Strano furto in casa Iadecola: sottratti documenti del Comitato pro-case. Questa è un'intimidazione criminale

January 22, 2019

Un furto anomalo e con molte incognite quello subito nell’ultimo fine settimana dal presidente del Comitato pro-case di Rocca di Papa, Alessio Iadecola. Tornato da una breve vacanza ha trovato casa a soqquadro e i chiari segni di un’effrazione che definire sconcertante è poco. A giudicare dai primi accertamenti su ciò che i ladri hanno trafugato dall’abitazione, i dubbi che ci si trovi di fronte a un messaggio cifrato dalla chiara impronta criminale sono più che plausibili. Oltre ad alcuni oggetti d’oro, risultano mancanti (ed è qui la notizia) alcuni faldoni relativi all’attività del Comitato pro-case che, ricordiamolo, nacque nel 2016 in seguito all’invio di centinaia di pratiche di acquisizione al patrimonio pubblico di case realizzare abusivamente in un paese, Rocca di Papa, dove interi quartieri sono sorti senza alcuna regola.

 

Da quel momento Alessio Iadecola ha difeso strenuamente gli interessi di centinaia di famiglie che corrono il rischio serio di vedersi abbattere la prima e unica casa. E lo ha fatto senza mezzi termini, inchiodando l’amministrazione alle sue responsabilità anche rispetto a comportamenti non sempre equi nella gestione di un fenomeno, quello dell’abusivismo edilizio, diventato vera e propria emergenza sociale e abitativa. A chi dava e dà fastidio Iadecola? A chi dà fastidio il Comitato pro-case? Cli li vuole zittire?

 

«Sono molto amareggiato per l’accaduto -ha detto a caldo Iadecola- sono scomparsi molti documenti inerenti le attività del comitato, tra cui la relazione annuale, che conteneva la ricostruzione di vicende specifiche connesse all’abusivismo edilizio, il faldone sulle Calcare, quello sul piano regolatore del 1976 e diversi documenti riguardanti alcuni ricorsi contro gli abbattimenti». L’amarezza di Iadecola è comprensibile, perché se si arriva a compiere gesti criminali di questa portata significa che, dopo il "caso Giannone", il grado delle intimidazioni ha raggiunto livelli su cui il silenzio delle Autorità appare a questo punto incomprensibile. Non si può stare zitti di fronte a questi fatti. Se fossero stati ladri abituali non avrebbero certo perso tempo a frugare all'impazzata tra centinaia di fogli, accuratamente selezionati e poi trafugati. Che cosa cercavano? Documenti specifici su determinati temi? Documenti riservati di Iadecola e degli associati? Al momento non lo sappiamo ma le indagini avviate dal Comando stazione Carabinieri di Rocca di Papa potrebbero rispondere a queste e ad altre domande.

 

Per esempio da alcuni mesi il Comitato pro-case stava lavorando sull’ipotesi di chiedere le dimissioni dell’intera giunta per inadempienza rispetto alla complessa vicenda degli abusivi che, ricordiamolo, a Rocca di Papa ha dato vita, dagli anni 80 a oggi, a migliaia di pratiche tra richieste in sanatoria e ricorsi, per lo più rimaste ancora senza risposte. Parliamo di migliaia di pratiche edilizie. Torna poi alla mente un documento che pochi mesi fa lo stesso Iadecola inviò a tutti i consiglieri comunali, alla prefettura e alla procura, in cui portava alla luce alcune vicende locali di dubbia equità amministrativa e sulle quali chiedeva una discussione franca e trasparente in consiglio comunale. Cosa avvenuta poi solo in parte.

 

Resta anche da chiarire se questa intimidazione subita da Iadecola sia in qualche modo riconducibile ad altre vicende che da un anno e mezzo interessano la cronaca giudiziaria cittadina, tra cui quella legata alla ex vicesindaco e assessore all’urbanistica, Veronica Giannone, esautorata dopo aver denunciato pressioni illegittime basate su "vecchi affari e nuovi appetiti" per lo più incentrati sulla più grande speculazione edilizia dal dopoguerra, quella del piano particolareggiato delle Calcare. Oppure la denuncia fatta in consiglio comunale da due consiglieri comunali, Lorenzo Romei e Roberta Carnevali, e dal presidente del consiglio Massimiliano Calcagni, contro pressioni e minacce subite non solo da loro ma anche da alcuni familiari al fine di condizionarne le scelte politiche. O ancora la denuncia pubblica fatta da Vincenzo Rossetti, ex assessore al bilancio di Rocca di Papa, secondo cui le decisioni nel suo settore venivano prese da alcuni uffici comunali addirittura all’insaputa dell’assessorato stesso. Tutte queste cose messe insieme ci dicono che da circa due anni il clima che si vive a Rocca di Papa è tutt’altro che basato sul civile confronto.

 

Al presidente del Comitato pro-case, Alessio Iadecola, alla sua famiglia che ha vissuto e sta vivendo momenti difficili, va ovviamente la nostra piena solidarietà per quanto accaduto e agli autori di questa intimidazione criminale vogliamo solo ricordare che loro non vinceranno perché la forza della verità a Rocca di Papa non può essere arginata. Nel settore urbanistico gli interessi in ballo sono molti ma nessuno, dico nessuno, può pensare di usare strumenti in perfetto stile mafioso per zittire coloro che per senso di responsabilità hanno deciso di stare in prima linea tutelando il diritto alla casa come bene primario. Forza Alessio! Non eri solo ieri e non lo sarai oggi!

 

ECCO ALCUNE QUESTIONI RIMASTE IRRISOLTE

 

Inchiesta: un paese fondato sul ricatto politico

 

Ora la verità sugli intrecci affaristici nel nostro paese (il video)

 

La denuncia di Veronica Giannone (il video)

 

Il “confronto” Rossetti-Giannone-Fondi

 

Caso Giannone. Solidarietà contro ogni intimidazione

 

Telefonate registrate di nascosto. La denuncia di Grasso

 

Inchiesta: la telefonata tra Grasso e Crestini sul caso Giannone

 

L’intervento in consiglio di Lorenzo Romei sulle pressioni subite

 

Le minacce denunciate da Lorenzo Romei

 

La fuga e le intimidazioni (il video)

 

Minacce di oggi e minacce di ieri. Ciò che Crestini diemntica

 

 

Le dimissioni dell'ex assessore Vincenzo Rossetti

 

 

 

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