L’incompatibilità travolge Mario Santoro: si va verso la sostituzione?

March 2, 2019

La posizione del consigliere comunale Mario Santoro si complica dopo le rivelazioni fatte da Lorenzo Romei durante la seduta consiliare dello scorso 26 febbraio. Quanto emerso ha gettato più di una certezza sull’incompatibilità di Santoro, frutto di un contenzioso avviato il 24 gennaio 2018, quindi quando Santoro ricopriva già il ruolo di consigliere di maggioranza, contro il Comune di Rocca di Papa, incappando così pienamente nell’art. 63 (comma 1, n.4) del Testo Unico degli Enti Locali, una sorta di Bibbia giuridica che regola comportamenti, diritti e doveri dell’attività amministrativa di chi ricopre incarichi pubblici. La norma è chiara nella sua semplicità: «Non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della Provincia, consigliere comunale [...] colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo, rispettivamente con il Comune o la Provincia…».

 

La notizia di queste ore è che il sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, avrebbe chiesto al presidente del consiglio comunale, Massimiliano Calcagni, di inserire nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale un punto di discussione specifico sul “caso Santoro”: la surroga del suo ruolo di consigliere comunale. La riunione dei capigruppo del prossimo 5 marzo dovrebbe sciogliere questo nodo sulla surroga. La surroga è quel procedimento amministrativo che permette di sostituire un consigliere con il primo dei non eletti.

 

In attesa di sapere se Crestini abbia dunque avviato tale procedura, non è chiaro se Mario Santoro abbia rassegnato le dimissioni o se, nel contempo, abbia ricevuto la comunicazione di sospendione/diffida da parte del Comune di Rocca di Papa, come dovrebbe avvenire in questi casi. Fatto sta che la richiesta del sindaco Crestini, se priva di precedenti dimissioni e atto di sospensione, appare piuttosto forzosa visto che in consiglio, su questo punto, Crestini non ha spiccicato parola. Non solo, al pari della sua maggioranza (assessori e consiglieri) il sindaco dovrebbe innanzitutto spiegare perché la grave incompatibilità di Santoro è emersa solo grazie all’intervento del giovane consigliere Lorenzo Romei, a cui proprio Crestini voleva impedire di parlare. Crestini, dunque, destinatario del contenzioso aperto a gennaio 2018 da Santoro (in quanto legale rappresentante del Comune), ne era perfettamente a conoscenza eppure lo ha taciuto all’intero consiglio comunale. Perché? E se Santoro è rimasto in carica per oltre un anno pur essendo incompatibile viene da domandarsi: ma l’ufficio della segreteria comunale perché non è intervenuto ripristinando la legalità?

 

Santoro ha votato bilanci, progetti, delibere, e sarà capitato che il suo voto sarà stato determinante per far passare un provvedimento altrimenti destinato alla bocciatura. Chi ripagherà i cittadini roccheggiani di questa interruzione di democrazia rappresentativa?   

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