Lorenzo Romei porta alla luce il «caso Santoro»: un risarcimento da 7 milioni di € che fa rischiare al Comune la bancarotta

February 26, 2019

Un risarcimento milionario rischia di portare il Comune di Rocca di Papa alla bancarotta. Ma questa è la notizia minore, la vera notizia è che tale richiesta (per la cifra di 6.924.000 euro, cioè 14 miliardi delle vecchie lire) è stata avanzata da un consigliere comunale di maggioranza in virtù di una causa avviata con l’ente per il quale assolve una funzione istituzionale. Un conflitto di interessi gigantesco. Si tratta di Mario Santoro, eletto nel 2016 nella lista “Insieme per Rocca di Papa” del sindaco Crestini.

 

A scoprire la faccenda è stato Lorenzo Romei, giovane consigliere comunale eletto anche lui con Crestini e poi passato all’opposizione, segno evidente che di fronte a consiglieri che si limitano a scaldare la sedia, c'è ancora chi mette davvero il suo ruolo a servizio dei cittadini e del loro diritto a conoscere ciò che succede all’interno del Palazzo.

 

Nel consiglio comunale di oggi (26 febbraio 2019) Lorenzo Romei ha chiesto esplicitamente le dimissioni di Mario Santoro elencando in maniera meticolosa e precisa le norme di legge secondo cui l’attuale consigliere di Crestini è incompatibile avendo aperto un contenzioso con l’ente di cui è parte integrante. Non saremmo mai entrati nel merito di una vicenda di cronaca molto dolorosa ma il comportamento assunto da Santoro, essendo consigliere, l’ha fatta diventare di interesse pubblico visto che in gioco vi è il dissesto economico-finanziario del Comune che potrebbe essere determinato proprio da quest'azione legale. 

 

La vicenda inizia nel 2013 quando, a causa del manto stradale ghiacciato, Santoro subisce un grave incidente automobilistico che lo costringerà sulla sedia a rotelle. Subito dopo, per quello che abbiamo capito dall'intervento di Lorenzo Romei, parte una richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’Astral (l’azienda regionale che si occupa della gestione di diverse strade tra cui quella incriminata) e delle società Acea e Acque Potabili che avevano in gestione la fornitura dell'acqua e dei contatori. Infatti, il ghiaccio si sarebbe formato in seguito alla fuoriuscita di acqua da alcuni contatori andati in tilt a causa delle basse temperature. Il comune inizialmente resta fuori da questa causa ma nel 2018, quando cioè Santoro è consigliere comunale già da due anni, decide di aprire il contenzioso anche con il Comune di Rocca di Papa.

 

L'INCOMPATIBILITÀ DI MARIO SANTORO

La questione pone due problemi rilevanti. Il primo è che Santoro, come stabilisce la legge (art. 63, comma 1, n. 4 del Testo Unico Enti Locali) e come ha ribadito Lorenzo Romei nel suo intervento, avrebbe dovuto dimettersi da consigliere comunale ma, dopo un anno, non lo ha ancora fatto e la cosa è molto grave. Ancora più grave che il sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, pur conoscendo questa richiesta risarcitoria per quasi 7 milioni di euro non sia intervenuto facendo dimettere il suo consigliere. Perché? E gli altri membri della maggioranza (assessori e consiglieri) erano al corrente di questo contenzioso? Se sì dovrebbero spiegare perché non hanno chiesto le dimissioni del loro collega; se non ne erano a conoscenza dovrebbero dimettersi loro perché all’oscuro di una causa milionaria che rischia di far fallire il Comune.

Vorremmo anche sapere che cosa ne pensa un altro consigliere comunale, quel Bruno Fondi che sta conducendo la grande battaglia per cacciare dal consiglio Roberta Carnevali (dell’opposizione!), macchiatasi di una grave colpa: essere stata assente ad alcune sedute per partecipare a uno stage di Legambiente, essendo ingegnere ambientale. Caro Bruno Fondi, lei sapeva della causa contro il Comune intentata dal suo collega di maggioranza? Ora lo sa, che cosa intende fare?

