La doppia-inaugurazione del Parco Landsberg costata 185mila euro. Che ne è del progetto iniziale finanziato dalla Provincia?

February 11, 2019

 

Sabato 20 ottobre 2018 i cittadini hanno assistito a una vera e propria messa in scena organizzata dal Comune di Rocca di Papa: la ri-inaugurazione del Parco Landsberg, il polmone verde del centro storico che porta il nome della cittadina bavarese gemellata da trent’anni con Rocca di Papa.

 

Una finta inaugurazione visto che dopo qualche settimana il parco è tornato al suo abbandono con tanto di cancelli chiusi da catena e lucchetto, salvo poi riaprirlo per il presepe vivente dell’ultimo Natale, per poi tornare nuovamente a catene e lucchetti. L’operazione chiamata dal Comune “inaugurazione” in realtà è stata soltanto una ripulitura di alcuni sentieri da foglie ed erbacce, tanto per rendere omaggio al sindaco di Landsberg arrivato a Rocca per la sagra delle castagne. L’inaugurazione vera e propria, per la cronaca, venne fatta nei primi anni Novanta da un altro sindaco, Enrico Fondi, e sempre alla presenza dell’allora borgomastro di Landsberg. Può un’opera pubblica essere inaugurata due volte? A Rocca di Papa è successo.

 

Ma la faccenda potrebbe nascondere un uso improprio di soldi pubblici. Quest’inaugurazione annunciata in pompa magna con tanto di manifesti e volantini avrebbe dovuto aprire le porte al nuovo parco previsto dal progetto di riqualificazione redatto dall’architetto romano Luca Bragalli che nel 2012 si classificò primo nel programma Provis riservato a progetti di valorizzazione degli insediamenti storici.

 

LEGGI L’ARTICOLO DEL SEGNO DEL 2012

 

Motivo per cui ottenne il finanziamento da parte della Provincia di Roma (oggi Città Metropolitana) per 165.959,02 euro a cui il Comune di Rocca di Papa doveva obbligatoriamente aggiungere la cifra di 18.439,89 euro. Totale: € 184.398,91. Ora la domanda che ci facciamo è: come sono stati spesi questi soldi?

 

ECCO CHE COSA PREVEDEVA

IL PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE

Il progetto approvato dalla Provincia di Roma e dalla giunta comunale nel 2012 prevedeva interventi di riqualificazione delle aree di aggregazione quali la casina e la terrazza panoramica, la realizzazione di una nuova segnaletica di acceso al parco e al suo interno (dove sta?), il contenimento dei consumi energetici con l’installazione di pannelli fotovoltaici sia sulla casina che sui lampioni (chi li ha visti?) con lo scopo di illuminare i percorsi e le aree tematiche anche nelle ore serali, interventi di abbattimento delle barriere architettoniche con indicazioni in Braille per i non vedenti (dove stanno?), l’installazione di apposite telecamere con sistema di videosorveglianza (dove?), la collocazione di un nuovo arredo urbano (non lo abbiamo visto!) e il rifacimento di TUTTE le pavimentazioni dei sentieri.

 

Ancora più interessante la divisione delle aree tematiche previste in base alla conformazione del parco che si sviluppa in cinque terrazzamenti per oltre 10mila metri quadrati: in base al progetto finanziato, il primo livello avrebbe dovuto ospitare le installazioni riportanti le indicazioni tematiche del parco, dei percorsi e delle attività (dove stanno?); il secondo livello prevedeva sentieri e zone di sosta attrezzata per il relax (quando?); il terzo livello avrebbe dovuto ospitare i giochi per i bambini (qualcosa c’è ma niente di più -anzi qualcosa di meno- rispetto a quello che già c’era!); il quarto livello prevedeva una zona attrezzata per lo sport e il tempo libero (chi l’ha vista?); il quinto livello (la terrazza) la realizzazione di una solida casina con tanto di collegamento gratuito alla rete Wi-fi (a parte la casetta in legno di pino, il Wi-fi non ci risulta!).

 

GLI INTERVENTI FATTI E QUELLI CAMUFFATI

A oggi, del progetto iniziale, sono state realizzate soltanto le inferriate di protezione, la pavimentazione di alcuni sentieri, l’installazione di una casetta in legno di pino (valore Leroy Merlin: 3.500 euro), alcuni giochi per bambini che in verità già erano stati collocati al tempo di Ponzo, e una serie di lampioni privi di pannelli fotovoltaici. Di tutto il resto non c’è traccia.

