Giardino degli ulivi, l’opposizione chiede chiarimenti e coinvolge Regione e Procura

March 1, 2019

A far luce sul Piano di recupero giardino degli ulivi, che negli ultimi anni ha visto urbanizzare una vasta area in zona Vigne, è un’interrogazione protocollata da tre consiglieri comunali, Lorenzo Romei, Elisa Pucci e Roberta Carnevali (quest’ultima è la consigliera la cui decadenza è stata votata dalla maggioranza nell’ultimo consiglio comunale).

 

L’interrogazione in particolare si sofferma sulla mancata realizzazione di un nuovo edificio parrocchiale che a tutt’oggi non è stato realizzato in seguito a una modifica che ne aveva rimodulato il piano. La vicenda della nuova chiesa dei Padri Passionisti, che ormai sembrava dimenticata essendo passato un decennio, è riemersa dopo che il sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, aveva annunciato di aver fatto visita al Vescovo di Frascati proprio per affrontare la questione quando ormai (particolare non trascurabile) la convenzione tra Comune, Consorzio e Passionisti era scaduta da oltre un anno. La domanda che ci facemmo quando Crestini annunciò il suo incontro con il Vescovo, fu proprio questa: se l’attuale amministrazione roccheggiana riteneva fondamentale la realizzazione del nuovo complesso parrocchiale perché ha lasciato scadere la convenzione? Perché non ha convocato il Consorzio (che fa capo proprio agli zii del sindaco) per rimettere in discussione l’intero comparto edificatorio così da ripristinare il progetto della chiesa?

 

La faccenda, insomma, come direbbe Totò, pare puzzare di abbruciaticcio e così i tre consiglieri hanno deciso di inviare la notizia sia alla Regione Lazio (che ha autorizzato il Piano di recupero giardino degli ulivi) sia la Procura della Repubblica di Velletri al fine di verificare se tutto si è svolto in base ai progetti approvati e previsti nell’accordo di programma.

 

Al sindaco hanno chiesto non solo di verificare «gli accordi convenzionali sottoscritti ad ottobre 2008 tra il Comune di Rocca di Papa, il Consorzio giardino degli ulivi e la Provincia religiosa dei Padri Passionisti in merito alla realizzazione della predetta opera religiosa», ma anche di verificare «se sussistono, in caso di inadempienza, i presupposti per la revoca del Piano urbanistico in questione». Fatto che provocherebbe un vero e proprio terremoto.

 

Nell’interrogazione consiliare si fa riferimento anche alla «polizza fidejussoria, per un valore di un milione di euro, accesa a favore del Comune di Rocca di Papa presso Unicredit nel 2008 a garanzia della mancata realizzazione dell’opera». Fidejussione che, non essendo stata rinnovata, non è più esigibile.

 

In attesa di saperne di più, resta da capire perché il sindaco Crestini abbia voluto riportare all’attenzione della cronaca una vicenda che gli stessi firmatari dell’interrogazione hanno definito dormiente. Alla mente tornano i rapporti burrascosi all’interno della famiglia del sindaco che forse non ha mai perdonato loro il fatto di non averlo votato alle scorse elezioni comunali preferendo la candidata del Pd Silvia Sciamplicotti, salvo poi tornare sui loro passi una volta eletto. Ma a ben guardare, tali rapporti burrascosi vengono da lontano, cioè agli anni in cui Crestini ricopriva il ruolo di consigliere d’opposizione mentre gli zii, che a Rocca di Papa sono dei noti imprenditori con interessi in vari settori, dalla ristorazione all’edilizia, sostenevano proprio l’allora sindaco Boccia. Tanto che fu proprio l’attività di consigliere di Crestini a far emergere alcune questioni sulla ristrutturazione del centro-rivendita di materiali edili di proprietà dello zio. Insomma, non è che Crestini riportando alla luce la vicenda della mancata realizzazione della chiesa dei Passionisti abbia fatto riemergere questi antichi rancori? Al momento non ci resta che attendere la risposta dello stesso primo cittadino roccheggiano all’interrogazione di Romei, Pucci e Carnevali.

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