Abusivismo e acquisizioni tra elenchi-fantasma e i soliti “amici degli amici”: così il Comune gioca sulla pelle di 189 famiglie

February 7, 2019

Sulla delicata questione delle acquisizioni al patrimonio pubblico di 189 opere abusive realizzate tra gli anni Novanta e il 2014 si continua a camminare fra ombre, verità, mezze verità e omissioni. Crestini, quando divenne sindaco di Rocca di Papa (giugno 2016), aveva ben chiara la situazione essendosene occupato quando ricopriva il ruolo di consigliere d’opposizione. Appena eletto, però, ha avviato una gestione del problema molto ambigua. Dando l’idea che all’interno di quell’elenco l’unica distinzione da mettere in pratica fosse quella fra amici e nemici.

 

Recentemente il Comitato Pro-case, presieduto da Alessio Iadecola, ha chiesto un incontro pubblico al primo cittadino così da fare il punto della situazione. Stando alla ricostruzione fatta da Iadecola, la richiesta che prevedeva un incontro l’8 febbraio (regolarmente protocollata) inizialmente veniva accolta da Crestini, salvo poi ripensarci con una motivazione che francamente appare ridicola. Il sindaco di Rocca di Papa, infatti, dopo aver rivolto una serie di improperi verso lo stesso Iadecola, si è giustificato dicendo che l’8 febbraio è una data troppo ravvicinata per affrontare la questione, essendoci bisogno di tecnici ed esperti, annunciando nel contempo la disponibilità a incontrare un gruppo ristretto del Comitato ma non a partecipare a un’assemblea pubblica. Il motivo è semplice: in privato (a pochi) puoi raccontare tutte le frottole che vuoi, in pubblico (a molti) devi dare risposte precise. Prendiamo il caso delle fantomatiche perimetrazioni dei nuclei abusivi, argomento che le amministrazioni comunali fin dai tempi di Enrico Fondi sindaco (anni Novanta) hanno sempre utilizzato come arma di ricatto politico pur sapendo che perimetrare non significa sanare, tanto più di fronte a sentenze definitive di condanna. Fortuna che sull’argomento ci sono sindaci e amministratori che pubblicamente dicono le cose come stanno, come è avvenuto recentemente a Valmontone.

 

L'EX ASSESSORA BARBONI

E LE PERIMETRAZIONI

 

La stessa Barbara Barboni, subentrata a Veronica Giannone nel ruolo di assessore all’urbanistica, appena arrivata disse che le perimetrazioni dei nuclei abusivi erano un suo obiettivo, salvo poi dichiarare (appena cacciata dal sindaco) che sulle perimetrazioni non era stato fatto nulla e che serviva affidare lo studio a tecnici esterni. Da qualche mese c’è chi dice che la stessa Barboni frequenti di tanto in tanto l’ufficio urbanistica del Comune. Se confermato sarebbe un fatto anomalo, essendo stata assessore in quel settore. Quindi, sia la Barboni, sia il sindaco, sia l’attuale assessore Zecchinelli, dovrebbero dirci se è vero e, nel caso lo fosse, a che titolo: sta curando una pratica tecnica per qualche privato? O si tratta di una collaborazione pubblica?

 

Tornando alle scuse addotte da Crestini per impedire l’assemblea pubblica chiesta dal Comitato Pro-case, c’è da dire che questa posizione è a dir poco imbarazzante, visto che le 189 famiglie roccheggiane, a cui è rivolta la procedura di abbattimento, sono in attesa di conoscere il proprio destino da almeno cinque anni. Nel 2014, infatti, con un articolo sul Segno informavo i cittadini che era in corso tale procedura. Da quel momento la politica invece di dare risposte ha cominciato a ragionare su come sfruttare dal punto di vista del consenso tale situazione che, conti alla mano, riguarda un corpo elettorale per niente trascurabile, fra 800 e 900 residenti, giusti-giusti per fare la differenza tra chi vince le elezioni e chi le perde.

 

In occasione delle amministrative del 2016, infatti, decine di politici di ogni schieramento (Crestini compreso), giravano casa per casa avendo un elenco con i dati completi di queste 189 famiglie. Sul Segno denunciammo quanto stava avvenendo ma nessuno ritenne di dover intervenire fermando questo mercanteggiare sulle disgrazie delle persone.

 

LA RISPOSTA CHE MANCA SU PRIME CASE,

AFFITTI IN NERO, ATTIVITÀ COMMERCIALI

E POLITICI INCAPPATI NELLA PROCEDURA

 

L’amministrazione guidata da Crestini è in carica da quasi tre anni e la domanda a cui dovrebbe innanzitutto rispondere è: tra questi 189 casi ci può dire quali sono prime abitazioni, quali seconde e/o terze case, quali affittate in nero, quali e quante attività commerciali? Senza una risposta esauriente la questione resterà avvolta nell’ombra, perché chi ha costruito opere abusive a scopo speculativo (affitti in nero e/o attività commerciali) ha tutto l’interesse affinché tale calderone rimanga una grande minestra indistinta a danno di quei cittadini che hanno realizzato una casa per viverci e che, nella vicenda, hanno tutto da perdere. Anche perché, come ha sottolineato più volte lo stesso Alessio Iadecola, tra le 189 procedure di acquisizione, figurano anche politici e parenti stretti di politici, molti dei quali siedono in consiglio comunale. Questo è l’altro aspetto da chiarire su cui Crestini continua a tacere visto che anche tra i consiglieri che lo sostengono ci sono situazioni di abusivismo edilizio.

 

Da alcuni mesi la Polizia locale di Rocca di Papa sta tornando a ispezionare alcune opere abusive già oggetto di acquisizione ma gira voce che tali verifiche, eseguite su disposizione della Procura della Repubblica di Velletri, siano state decise in base a un elenco precedentemente fornito dall’amministrazione comunale. È vero? Se tale notizia venisse confermata, gli uffici tecnici comunali dovrebbero spiegare in virtù della chiarezza e della trasparenza che la pubblica amministrazione deve adottare a tutela della collettività e affinché non si verifichino dei soprusi, i criteri utilizzati per redigere tali elenchi. Infatti, dalle stesse voci apprendiamo che dall’elenco sarebbero stati esclusi politici e parenti di politici, alcuni dipendenti comunali e alcune attività commerciali già presenti nel famoso elenco dei 189. Quindi, al fine di sgombrare il campo da una nebbia fitta che ripropone il tema di rapporti illeciti tra una pubblica amministrazione che decide e i soliti “amici degli amici” da proteggere, Crestini dovrebbe favorire il ritorno a una gestione trasparente della vicenda, fornendo tutti i chiarimenti ai cittadini. Proprio quello che chiedeva Emanuele Crestini all’allora sindaco Pasquale Boccia e all’assessora all’urbanistica Silvia Sciamplicotti quando ricopriva il ruolo di consigliere comunale d’opposizione.

 

Ma anche questi 189 cittadini roccheggiani devono darsi una svegliata: o sono uniti nel chiedere la tutela di chi ha costruito un’abitazione per necessità (lasciando al loro destino speculatori e profittatori), oppure continueranno a subire i ricatti dei politici senza arrivare a soluzioni definitive.  

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