 

Eppure all’interno del parco è stata addirittura cementata la targa in ottone con l’indicazione che il nuovo Parco Landsberg ha ricevuto il finanziamento della Città Metropolitana. Siamo insomma di fronte a una vera e propria opera di camuffamento (camouflage dicono i francesi) messa in piedi dal sindaco Crestini a dal suo entourage. Lo stesso sindaco che poche ore dopo ha sbarrato tutti gli ingressi per evitare l’accesso al parco da parte dei cittadini. È come se a un amico promettiamo in regalo un’automobile salvo poi fargli recapitare solo la scrocca. Una bella sòla! Questo evidentemente è il rispetto per un gemellaggio che si avvia a festeggiare il suo trentennale. Ma esiste un precedente ed è senz’altro illustre. Come nel caso di Rocca di Papa-Landsberg, anch’esso riguarda i rapporti tra Italia e Germania. Nel 1938 Mussolini per impressionare Hitler, invitato in Italia, fece camuffare dagli scenografi di Cinecittà la stazione Ostiense da cui il dittatore tedesco sarebbe arrivato. Il fatto provocò anche una famosa pasquinata («Roma di travertino, vestita di cartone, saluta l’imbianchino, che arriva da padrone»). I fascisti non riuscirono mai a scoprire l’autore di questa burla letteraria. Da noi si potrebbe dire: «Rocca di Papa, coi bavaresi gemellata, inaugura la bell’area, con una rinfrescata». Intanto i soldi sono finiti e del progetto iniziale non resta nulla.

 

I GUAI AI TEMPI

DEL SINDACO BOCCIA

C’è da dire che il progetto finanziato dalla Provincia non è stato privo di ostacoli nemmeno sotto la giunta Boccia. Nel 2014 Il Segno presentò una denuncia alla Forestale per l’abbattimento abusivo di decine di alberi tra castagni e querce all’interno del parco (LEGGI QUI L’ARTICOLO), con tanto di rimozione e trasporto del materiale legnoso in luoghi mai resi noti.

 

(GUARDA IL VIDEO DEL 2014 SUL

DANNO AMBIENTALE DEL PARCO LANDSBERG)

 

Tanto che l’allora consigliere d’opposizione Crestini (oggi sindaco) presentò una dura interrogazione per chiedere chiarimenti in merito. In quest’interrogazione Crestini chiese anche che la ditta responsabile dei fatti venisse radiata dall’albo delle ditte di fiducia del Comune. Poi non se ne è saputo più nulla.

 

COME SONO STATI SPESI I 200.000

EURO DELLA PROVINCIA?

Dopo la seconda inaugurazione, il Parco Landsberg sembra lo stesso del 2014 quando vennero realizzare le inferriate di protezione e la pavimentazione di alcuni sentieri.

 

(GUARDA IL VIDEO DEL 2016)

 

La parte superiore dell’area è ancora abbandonata, non è nemmeno stata pulita da erbacce e infestanti e gli alberi presentano ancora rami secchi e pericolanti, tanto che alcuni arbusti fuoriescono persino dal confine (lato via Alberobello, u rapellicciu). Resta dunque da capire come siano stati spesi questi 185mila euro stanziati per il progetto e di cui, girando all’interno del parco, non vediamo traccia.

Che siano stati dirottati per altre esigenze amministrative? Non lo sappiamo ma sarebbe interessante saperlo. Negli ultimi 15 anni e fino a oggi le varie amministrazioni comunali hanno speso per la riqualificazione del Parco Landsberg quasi 700mila euro, circa un miliardo e mezzo delle vecchie lire. Ma degrado e abbandono del parco stanno sempre lì. Non solo: il progetto è stato premiato con un finanziamento, ma se di quel progetto viene realizzata solo una minima parte significa truffare lo Stato avendo ottenuto soldi per un progetto rimasto solo sulla carta.

 

«Il sindaco ha le chiavi di casa dei luoghi e dei beni comunali. Si deve sentire responsabile di quello che succede sul territorio». Queste le parole che nel 2014 il consigliere Crestini rivolse a Boccia in consiglio comunale, convocato per discutere del parco Landsberg. Sono passati cinque anni ma nulla è cambiato.

 

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