bagagli. Il 28 dicembre, infatti, il Comune di Rocca di Papa ha avviato l’ennesima procedura di nomina di un segretario comunale attraverso il Ministero dell’Interno che cura la stesura dell’albo nazionale dei segretari comunali e provinciali. "I Segretari comunali e provinciali interessati, devono far pervenire al Rappresentante dell’Ente Locale [...] specifica manifestazione d’interesse alla nomina, eventualmente corredata dal curriculum”. Staremo a vedere quanti si proporranno.

 

(LEGGI QUI L'AVVIO DELLA NUOVA PROCEDURA)

 

Giuditta Silvia Liantonio detiene il record di minor giorni passati nel palazzo municipale di corso Costituente (appena 28). Era subentrata a Maria Chiara Toti che a tutt’oggi detiene il record opposto, quello della continuità sotto la sindacatura di Crestini: quasi un anno ininterrotto! Un’eroina! Arrivata il 30 novembre 2017 la Toti se ne andò il 29 novembre 2018.

 

Prima di lei la poltrona di segretario comunale era stata occupata da Marco Raponi per quasi tre mesi: dal primo settembre al 29 novembre 2017. A resistere un po’ di più era stato Tindaro Camelia, arrivato a Rocca di Papa il 9 gennaio 2017 e andatosene dopo appena sette mesi, il 31 agosto 2017.  Camelia era stato il primo segretario comunale dell’era Crestini, visto che fino a quel momento tale ruolo era stato coperto da Roberta Fusco, nominata quando sindaco era Pasquale Boccia. La Fusco rimase in carica fino al 31 dicembre 2016.

 

 

In totale il Comune di Rocca di Papa in due anni e mezzo ha cambiato cinque segretari comunali e si appresta a dare il benvenuto al sesto. La questione, di per se anomala, ne pone però un’altra, l’inadeguatezza di un sindaco che evidentemente non riesce a instaurare con i funzionari statali di garanzia un rapporto di reciproca fiducia e correttezza.

 

A Rocca di Papa avevamo assistito a una stabilità senza precedenti. Dall’elezione di Carlo Ponzo a sindaco (novembre 1997) al 10 luglio 2015, il ruolo di segretario comunale era stato ricoperto ininterrottamente da Stefania Panzironi, andata poi in pensione. Al suo posto era arrivata proprio Roberta Fusco. Con l’arrivo di Crestini quella stabilità è diventata un miraggio.

 

Cambiare continuamente segretario non è un aspetto positivo né per il funzionamento della macchina amministrativa comunale, né per i cittadini, né per il buon nome di un paese. Un segretario comunale prima di conoscere appieno i meandri del sistema municipale ha bisogno di alcuni mesi, dopodiché comincia davvero il suo lavoro che, come c’è scritto sul sito Internet del Comune, è quello di «sovrintende[re] allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina l’attività». Non solo, il segretario comunale «svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei confronti degli organi dell’ente, in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo Statuto e ai regolamenti» (LEGGI QUI). Compiti di rilievo in un’amministrazione comunale, sempre che la fiducia e il rispetto dei ruoli siano preminenti all’interno del Comune.

 

A giudicare dall’andirivieni di segretari comunali, però, è ragionevole pensare che a Rocca di Papa questo clima sia tutto tranne che tranquillo e idilliaco. Questi segretari, come arrivano hanno subito voglia di andarsene. Non comprendiamo come il Ministero dell’Interno non cominci a porsi qualche domanda sul perché una cittadina di oltre 18mila abitanti, a pochi passi da Roma e quindi in un ambiente ideale dal punto di vista logistico e lavorativo, sia diventata tanto invisa ai segretari comunali di ogni ordine e grado.

 

Una ispezione e un approfondimento per capirne le ragioni sarebbe auspicabile, non fosse altro per ridare autorevolezza a un ruolo, quello di segretario comunale, basato innanzitutto sulla continuità. È un po’ come a scuola: se cambiano sempre i professori gli alunni appaiono disorientati e spesso ne subiscono le conseguenza dal punto di vista dell’apprendimento e dell’impegno. Crestini, insomma, appare come quell’unno che dove passava non faceva più crescere l’erba. Figuriamoci i segretari comunali!

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