 

Poi c'è la nuova segretaria comunale, dott.ssa Daniela Natale, che, avendo appreso in consiglio dell'incompatibilità di Santoro si è limitata a richiamare Lorenzo Romei ad attenersi all'ordine del giorno. Ma la segretaria comunale, che voleva persino farci spegnere le telecamere, adesso deve dirci come intende procedere nei confronti di Santoro visto che, stando alle parole del presidente del consiglio comunale Calcagni, avrebbe favorito la discussione in aula sulla decadenza di Roberta Carnevali. Perché non è stata fatta la stessa cosa per Mario Santoro, la cui situazione appare molto più grave?

 

L'AMMINISTRAZIONE CRESTINI IN BILICO:

IL VOTO DI OGNI CONSIGLIERE È DETERMINANTE

Riguardo al conflitto d’interessi c’è un secondo aspetto da considerare oltre a quello normativo, ed è quello etico. La giunta Crestini resta in piedi grazie al voto di un solo consigliere comunale, dando a ciascuno di essi il potere di vita o di morte sull’amministrazione in carica. Ecco dunque che ogni consigliere, Santoro compreso (e alla luce del contenzioso portato alla luce da Romei: Santoro soprattutto), può decidere le sorti dell’amministrazione comunale. Il suo ruolo, dunque, è doppiamente in conflitto perché, in virtù di questo contenzioso, potrebbe avere tutto l’interesse a mantenere in piedi un’amministrazione amica, di più: un’amministrazione con la quale è stato eletto e nella quale è uno degli esponenti più influenti. Santoro, per intenderci, ha votato anche i bilanci dell’amministrazione comunale, bilanci che prevedono pure le coperture finanziarie dei contenziosi. Le dimissioni del consigliere-Santoro, quindi, dovrebbero arrivare fulminee così da permettere al cittadino-Santoro di sostenere legittimamente le sue richieste senza legacci conflittuali che rischiano di gettare sospetti sulla corposa vicenda del contenzioso.

 

A INIZIO MAGGIO L'UDIENZA

AL TRIBUNALE DI VELLETRI

Questo contenzioso, peraltro, è già in una fase avanzata del suo iter, visto che ai primi di maggio si terrà un’udienza presso il Tribunale di Velletri, dove Mario Santoro da un lato rappresenterà i suoi interessi e dall’altro quelli del Comune di Rocca di Papa che dovrà difendersi. Come può restare in carica stando così le cose? Non lo sappiamo.

 

La conseguenza di tutto ciò, come detto, potrebbe essere la bancarotta di un Comune che già naviga in cattive acque e che recentemente, pur di tirare il fiato, ha chiesto aiuto alla Regione Lazio per accedere al fondo riservato ai Comuni in pre-dissesto, ottenendo 200mila euro di contributo straordinario. Contributo che, a fronte dei 7 milioni di euro chiesti dal consigliere Santoro, sono una goccia nell’oceano.

 

In un paese normale, per una vicenda del genere, non si dimetterebbe solo il consigliere in evidente conflitto, ma l’intera amministrazione a cominciare dal sindaco che, pur conoscendo la situazione, non ha fatto nulla per evitare questa doppiezza di ruoli.

 

IL DUBBIO: FUOCO AMICO CONTRO SANTORO?

L'ultima domanda che ci facciamo è questa: come ha fatto il consigliere comunale Lorenzo Romei a venire a conoscenza del contenzioso tra Mario Santoro e il Comune di Rocca di Papa? Il dubbio che possa essere intervenuta qualche manina amica (di Santoro) per far emergere i documenti sulla sua vicenda resta sul tappeto. Il che pone un altro (l'ennesimo) interrogativo: non è che all'interno della maggioranza hanno in qualche modo favorito la divulgazione degli atti per liberarsi dell'ingombrante presenza di Santoro in consiglio? E Crestini ha avuto un qualche ruolo? Come diceva Giulio Andreotti, a pensar male è peccato ma spesso si indovina!

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