Il ruolo della neo-segretaria comunale Daniela Natale, la libertà di stampa e l'ostruzionismo di maggioranza

February 28, 2019

Seguii il mio primo consiglio comunale di Rocca di Papa all’età di 17 anni. All’epoca ero corrispondente locale per il quotidiano Paese Sera. Da allora ne sono trascorsi altri 33 di anni e quanto accaduto nella seduta del 26 febbraio scorso non mi era mai capitato. Da anni uso filmare i consigli comunali così da poter poi realizzare dei servizi giornalistici per dare ai cittadini le informazioni su ciò che accade all’interno dell’Istituzione più importante del paese. Il 26 febbraio, però, è accaduto quello che non ti aspetti: la neo-segretaria comunale, Daniela Natale, arrivata a Rocca di Papa a inizio gennaio di quest’anno dopo che altri 6 segretari avevano lasciato l’incarico in appena due anni, fa questo esordio: "Tanto per cominciare, spegnete le telecamere!". Il tutto con tono perentorio.

 

Badate bene, tale richiesta non era stata sollecitata da nessuno in aula quindi, a meno che non vi sia stata una richiesta impartita prima del consiglio comunale, è stata una libera iniziativa della segretaria Natale. A che titolo non lo capiamo visto che a presiedere la seduta dovrebbe essere il presidente del consiglio comunale mentre alla segretaria comunale spettano essenzialmente funzioni consultive e di assistenza nonché la verbalizzazione di quanto accade in aula. Anche se quest’ultimo aspetto, quello di verbalizzare gli interventi dei consiglieri, è stato più volte respinto dalla dottoressa Natale, che si è detta impossibilitata a scrivere esattamente ciò che si dice chiedendo ai consiglieri interventi scritti. Gentile dottoressa Natale, la discussione nei consigli comunali, a parte le mozioni e le interrogazioni, avviene in corso d’opera e nessuno può sapere in anticipo ciò che dirà visto che dipenderà dal confronto su ogni punto all’ordine del giorno. Quindi bisogna che lei si attrezzi per verbalizzare. Comunque, la nostra testata giornalistica è disponibile a inviarle i filmati delle sedute così da consentirle una verbalizzazione per filo e per segno.

 

Ma torniamo al consiglio comunale del 26 febbraio. Alla richiesta di spegnere le telecamere ho protestato perché la legge tutela il diritto del giornalista ad effettuare le riprese per il suo diritto di cronaca e, allo stesso tempo, tutela il diritto dei cittadini a essere informati in modo corretto. Ma quanto accaduto mi permette di fare una riflessione su chi ricopre incarichi di potere, dando in questo caso alla parola potere un significato alto, cioè quello di mettere a servizio dei cittadini la propria competenza e professionalità. Molto spesso, infatti, chi arriva a detenere posti di potere tende a utilizzare tale ruolo per manifestare la propria autorità (in questo caso nel senso più antipatico del termine: la propria forza), rispetto a chi deve invece sottomettersi. Siamo insomma al solito “Lei non sa chi sono io!”, a cui spesso ricorrono i detentori di tali incarichi di vertice, politico o amministrativo.

 

Ecco allora che mi sono imbattuto in un articolo del Messaggero (edizione di Viterbo) del 21 maggio 2015, in cui una tal Daniela Natale (se non si tratta di omonimia è proprio la Natale sbarcata a Rocca di Papa) sarebbe incappata proprio in quel “Lei non sa chi sono io!” di fronte ai due vigili che le notificavano una multa dopo una sorta di inseguimento. La ricostruzione dell’accaduto fatta dal Messaggero è tutta da leggere!

 

OSTRUZIONISMO DI MAGGIORANZA.

E LA SEGRETARIA CHE FA?

La stessa fermezza con cui ha chiesto ai giornalisti presenti di spegnere le telecamere, vorremmo la mettesse per fermare l’abuso (che la maggioranza fa in ogni consiglio) di stravolgere i punti all’ordine del giorno, mettendo il primo punto (interrogazioni e mozioni) sempre all’ultimo, salvo poi uscire tutti dall’aula facendo mancare il numero legale e, quindi, impedendo di fatto ai consiglieri comunali di presentare interrogazioni e mozioni. Le interrogazioni e le mozioni -le ricordo- nascono spesso da vere e proprie richieste dei cittadini, quindi tale strumento democratico è l'unico che i consiglieri comunali hanno per essere portatori delle istanze del territorio. Motivo per cui i cittadini hanno delegato i propri rappresentanti.

 

Questa cosa si ripete ormai da troppo tempo e la legge dice chiaramente che si tratta di un abuso. Cara dottoressa Natale, in questo caso spetta sì a lei garantire il diritto dei consiglieri comunali e, allo stesso tempo, garantire il diritto dei cittadini affinché l’ordine del giorno approvato dalla riunione dei capigruppo (la riunione in cui i rappresentanti di tutti i partiti presenti in consiglio comunale decidono data e ordine del giorno), venga rispettato perché molti cittadini partecipano ai consigli comunali proprio in virtù dell’ordine del giorno pubblicato sui manifesti affissi dal Comune in tutto il paese. Questa vergogna deve finire ed è un suo dovere attivarsi affinché ciò avvenga al più presto.

 

Quello che tecnicamente si chiama "ostruzionismo di maggioranza" è stato trattato anche dal TAR Sicilia i cui giudici hanno concluso che "il comportamento preordinato di conseguimento della mancanza del numero legale delle assemblee rappresentative, costituisce un'inammissibile prevaricazione della maggioranza nei confronti delle minoranze, alle quali viene impedito di esercitare il proprio ruolo di opposizione e quindi l'esercizio di un diritto politico costituzionalmente garantito". Parole chiare che andrebbero scolpite su una parete del consiglio comunale di Rocca di Papa. I giudici siciliani hanno poi citato l'art. 49 della Costituzione Italiana, il quale preclude ai partiti politici e ai loro rappresentanti "qualunque opera non solo di aperto sabotaggio ma anche di subdola, lenta e surrettizia erosione delle istituzioni democratiche".

 

Sorprende, infine, che i consiglieri di minoranza, non abbiano ancora presentato denunce alle Autorità (Procura e Carabinieri) in tal senso a tutela del loro ruolo.

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